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di Marco Lignana

La Repubblica, 7 aprile 2026

Dopo il referendum parla il presidente regionale dell’Associazione nazionale magistrati: “Su questi temi auspico il dialogo con Camere penali. Passato e vinto il referendum, preso atto delle molteplici rese dei conti dentro Governo e ministero, è il momento di tornare ad affrontare i “veri problemi della giustizia”. Federico Manotti, presidente regionale della Associazione Nazionale Magistrati, spiega le proposte della Anm ligure per rendere la giustizia davvero più efficiente.

Uno dei “veri problemi”, a leggere le cronache, pare essere quello della giustizia minorile. Qual è la situazione?

“Ho parlato di recente con Domenico Pellegrini, il presidente del tribunale per i minorenni di Genova, che ha competenza su tutta la Liguria e sulla provincia di Massa. La scopertura di organico dei giudici onorari, che nel tribunale per i minori ricoprono un ruolo essenziale, è di circa il 50 per cento. Mentre per quanto riguarda il personale amministrativo, si arriva al 55 per cento”.

Quindi la giustizia minorile in Liguria è pressoché ferma?

“Naturalmente no, sono state stipulate convenzioni con associazioni del territorio che garantiscono il supporto di volontari per supplire alle carenze”.

Il tutto in un contesto sempre più violento…

“Ma non è vero che sono aumentati i reati dei minori. È vero che sono stati commessi reati più gravi. Anche con uso di armi”.

La giustizia “dei grandi” se la passa meglio?

“Partiamo da un dato: la produttività dei pm italiani è la più elevata d’Europa, ma i processi durano ancora troppo. Noi proponiamo di aumentare l’organico della magistratura per avvicinarci alla media europea. Se guardiano i numeri, in Italia ci sono 11,8 giudici ogni 100mila abitanti rispetto ad una media europea di 17,6 giudici. Per i pm il rapporto è 3,8 ogni 100mila abitanti contro una media europea di 11,6”.

Eppure c’è forse chi sta peggio di voi magistrati...

“In Liguria ormai sfioriamo il 50 per cento di scopertura del personale amministrativo,essenziale per il funzionamento degli uffici giudiziari. Proponiamo di realizzare un piano straordinario di assunzioni del personale amministrativo per ridurre le gravi scoperture di organico e di stabilizzare il personale precario dell’Ufficio per il processo”.

Stanno tutti dentro i palazzi di giustizia i problemi?

“La situazione nelle carceri è drammatica e il numero di suicidi ne costituisce la prova. La funzione rieducativa della pena è gravemente compromessa dal sovraffollamento e dalle condizioni fatiscenti delle strutture: nel distretto ligure il tasso medio di riempimento raggiunge il 130 per cento. Con punte del 150 per cento a Pontedecimo (il carcere femminile e di chi ha commesso reati sessuali, ndr)”.

Su questo almeno la pensate come la camera penale, che non è stata tenera nei vostri confronti nella campagna referendaria. Siete tornati a parlarvi?

“Al momento contatti non ci sono stati. Ma sui temi evidenziati auspichiamo un dialogo, sia a livello nazionale che locale, non solo con gli “avvocati per il No al referendum”, ma anche con le camere penali”.

Altre emergenze?

“Gli applicativi del processo civile telematico vanno aggiornati, quello per il processo penale è totalmente inadeguato: invece di velocizzare, rallenta sensibilmente il lavoro di giudici e pm, per le archiviazioni si impiega dieci volte il tempo di prima. Le condizioni dell’edilizia giudiziaria sono precarie, con strutture inadeguate e uffici spesso inospitali e insalubri. Pensiamo alla sede della polizia giudiziaria qui a Genova (“sfrattata” per l’allarme amianto, ndr). O ancora, sempre qui non esiste una stanza adeguata per procedere alle audizioni protette dei minori vittime di abusi”. 

Archiviata la possibilità di unire le carriere, qual è la strada?

“Il sistema vigente ha ridotto all’osso la possibilità di passaggio tra funzione giudicante e requirente e viceversa, ma recenti indicazioni internazionali vanno nel senso opposto. Per noi il miglior pm è sempre quello che ragiona come un giudice. Occorre una maggiore interscambiabilità tra funzioni”.