rainews.it, 14 aprile 2026
Il garante dei Diritti della Persona ricorda che il Coroneo fu costruito nel 1911, ben prima della Costituzione. Mentre procedono secondo cronogramma i lavori di realizzazione del nuovo carcere di San Vito al Tagliamento, una struttura attesa da oltre 30 anni, e che dovrebbe essere pronta nei primi mesi del 2027, a Trieste Enrico Sbriglia - Garante dei Diritti della persona, in passato a lungo direttore del carcere di Trieste - con una nota stampa “auspica la necessità di realizzare un nuovo istituto penitenziario a Trieste, capace di offrire i servizi pubblici previsti dalle leggi penitenziarie”. La proposta che - sentendo la Regione - non è stata ancora mai materia di interlocuzione formale, diventerà più concreta il 25 maggio quando in Consiglio regionale si terrà un convegno al quale parteciperanno gli ordini degli Avvocati, degli Ingegneri e degli Architetti. Invitato anche il presidente dell’Ance, l’associazione nazionale costruttori edili.
La Sicilia, 14 aprile 2026
“Mio figlio rischia di morire in carcere. Ma questo sembra non interessare a nessuno”. La pachinese Vincenza Campisi, madre del trentaduenne Gianluca Morana, da tempo recluso al carcere di Cavadonna, torna a denunciare la situazione del figlio, a tre mesi di distanza dal suo precedente intervento. “Rispetto a gennaio, le condizioni di salute di mio figlio sono peggiorate e di molto. Sono stata a trovarlo: le sue condizioni di salute sono pietose. Basta guardarlo in faccia. Lo stato di tossicodipendenza lo sta devastando. Cosa mi devo aspettare? Forse la comunicazione che mio figlio è deceduto in carcere? Perché nessuno interviene? La vita di mia figlio non vale niente?”. Un appello disperato, quello di Vincenza Campisi che tre mesi addietro, dalle colonne de La Sicilia, ha chiesto il trasferimento del figlio in una Cta, la Comunità terapeutica di recupero, per poterlo curare e seguirlo in un percorso di uscita dalla dipendenza.
Corriere di Bologna, 14 aprile 2026
Dopo uno stop temporaneo nel 2019 per questioni gestionali, grazie a Granarolo si tornano a produrre mozzarelle e formaggi all’interno del carcere della Dozza di Bologna. Il colosso del latte, infatti, un anno fa è entrato a fare parte di Fid, “Fare impresa in Dozza”, un progetto presieduto da Maurizio Marchesini che ha consentito nel 2013 di avviare un laboratorio di lavorazioni meccaniche che rifornisce alcune grandi imprese bolognesi del packaging (Marchesini, Ima, Gd).
di Ivana Di Giugno
gnewsonline.it, 14 aprile 2026
Quadri scenici costruiti per stimolare una riflessione su temi inerenti alla giustizia riparativa sono alla base della rappresentazione di Vola pensiero mio, lo spettacolo scritto e diretto da Antonio Turco, ex educatore della Casa di Reclusione di Rebibbia, oggi coordinatore del gruppo di lavoro “Persone private della libertà” del Forum nazionale terzo settore. La performance vede come protagonista la Compagnia Stabile Assai, con la partecipazione musicale della band Mario Donatone & Bluesman Latino e del coro World Spirit Orchestra, diretto dallo stesso maestro Donatone e guidato dalla vocalist Giò Bosco.
di Pierluigi Panza
Corriere della Sera, 14 aprile 2026
La prima era stata “aperta” in dicembre a Milano, davanti a San Vittore, firmata da Michele De Lucchi. Ora per il carcere Nerio Fischione di Brescia è stata inaugurata la seconda Porta della Speranza, questa volta progettata da Stefano Boeri. Il progetto della Santa Sede su scala nazionale. È stata inaugurata presso la Casa Circondariale Nerio Fischione di Brescia la seconda “Porta della Speranza”, firmata da Stefano Boeri. Fa parte del progetto promosso da Fondazione Gravissimum Educationis, con il patrocinio di Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, in collaborazione con Ministero della Giustizia e altri partner e segue quella di Michele De Lucchi realizzata presso il carcere di San Vittore di Milano alcuni mesi fa.
