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brindisireport.it, 29 marzo 2026

I giovani avvocati ricordano come la casa circondariale operi con un organico significativamente inferiore rispetto a quello previsto, ma nonostante i problemi, sono varie le attività svolte all’interno della struttura. Anche nel Brindisino prosegue l’impegno dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga) sul tema del sistema penitenziario. Nell’ambito delle attività promosse dall’Osservatorio Nazionale Carceri (Onac), ieri (venerdì 27 marzo 2026) si è svolta una visita presso la casa circondariale di via Appia, con l’obiettivo di favorire una conoscenza diretta delle realtà detentive e contribuire al miglioramento del sistema. La delegazione della sezione brindisina era composta dagli avvocati Francesco Monopoli, Luigi Memmola, Antonio Gianni Junior Rosato, Cristina Minonne, Verdiana Cervellera e Gabriele Nobile.

Da lunedì 23 marzo, le delegazioni dell’Aiga sta accedendo in 76 strutture penitenziarie, tra istituti per adulti e per minorenni, diffuse su tutto il territorio nazionale, con una copertura di almeno un carcere per ogni regione. Lo scopo è quello di presentare da un lato l’approccio propositivo che l’Aiga assume su un tema che sta vivendo una costante fase emergenziale e, dall’altro, conseguire risposte da chi ogni giorno opera in quell’ambito, vivendolo e conoscendone criticità, aspetti virtuosi, e prospettive sulle quali poter realmente adoperarsi. 

È l’occasione per condurre all’interno delle strutture penitenziarie un calore umano di cui si ha ancor più bisogno nel periodo delle festività, nonché per mostrare a tutti coloro i quali vivono all’interno delle strutture penitenziarie, detenuti, personale amministrativo, sanitario e corpo della polizia penitenziaria, l’impegno concreto che la giovane avvocatura profonde al fine di ridare dignità alla detenzione e, più ampiamente, migliorare la vivibilità delle carceri.

La visita ha offerto l’occasione per un confronto diretto sulle condizioni della struttura, sulle criticità operative - a partire dalla nota carenza di organico della Polizia Penitenziaria - e sui progetti di reinserimento sociale attualmente in corso. La casa circondariale di Brindisi opera con un organico significativamente inferiore rispetto a quello previsto, circostanza che incide inevitabilmente sulla gestione quotidiana e sulla sicurezza del personale e dei detenuti. Ma nonostante i problemi, sono varie le attività svolte all’interno della struttura: dal teatro ai laboratori per la lavorazione di infissi, oltre alla presenza di tutti gli strumenti necessari per l’attività sportiva. Un ulteriore passo avanti è stato fatto con la recente convenzione con vari enti del territorio per l’impiego di detenuti in attività socialmente utili. Attività tutte importantissime per la rieducazione e il reinserimento in società.

Un doveroso ringraziamento - si legge in una nota che accompagna l’iniziativa - va all’avvocato Francesco Monopoli, responsabile e referente per la Regione Puglia dell’Onac, sempre attento alle sensibili e delicate tematiche che caratterizzano il mondo forense. L’iniziativa, a Brindisi, è stata possibile grazie alla direttrice della casa circondariale Valentina Meo Evoli e al comandante dirigente aggiunto Benvenuto Greco (entrambi presenti nella foto in apertura dell’articolo).

L’Onac rappresenta uno degli organismi centrali dell’Aiga ed è strutturato in un coordinamento nazionale, affiancato da referenti territoriali e regionali. Le visite agli istituti penitenziari hanno costituito un momento fondamentale nel percorso formativo e professionale dei giovani avvocati, offrendo loro l’opportunità di confrontarsi direttamente con le condizioni di detenzione e le criticità del sistema. In particolare, fin dalla sua istituzione, l’Onac organizza annualmente visite negli istituti di pena prima della settimana di Pasqua, consolidando una tradizione volta a mantenere alta l’attenzione sul tema e a rafforzare il ruolo attivo dell’avvocatura.