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di Giacomo Puletti

Il Dubbio, 1 aprile 2026

Mancano i pareri della commissione Bilancio sugli emendamenti al Dl sicurezza e la seduta della commissione Affari costituzionali, prevista per ieri sera, per questa sera è stata sconvocata. Se ne riparlerà quindi stamattina a partire dalle 9 mentre alle 14 dovrebbe cominciare in commissione il confronto sui testi, a partire dall’articolo 1 del provvedimento sui “coltelli”.Al termine della riunione di ieri il presidente nonché relatore al provvedimento Alberto Balboni di FdI ha letto le dichiarazioni di inammissibilità e improponibilità: circa 150 sui 1.215 emendamenti (di cui 120 della maggioranza) sono stati cassati. In particolare, soltanto un emendamento sarebbe risultato inammissibile in quanto privo di portata modificativa.

Un centinaio, invece, gli emendamenti improponibili. Ma è l’inammissibilità di uno specifico emendamento ad aver mandato su tutte le furie il Pd. “L’emendamento che ho presentato al Dl Sicurezza, che riprende e sintetizza una proposta già ampiamente condivisa in Parlamento sul tema della tutela dei minori nell’accesso ai social, è stato dichiarato inammissibile: si tratta di una decisione che lascia profondamente perplessi, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro Valditara, che ha sottolineato con forza l’urgenza di intervenire proprio su questo fronte - ha detto infatti la senatrice dem Simona Malpezzi, vicepresidente bicamerale infanzia e adolescenza - Se esiste una consapevolezza così chiara all’interno del governo, non si comprende perché si continui a ostacolare un’iniziativa che va esattamente in quella direzione. Per questo motivo mi appello al Presidente della Commissione, Alberto Balboni, affinché voglia intervenire e consentire una rivalutazione di questa decisione”.

Secondo Malpezzi “non è accettabile che un tema così rilevante per la Sicurezza e il benessere dei più giovani venga escluso dal confronto parlamentare per ragioni formali” e quindi “è necessario che il governo chiarisca la propria posizione e trovi una linea coerente: non si può, da un lato, riconoscere pubblicamente l’urgenza del problema e, dall’altro, bloccare nei fatti ogni tentativo concreto di affrontarlo”. Dunque niente “ambiguità o rinvii” ma “responsabilità, coerenza e volontà politica di agire”. Con un ulteriore rilancio. “Qualora il presidente Balboni ritenesse impossibile quanto richiesto, spero che si adoperi nella moral suasion nei confronti dei diversi ministeri che con colpevole ritardo da più di sei mesi non esprimono i pareri su una misura ormai auspicata da tutto l’arco parlamentare e già pronta nella commissione competente”.

Pronta la risposta di Balboni, che al Dubbio spiega la sua versione dei fatti. “L’emendamento in questione è stato dichiarato improponibile perché siamo nell’ambito della conversione in legge di un decreto legge e quello era un emendamento ordinamentale, quindi non strettamente connesso alla materia - spiega l’esponente di FdI - In quanto tale, non perché lo dico io ma gli uffici competenti, va ritenuto improponibile”.

Balboni poi aggiunge che “nel merito non c’è alcuna contrarietà” e che “non è un tema politico ma regolamentare”. E infine conclude spiegando che “la senatrice Malpezzi sa che nel dubbio ho sempre lavorato per rendere ammissibili gli emendamenti, ma siamo fuori dalla materia”. Controreplica di Malpezzi: “Come ho spiegato, se non si può far nulla in commissione chiedo a Balboni di adoperarsi affinché si muovano i ministeri competenti - commenta l’esponente dem - se al governo sono tutti d’accordo, come dicono, si adoperino perché si faccia qualcosa”.