di Massimo Biliorsi
La Nazione, 30 novembre 2025
Concerti e un significativo compact disc: il progetto dei CellaMusica è una originale realtà. È un gruppo musicale in divenire, nel senso che tanti componenti si aggiungono nel tempo, e che è formato da detenuti, ex detenuti, agenti della Polizia penitenziaria, volontari, personale del carcere e musicisti del territorio. Il progetto si chiama “InnocentEvasione”, nato nella casa circondariale di Siena. Ugo Giulio Lurini è stato ideatore e promotore. Il progetto è stato sostenuto dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che nel 2024 ha finanziato la campagna di raccolta fondi promossa da l’Associazione LaLut - Libera Università del Teatro. Ma ripercorriamo le tappe di questo riuscito progetto.
di Amalia Apicella
Il Resto del Carlino, 30 novembre 2025
Elisabetta Riva, sovrintendente del Comunale, accoglie un gruppo di detenuti con il progetto di Bergonzoni. Uscire dal carcere per assistere a una recita di Bohème. È quello che hanno fatto ieri sera quattro detenuti della casa circondariale con i loro amici o famigliari. Il progetto ‘Uscire per motivi spettacoli’ (nato da un’idea dell’attore Alessandro Bergonzoni e della Camera penale Franco Bricola con l’Osservatorio diritti umani, carcere ed altri luoghi di privazione della libertà) ha preso ufficialmente il via con Giacomo Puccini. I principali teatri - Comunale, Arena del Sole e Moline, Duse, Celebrazioni, Dehon e Oratorio San Filippo Neri - mettono a disposizione biglietti gratuiti per i detenuti che dispongano di permessi premio o siano stati ammessi a misure alternative.
di Annalisa Picardi
cittanuova.it, 30 novembre 2025
Sulle mura di cinta dell’istituto penitenziario minorile di Roma inaugurato il murale dedicato a papa Francesco e padre Gaetano Greco, nel segno del lavoro e del futuro per i ragazzi detenuti. Un muro nato per separare diventa un segno, una finestra aperta sul futuro. Sul muro del carcere minorile di Casal del Marmo, a Roma, è stato inaugurato lo scorso 12 novembre il murale del Pastificio Futuro, il laboratorio di pasta secca artigianale che offre lavoro e formazione a ragazzi detenuti o appena usciti dal carcere, impegnati in un percorso di reinserimento. L’opera corre lungo il muro di cinta, proprio nell’area del pastificio voluto da papa Francesco come risposta concreta al suo invito a “non lasciarsi rubare la speranza”. Qui il colore, l’arte e il lavoro raccontano che una seconda possibilità è possibile.
di Vittorio Pelligra
Il Sole 24 Ore, 30 novembre 2025
L’imparzialità, più che il mutuo vantaggio, è essenziale per valutare la giustizia nelle istituzioni e le ingiustizie nascoste dietro equilibri politici apparentemente stabili. Quando i sentimenti o la devozione non sono sufficiente a risolvere i conflitti l’unica via che resta è “l’uso della ragione, dell’imparzialità, del compromesso ragionevole”. Si apre così, con questa citazione di Karl Popper, Justice as Impartiality (Clarendon Press, 1995), il secondo volume del grande trattato sulla giustizia sociale del filosofo britannico Brian Barry. È l’imparzialità il concetto chiave che può rendere un accordo giusto. Non occorre essere altruisti, neanche negare le nostre identità, né azzerare i conflitti. La “giustizia come imparzialità” ci dice qualcosa di più sottile e insieme più radicale. Ci invita a prendere sul serio l’idea che, nel progettare le nostre istituzioni, nessuno può valere più di un altro.
di Simona Buscaglia
Corriere della Sera - La Lettura, 30 novembre 2025
Da quarant’anni impegnato nel volontariato, il chitarrista Franco Mussida, ha composto un brano che diverse comunità - da Kayròs al Progetto Arca fino a Scampia e a tre carceri - hanno interpretato insieme: “La musica ci offre equilibrio emotivo e ci fa rinunciare all’odio”. E infatti il titolo è “Love Street”. “A volte la musica arriva come un regalo, in modo diretto, senza sforzo. Quando capita, sai già di avere tra le mani qualcosa di prezioso che deve raggiungere il pubblico più ampio possibile. Questo brano è uno strumento per dare voce a chi, in questi tempi bui, prova a tenere una luce sempre accesa per chi vive la strada, per chi assiste chi è in difficoltà”. Franco Mussida, chitarrista e compositore, per quasi mezzo secolo membro della Premiata Forneria Marconi, fondatore del Cpm Music Institute di Milano (diventato Istituto di Alta formazione artistica e musicale), da circa 40 anni lavora nelle carceri e nelle comunità.
