di Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera, 27 marzo 2026
L’analisi di Swg mostra come circa il 25% degli astenuti alle ultime elezioni europee sia andato alle urne, con un aumento di affluenza significativo soprattutto tra i giovani: “Il clima generale del Paese è peggiore di quello che si pensa. Non solo per la guerra e le sue conseguenze economiche e geopolitiche, ma anche per le preoccupazioni legate agli effetti dell’Intelligenza artificiale sul lavoro del futuro”. L’esito netto del referendum ha avuto molte motivazioni del tutto estranee alla natura del quesito. E, infatti, di separazione delle carriere dei magistrati non parla più nessuno, nemmeno per analizzare le conseguenze del voto sull’esercizio dell’attività giudiziaria. Era del tutto prevedibile che un referendum si trasformasse in un test complessivo sullo stato d’animo del Paese, pardon Nazione. È sempre successo così. Ma forse questa volta c’è stato un carico di ansie e preoccupazioni maggiore.
Reale e fondato oppure esagerato e immaginario? Adrio De Carolis di Swg è stupito da un dato incredibile anche per chi come lui ha alle spalle una lunga esperienza di ascolto degli umori dei cittadini e degli elettori. Premessa: fu lui, tanto per citare un episodio della vigilia delle elezioni politiche del 2013, a dirmi che vi sarebbe stata una valanga di voti a favore dei Cinquestelle. Io ero del tutto convinto che esagerasse. “Circa il 25 per cento degli astenuti alle ultime elezioni europee ha deciso questa volta di andare alle urne - spiega De Carolis - due terzi hanno scelto il no e un terzo il sì. Mai vi era stato un aumento di affluenza, peraltro storicamente in calo, e soprattutto di giovani, così significativo. Ciò significa che il clima generale del Paese è peggiore di quello che si pensa. Non solo per la guerra e le sue conseguenze economiche e geopolitiche, l’America che diventa nemica per esempio, ma anche per le preoccupazioni legate agli effetti dell’Intelligenza artificiale sul lavoro del futuro. Può sembrarvi strano ma per i giovani, pochi, che noi già trattiamo male, è un serio e diffuso timore. Sono soprattutto loro che devono trovarsi un lavoro”. Swg ha testato il polso degli italiani nel suo “Scenario post referendum 2026”. Hanno sorretto l’ondata dei no anche il disagio e la protesta di tante parti della società, dal Sud alle grandi città. Nel grafico sulle emozioni più sentite degli ultimi dodici mesi prevalgono disgusto, rabbia e paura, la speranza è in netta discesa. Si impenna l’indice negativo della percezione della situazione economica generale, come peraltro confermato questa mattina dalle previsioni, peggiorate, dell’Ocse.










