di Paola Martinoni*
Il Sole 24 Ore, 27 maggio 2026
Il progetto è l’inizio di un percorso più ampio: l’obiettivo è ampliare l’offerta sanitaria con nuove collaborazioni come quella con l’Intergruppo Melanoma Italiano. Prendersi cura delle donne che vivono condizioni di fragilità sociale è parte integrante della missione della Fondazione Libellule Insieme. Con questo obiettivo è nato “Cura oltre le Mura”, un progetto di prevenzione senologica e ginecologica all’interno della Casa di Reclusione di Bollate con un percorso completo rivolto alle donne in carcere: in un anno oltre 500 visite specialistiche, ecografie senologiche bilaterali, mammografie, visite ginecologiche, ecografie transvaginali e pap test, svolte in giornate dedicate, organizzate all’interno del carcere per garantire accessibilità e continuità.
Il progetto - Il progetto nasce dalla consapevolezza che la detenzione incide profondamente sul benessere psicofisico delle donne: spesso, poco dopo l’ingresso in carcere, si registrano peggioramenti della salute, menopausa anticipata e un progressivo abbandono della cura di sé. La prevenzione diventa quindi uno strumento essenziale per individuare precocemente eventuali patologie e migliorare la qualità della vita, sia durante la detenzione, sia nel delicato momento del reinserimento sociale. “Cura oltre le Mura” è caratterizzato da un approccio multidisciplinare e fortemente personalizzato: un’équipe medica composta da senologi, ginecologi e radiologi, che collaborano stabilmente con la Fondazione, ha accolto e accompagnato ogni donna in un percorso che ha integrato aspetti clinici, psicologici ed emotivi, mettendo a disposizione non solo competenze sanitarie di alto livello, ma anche grande sensibilità umana. Particolare attenzione è stata dedicata alla ricostruzione delle anamnesi, spesso rese difficili dall’assenza di documentazione clinica completa. In alcuni casi è stato necessario coinvolgere i familiari per recuperare informazioni utili e precedenti referti. Dove sono emerse familiarità con patologie oncologiche, le pazienti sono state sensibilizzate sull’importanza di estendere i controlli preventivi anche ai parenti di primo grado, ampliando l’impatto del progetto oltre il contesto carcerario.
Partecipa l’80% - Accanto agli screening clinici, il progetto ha promosso un’intensa attività educativa sulla prevenzione oncologica e sull’importanza della diagnosi precoce, con incontri informativi e strumenti pratici per favorire consapevolezza e autonomia nella cura di sé. La partecipazione ha superato l’80% e, oltre ai risultati sanitari, è emerso soprattutto il valore umano dell’iniziativa: molte donne si sono sentite ascoltate, accolte e rispettate, non solo come pazienti. Questo approccio ha favorito un cambiamento concreto nel loro atteggiamento, le ha rese più disponibili al dialogo e più serene e partecipi nel percorso proposto, ha trasmesso loro il senso di essere finalmente al centro di un’attenzione rispettosa e non giudicante, facendogli vivere il percorso come un’esperienza di cura non solo clinica, ma anche relazionale.
Includere i fragili - “Cura oltre le Mura” non è solo un intervento sanitario, ma un segnale concreto di inclusione: un gesto di attenzione e vicinanza verso donne troppo spesso invisibili, per ribadire che il diritto alla salute è universale e deve essere garantito a tutte, senza eccezioni. Per questo non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso più ampio. L’obiettivo è continuare a portare la prevenzione nei contesti più fragili, ampliando progressivamente l’offerta sanitaria anche attraverso nuove collaborazioni, come quella con IMI - Intergruppo Melanoma Italiano per introdurre visite dermatologiche dedicate alla prevenzione del melanoma, tumore aggressivo ma curabile se diagnosticato precocemente, e di altri tumori maligni della cute. Il progetto, realizzato grazie alla collaborazione con la Direzione del carcere, con il Direttore Dott. Leggieri, con la Coordinatrice dell’Area Sanitaria Dott.ssa Pezzoni, con ASST Santi Paolo e Carlo e con A.N.D.O.S. Milano e sostenuto principalmente da Fondazione Intesa Sanpaolo Ente Filantropico e Banca d’Italia, ha permesso di creare una rete capace di portare la prevenzione in un contesto dove spesso l’accesso alle cure è più complesso. Un contributo prezioso è arrivato soprattutto dalle volontarie, cuore della Fondazione, non solo all’organizzazione, ma soprattutto a creare un clima di fiducia, accogliendo le donne e aiutandole a gestire paure e momenti di ansia.
*Medico Chirurgo, Founder Fondazione Libellule Insieme