di Paola D'Amico
Corriere della Sera, 30 novembre 2025
La fotografia del ceto medio italiano, tante rinunce e solitudine. I dati raccolti nel libro “Il fragile domani”. Secondo gli studiosi manca progettualità. E il benessere è legato alle relazioni sociali. Sempre più piccole e frammentate, le famiglie del ceto medio nazionale vivono in un contesto di crescente incertezza. Impegnate a destreggiarsi in un percorso a ostacoli tra problemi economici e relazionali, confessano di sperimentare spesso ansia e stress. Tra queste troviamo genitori sopraffatti dalla cura di figli e anziani (la sandwich generation) anche se non vulnerabili come i single, i separati e i giovani adulti (che vivono ancora in famiglia e quando hanno un proprio reddito è molto basso).
di Marina Corradi
Avvenire, 30 novembre 2025
Educazione, certo, bisogna educare i giovani. Mi domando chi, però: una scuola in crisi, o famiglie dove a fatica ci si ritrova all’ora di cena, lo smartphone acceso accanto al tovagliolo? Una legge che distingua il femminicidio dall’omicidio. Pochi anni fa lo avrei trovato illogico - la vita di un uomo o di una donna vale uguale. Ma come tutti sono sbalordita dalla quantità di mogli e fidanzate uccise, quasi una ogni tre giorni. Un’epidemia di mirata ferocia. Vent’anni fa, le statistiche degli omicidi del Ministero dell’Interno riportavano principalmente uomini, come vittime, e sempre nell’ambito di regolamenti malavitosi. Le donne uccise per motivi passionali erano rare. E certo, pene più severe, braccialetti elettronici, denunce immediate. Ma non ci sarà mai una Volante abbastanza vicina ad ogni casa italiana, quando la violenza esonda. E io non so quale soluzione si possa trovare, a questa che sembra una mutazione sociologica. Qualcosa che non abbiamo ancora capito né studiato. Ma ne varrebbe la pena. Indagare sul “prima”, su quali parole e contrasti corrono nelle case dove, poi, corrono le sirene.
di Mauro Armanino*
Il Fatto Quotidiano, 30 novembre 2025
Fuggito dall’apartheid in Sudafrica, Jerry dormiva con altri 28 migranti in un capannone. Aveva denunciato le condizioni di sfruttamento. Quattro persone fecero irruzione con armi e spranghe. Il treno regionale con provenienza Napoli Centrale e diretto a Roma Termini arriva puntuale nella stazione di Villa Literno. Non ricordavo che, il 25 agosto del 1989, in questa cittadina fu ucciso Jerry Essan Masslo, richiedente asilo e raccoglitore di pomodori. La sera prima Jerry, fuggito dall’aparteid in Sudafrica, dormiva con altri 28 migranti in un capannone. Aveva denunciato le condizioni di sfruttamento di cui erano oggetto i lavoratori migranti della zona. Un gruppo di quattro persone, coi volti coperti, fece irruzione con armi e spranghe esigendo i salari che erano stati distribuiti. Il rifiuto di sottostare alla domanda gli costò la vita. Poco dopo l’assassinio ebbe luogo a Roma la prima grande manifestazione antirazzista in Italia con la partecipazione di circa 200 mila persone. Per Jerry furono tributati i funerali di Stato perché più volte era stato uccisa la sua dignità.
di Francesco Paolo Savatteri
Il Domani, 30 novembre 2025
Il Parlamento francese vuole tenere aperte le uniche due sale di consumazione del Paese, perché i risultati sono positivi: meno overdose e meno costi sanitari. In Italia l’unico luogo che ci si avvicinava è stato chiuso. “Alcune mattine nella stazione di Gare du Nord si potevano trovare cinquanta persone che si iniettavano droghe direttamente sul suolo, in condizioni deplorevoli e sotto lo sguardo di tutti. Oggi questa cosa non c’è più, è scomparsa quasi del tutto”. Jamel Lazic riassume così l’efficacia della “stanza del consumo” di Parigi, un luogo in cui le persone con tossicodipendenze possono consumare droghe in sicurezza, sotto la supervisione di personale specializzato. In questo modo si cercano di evitare overdose, infezioni e altre complicazioni che possono insorgere più facilmente quando si consuma per strada.
di Elena Molinari
Avvenire, 30 novembre 2025
L’aeroporto internazionale di Alexandria, nel cuore della Louisiana, è un piccolo scalo regionale con una manciata di voli di linea ogni giorno, senza mai file alla sicurezza né folle agli arrivi. A poche centinaia di metri dai gate, però, l’atmosfera rilassata cambia radicalmente. Su una pista separata, più sorvegliata, atterrano e ripartono in continuazione gli aerei dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice), il braccio dell’apparato federale d’immigrazione degli Stati Uniti. E accanto al terminal sorge l’Alexandria staging facility, un centro di detenzione da circa 400 posti letto: 7000 metri quadri di stanze senza finestre, pensate per soste brevi. Qui i detenuti vengono identificati, “smistati” e trasferiti verso altri centri o direttamente sui voli di rimpatrio.
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