di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 14 aprile 2026
La poesia conosce i segreti più profondi dell’animo umano e li porge alla coscienza con un senso sacro del ritmo e del suono. Chi conosce e pratica la poesia rifugge dal linguaggio semplificato e brutale delle armi. In questi giorni di una Pasqua di guerra vorrei ricordare la forza della poesia, perché dove suonano le parole profonde della poesia non suonano le voci rauche e furibonde delle armi. “Sei ancora quello della pietra e della fionda/uomo del mio tempo”, scriveva Quasimodo rivolgendosi ai suoi contemporanei. “Eri nella carlinga con le ali maligne, le meridiane di morte /ti ho visto dentro il carro di fuoco, alle forche… /...ti ho visto: eri tu con la tua scienza esatta/ persuasa allo sterminio, /senza amore, senza Cristo…”.
di Carlo Valentini
Italia Oggi, 14 aprile 2026
Purtroppo adesso sono giustificate sia pure per opposte ragioni. Ma le vittime delle crisi che stanno insanguinando il mondo non scuotono più le coscienze, diventate impermeabili verso i corpi lasciati sul terreno dagli assalti terroristici (come gli oltre mille uccisi nell’attacco di Hamas in Israele del 7 ottobre), dalle reazioni sconsiderate (come gli oltre 70mila uccisi dall’esercito israeliano a Gaza, Cisgiordania, Libano), dalle crisi locali (come i 2 milioni, compresi i feriti, che è finora costata ai due contendenti la guerra in Ucraina). La vita sembra non avere quasi più valore, come nel tempo remoto quando i condottieri formavano le legioni e mandavano all’assalto le truppe, quasi incuranti della loro, a volte, decimazione.
di Antonella Mariani
Avvenire, 14 aprile 2026
La misoginia online è diventata una normalità e sempre di più conquista giovani maschi fragili. Ma dietro il ruolo di influencer e algoritmi ci sono soprattutto grandi interessi economici. L’ex poliziotto francese Cédric Prizzon, 42 anni, all’inizio di aprile ha confessato di aver ucciso la ex moglie e l’attuale compagna; una petizione popolare in Francia ora chiede che l’inchiesta venga affidata alla Procura antiterrorismo, perché esistono evidenze secondo le quali l’uomo è stato incitato a compiere il duplice omicidio da gruppi online appartenenti alla cosiddetta manosfera. Già l’anno scorso l’antiterrorismo d’Oltralpe aveva aperto per la prima volta una procedura legata alla galassia incel, incriminando un 18enne sospettato di pianificare aggressioni all’arma bianca contro le donne.
di Elisabetta Ambrosi
Il Fatto Quotidiano, 14 aprile 2026
Intervista a Samah Karaki, biologa esperta in neuroscienze e fondatrice del “Social Brain Institute” a proposito del suo ultimo libro “L’empatia è politica. Regole sociali e biologia dei sentimenti” (Add editore). “Quando dico che l’empatia non è una bussola morale affidabile, intendo che non si distribuisce in modo uguale. È attratta da ciò che è vicino, simile, visibile e narrabile. Si rivolge più facilmente a un bambino di cui conosciamo il nome che a migliaia di morti anonimi. Per questo reagiamo maggiormente a una vittima individuale rispetto a una massa statistica”. Samah Karaki è una biologa esperta in neuroscienze e fondatrice del “Social Brain Institute”.
garantedetenutilazio.it, 14 aprile 2026
Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, e la Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, Valentina Calderone, giovedì 9 aprile si sono recati in visita di monitoraggio al Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Roma Ponte Galeria. Ad accogliere la delegazione la dirigente della Polizia di stato, Anna Sbardella, e Walter Russo, direttore dell’ente gestore, Ekene onlus. Al momento della visita nel Cpr erano presenti 80 persone trattenute, 75 uomini e cinque donne, che la delegazione ha potuto incontrare nelle rispettive sezioni, iniziando dalla sezione femminile, dove ha incontrato una donna nigeriana in lacrime perché non riusciva a contattare i propri figli, dopo aver saputo che si trovavano in carcere dalla mattina. Come ha spiegato il direttore del Cpr, diverse associazioni di volontariato accedono regolarmente al Centro per prestare assistenza e supporto ai trattenuti e non ci sono particolari criticità con un numero di presenze - come quello attuale - inferiore alle 85 unità. In gran parte i trattenuti arrivano dal carcere, alcuni dal territorio, pochi i trasferiti da altri centri, per lo più in caso di rimpatri andati a vuoto all’ultimo momento.
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