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di Paolo Fallai

Corriere della Sera, 25 maggio 2026

Sono le cifre che non vogliamo vedere ma che hanno un peso sul valore civile e sul futuro del nostro Paese. I numeri sono spesso antipatici, quelli che non vogliamo vedere sono insopportabili. Almeno 821 migranti sono morti o dispersi nel Mediterraneo centrale dall’inizio del 2026 al 9 maggio. Cifre dell’ultimo rapporto della Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Commenta il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro: “Il Mediterraneo, che un tempo era un mare di scambio e di vita, è diventato teatro di una tragedia continua: in dieci anni stimiamo tra i 100mila e i 200mila morti”. Ma sono numeri che non fanno più impressione.

L’Italia ospita ormai quasi sei milioni di cittadini stranieri, il 9,1% della popolazione. Nel febbraio scorso il nostro Massimiliano Jattoni Dall’Asèn scriveva che “nel decennio 2015-2024 oltre 1 milione e 600 mila persone sono diventate italiane. Solo nel 2024 più di 200 mila” e “nel 2024 le forze di lavoro straniere sono cresciute di oltre il 4%, contro l’1% complessivo. Oltre 133 mila dei nuovi occupati erano cittadini stranieri. Senza di loro, il mercato del lavoro semplicemente si restringerebbe”. Fanno i lavori meno qualificati e i loro salari sono molto più bassi. Vengono dalla guerra, dalla fame e dalla povertà, quindi la conoscono bene. Maurizio Ferrera nel suo editoriale sul Corriere di giovedì 7 maggio denunciava “La persistenza (ormai vergognosa) di fenomeni tipici delle società arretrate. L’economia sommersa assorbe più di 3 milioni di lavoratori, concentrati nell’agricoltura, nei servizi e nel commercio”.

E ora è allarme natalità anche tra gli immigrati. Nel 2024 i nuovi nati da genitori immigrati sono stati quasi 50 mila su 370 mila. Ma è un dato in forte calo. Le ragioni le ha elencate Luca Angelini, pochi giorni fa: “Bassi salari, penuria di abitazioni a costi sopportabili, carenza di servizi per l’infanzia, alti costi della vita”. Numeri, solo numeri in attesa della bella stagione e della prossima strage in mare.