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di Giulio De Santis

Corriere della Sera, 26 marzo 2026

I racconti dei detenuti nel carcere minorile romano: gli agenti indagati per lesioni e tortura. “Mi hanno picchiato con i bastoni e le sedie. E persino minacciato di morte”. È il racconto choc fatto da uno dei 13 detenuti minorenni, ritenuti dalla Procura vittime di vessazioni, persino di torture, da parte di 9 agenti della polizia penitenziaria di Casal del Marmo. La deposizione, insieme a quella di altri 7 ragazzi, è stata resa ieri nel corso dell’incidente probatorio che si è svolto per riscontrare le accuse agli agenti, indagati per lesioni e due pure per tortura. Per raccogliere le loro testimonianze pm e avvocati hanno impiegato 10 ore.

Durante le quali i minorenni hanno risposto agli interrogativi, talvolta balbettando, talvolta piangendo. Al termine del fuoco di domande, accusa e difesa escono entrambi con qualche punto a proprio favore. Gli agenti sono rappresentati dagli avvocati Marco De Carolis e Domenico Naccari. Nessuno dei minorenni ha ritrattato.

In più hanno riconfermato che le vessazioni sono avvenute “solo” tra luglio e novembre del 2025 quando gli agenti - ora trasferiti - sono stati collocati a Casal del Marmo. E tuttavia i detenuti hanno avuto un problema quando gli è stato chiesto: “È stato l’agente penitenziario chiamato Animale o Pugile a picchiarti?”. Domanda semplice a cui è seguita una risposta complessa: “Pugile o forse Animale...”. Incertezze che potrebbero complicare la ricostruzione delle singole responsabilità degli indagati.

Indicare quale sia stata la deposizione più scioccante è impossibile. Il primo a parlare è stato Carlo (nome di fantasia come quello di tutti i minorenni nell’articolo) 15 anni, italiano: “Avevo litigato con Valerio e mi hanno portato in infermeria, mi hanno denudato. Poi con una forbice hanno minacciato di tagliarmi i testicoli. Da uno mi hanno fatto uscire sangue. Pregavo, piangevo perché smettessero. Niente. Mi hanno riportato in cella e lì hanno ripreso a picchiarmi”. Il calvario non sarebbe stato limitato solo a questo episodio: “Poiché sostenevano che facessi l’infame, mi hanno costretto a picchiare altri detenuti. Si sono vendicati riempiendomi di bruciature per tutto il corpo”.

Poi è venuto il turno di Valerio, 18 anni, finito in carcere per una rapina: “Entravano in cella ubriachi e mi prendevano a schiaffi. Mi picchiavano con bastoni e sedie. C’era tra gli agenti chi portava l’hashish e si faceva pagare per una dose fino a 400 euro. Ho visto il pestaggio di Carlo, lo hanno minacciato di morte”. Poi è stato il turno di Franco, italiano, 20 anni: “Una volta ho chiesto se potessi giocare a pallone, mi risposero che avrei subito “la botta”, cioè mi avrebbero fatto del male. Puzzavano d’alcool. In un’occasione ho sentito un mio amico piangere”.

Vittima di un solo episodio è stato Amin, 17 anni, nordafricano: “Stavo facendo la doccia e mi hanno picchiato. Senza motivo. Finito con me, si sono accaniti su un altro”. Poi è toccato a Kiros, 16 anni: “Erano fuori di testa. Ubriachi. Mi dissero che ero carne da macello. Mi hanno fatto del male”. Ecco quanto detto da Omar,17 anni, che credeva di essere stato fortunato: “Mi hanno dato due schiaffi, stando attenti all’orecchio dove ho problemi”. Stesse considerazioni da parte di Idir, 17 anni: “Mi hanno picchiati solo una volta”.