sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

milanotoday.it, 8 aprile 2026

Il disco si intitola “Free for music vol. 1” e fa parte di un progetto finanziato da Orangle Records. Dopo le visite di Emis Killa, Jake La Furia, Fedez, Lazza e Camilla Ghini, il progetto sviluppato da Orangle Records nel carcere di Monza ha dato alla luce ‘Free for music vol. 1’, l’album realizzato proprio dai detenuti della Casa circondariale Sanquirico nell’ambito del laboratorio supervisionato da Paolo Piffer. L’idea di fondo è trasformare l’arte in una competenza spendibile anche oltre il periodo di detenzione. Il disco non è una ‘parentesi filantropica’, ma la prova tangibile che è possibile rientrare nel mondo da un punto diverso rispetto a quello in cui il percorso di vita si era interrotto.

La prima conferenza in un carcere - L’album, già disponibile su tutte le piattaforme digitali e su Spotify, è stato presentato in anteprima durante una conferenza stampa senza precedenti: la prima in Italia ammessa ufficialmente all’interno di un penitenziario. Il disco raccoglie sei brani scritti e interpretati dai detenuti che hanno partecipato al laboratorio. Non si tratta di una semplice attività ricreativa, ma di una pubblicazione professionale con titoli, crediti, autori e compositori, destinata a competere nel mercato discografico reale.

Il supporto dei big del rap - Il progetto è il risultato di mesi di lavoro costante, basato su metodo e disciplina. L’obiettivo è stato fornire ai partecipanti competenze concrete e uno spazio in cui rielaborare rabbia e vissuti complessi in forma non violenta. Fondamentale è stato il confronto con grandi nomi della scena musicale italiana: Lazza, Fedez, Jake La Furia e Camilla Ghini, con la presenza costante di Emis Killa in ogni appuntamento. Questi incontri non sono stati semplici visite di cortesia, ma momenti di vero scambio professionale. Con Lazza ed Emis Killa i detenuti hanno parlato di ‘mestiere’ e condiviso errori e scelte. Con Fedez il dialogo si è spostato sui temi della libertà e della responsabilità, mentre gli incontri successivi hanno approfondito il valore del tempo e il significato del reinserimento attraverso la disciplina e il lavoro.

L’impegno corale - La realizzazione di questo progetto è stata possibile grazie alla stretta collaborazione tra le istituzioni, la Direzione del carcere, la polizia penitenziaria e il team di funzionari giuridico-pedagogici guidato dalla coordinatrice dottoressa Mariana Saccone, insieme alle dottoresse Elena Balia e Laura Fumagalli. ‘Free for music’ non si ferma qui: il percorso è destinato a proseguire a Monza e ad aprirsi ad altri istituti penitenziari che hanno già manifestato interesse.