di Erica Manna
La Repubblica, 6 aprile 2026
Da Marassi, dopo la stretta del ministero su spettacoli e cerimonie religiose, a rischio l’attività ventennale di Teatro Necessario onlus. Nessuna autorizzazione per poter iniziare il laboratorio teatrale con i detenuti dell’alta sicurezza. E dunque, non resta che aspettare che il via libera arrivi. Anche per mesi. Rallentamenti burocratici che sono l’effetto della circolare ministeriale che centralizza - e dunque rende più complicata - anche una delle attività che sono il fiore all’occhiello del carcere di Marassi: quella portata avanti da oltre vent’anni da Teatro Necessario onlus, associazione che ha ottenuto decine di premi e due medaglie del presidente della Repubblica, nel 2010 e nel 2016.
“Mentre il laboratorio teatrale con i detenuti comuni ha potuto seguire il suo corso, e infatti debutteremo il 19 maggio con lo spettacolo “La voce di Antigone” - spiega la presidente di Teatro Necessario Mirella Cannata - per l’altro laboratorio di recitazione che realizziamo in parallelo con i detenuti dell’alta sicurezza siamo ancora in attesa. E senza il via libera, non possiamo partire”.
Dopo il caso del passaggio negato della via Crucis all’interno delle mura della casa circondariale di Marassi (per la prima volta in ventiquattro anni), motivata dalla direttrice Tullia Ardito con “imprescindibili ragioni di sicurezza” e con il “particolare momento di allerta in atto”, fa discutere la denuncia del cappellano del carcere, don Paolo Gatti. Che sulle pagine di Repubblica ha rimarcato come le porte dell’istituto penitenziario stiano diventando “sempre più chiuse”. A tal punto da rendere tortuoso persino organizzare i pranzi di Natale della Comunità di Sant’Egidio, oltre alle attività trattamentali e di reinserimento sociale dei detenuti. Occasioni fondamentali, in una casa circondariale dove - come raccontato su queste pagine - il tasso di sovraffollamento si attesta al 128 per cento e circa il 30 per cento dei reclusi è in carico al Serd, il servizio per le dipendenze.
Il nodo originario è una circolare di novembre 2025: a firma di Ernesto Napolillo, a capo della Direzione generale dei detenuti e del trattamento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Documento che prevede autorizzazioni agli “eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo” per gli istituti che ospitano sezioni di alta sicurezza (come Marassi), collaboratori di giustizia e 41-bis: da richiedere con largo anticipo. Non solo: per ogni evento all’interno, organizzazione e gestione devono restare sempre in capo alle direzioni e mai “esternalizzate”.
Le ripercussioni del nuovo corso - che sarebbe un’eredità dell’impostazione dell’ormai ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, dimessosi dopo lo scandalo della Bisteccheria del clan Senese con la spinta della vittoria referendaria del “no” - arrivano dunque a lambire anche le attività del Teatro dell’Arca di Marassi, primo caso in Europa di teatro costruito da zero all’interno di una casa circondariale. L’anno scorso i detenuti dell’alta sicurezza avevano portato in scena un adattamento dal Processo di Kafka.
“Il valore formativo e di recupero sociale di queste attività è altissimo - ragiona Mirella Cannata - con le nuove norme, i tempi per ottenere le autorizzazioni si dilatano, e questo rende anche molto più difficile organizzare e programmare il lavoro”. Lavoro che rischia davvero di diventare una via Crucis: per chi, dentro, prova con fatica a rimettere insieme i tasselli della propria esistenza.











