di Paolo Delgado
Il Dubbio, 1 settembre 2026
Quando si parla “misteri del caso Moro”, dossier che ha ormai assunto le dimensioni di una biblioteca di Babele, bisognerebbe distinguere tra piano penale e storico. Sul primo è certamente possibile che sussistano ancora elementi opachi o oscuri. Fuor di metafora, è possibile che alcune persone coinvolte nell’azione, brigatisti regolari o più probabilmente fiancheggiatori, siano sfuggiti alle maglie della giustizia. Non ci sarebbe nulla di sorprendente e a suo tempo Mario Moretti ammise apertamente che alcuni particolari erano ancora ignoti e che i brigatisti non ne avevano mai parlato per evitare nuovi arresti. Questi particolari, se esistono, modificherebbero parzialmente il quadro penale senza incidere su quello storico.
ansa.it, 1 settembre 2026
Dietro a molti eventi critici in carcere, come risse e aggressioni alla polizia penitenziaria, c’è un abuso di alcol “artigianale”, prodotto clandestinamente negli istituti penitenziari, a partire dalla fermentazione della frutta e distillazione con mezzi di fortuna. È uno dei presupposti su cui il garante per i detenuti in Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, ha deciso di inviare alle direzioni delle carceri, al provveditorato dell’amministrazione penitenziaria e al presidente del tribunale di Sorveglianza una nota di raccomandazioni: obiettivo, ridurre un rischio concreto per la vita e la salute delle persone detenute. Cavalieri sottolinea innanzitutto come gli alcolici prodotti nelle celle nascano da processi di fermentazione non controllati: nessun controllo della temperatura, nessuna verifica della gradazione, nessuna, dunque, garanzia igienica che caratterizza anche la più semplice produzione domestica legale.
estense.com, 1 settembre 2026
Il capogruppo Pd e la capogruppo di Avs, Coalizioni Civice e Possibile intervengono sulla morte del giovane detenuto alla casa circondariale di Ferrara. “La morte di un ragazzo di appena 25 anni all’interno del carcere dell’Arginone è una notizia drammatica. Il primo pensiero va alla sua famiglia e alle persone a lui vicine, alle quali esprimiamo il nostro cordoglio”. Così Simona Larghetti, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra - Coalizioni Civiche - Possibile, e Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico in Assemblea legislativa, intervengono sulla morte del giovane detenuto trovato senza vita nella sua cella nel carcere di Ferrara.
di Filippo Lezoli
Libertà, 1 settembre 2026
La visita del Movimento italiano diritti e detenuti alle Novate. I numeri innanzitutto: nel carcere delle Novate di Piacenza i detenuti sono circa 590, il 70% dei quali di nazionalità straniera, soprattutto originari del Marocco e della Tunisia, mentre una cinquantina sono i ragazzi che hanno meno di 25 anni. Le cifre sono importanti, ma non spiegano tutto. Dalla visita alla Casa circondariale di Piacenza per osservare direttamente le condizioni della struttura e raccogliere elementi sulla quotidianità delle persone detenute e di chi vi lavora, il Movimento italiano diritti detenuti, Nessuno Tocchi Caino e la Camera penale di Piacenza escono con la premessa di Romina Cattivelli, che dell’associazione dei penalisti è vicepresidente nonché referente regionale dell’Osservatorio carcere.
rainews.it, 1 settembre 2026
“Tanti giovanissimi, ma c’è anche un detenuto di 85 anni”. Visita alla casa circondariale di Marassi di una delegazione dei Radicali Italiani guidati dal presidente Filippo Blengino. “Un carcere che rispecchia la realtà penitenziaria del nostro Paese - ha detto Blengino al termine della visita -. Un sovraffollamento che è notevole e si fa sentire soprattutto con questo caldo con un peso sostanziale sulla pelle dei detenuti e dei detenenti”. Quello dei Radicali è un vero e proprio tour lungo le carceri italiane per fotografare lo stato dei detenuti e delle strutture. “Questo è un carcere che soffre non solo un sovraffollamento importante, ma anche una carenza di personale notevole sia per quanto riguarda la Polizia Penitenziaria che per quanto riguarda gli educatori”. A fronte di una popolazione carceraria di 698 detenuti, dei quali 151 in attesa di giudizio e una capienza reale di 535, ben il 60% sono gli stranieri “con un solo educatore” sottolinea Blengino che dopo Genova visiterà Rebibbia e Poggioreale.
di Sondra Coggio
Il Secolo XIX, 1 settembre 2026
La proposta: “Mettere fuori chi non necessita di stare dentro. Metà o più delle persone ora in cella potrebbe più utilmente eseguire la pena fuori, con misure alternative”. “Metà o più delle persone che sono qui dentro potrebbero più utilmente eseguire la pena con misure alternative. Tirarle fuori dal carcere sarebbe più utile ai fini rieducativi, anche per ridurre il rischio di recidiva, che in cella si decuplica”. Una delegazione della Camera Penale della Spezia ha visitato il carcere spezzino, nell’ambito della annuale iniziativa “Ristretti in agosto”. C’erano il presidente Fabio Sommovigo, la vice Raffaella Nardone e diversi colleghi avvocati. Era presente anche il presidente dell’Ordine degli avvocati Daniele Caprara.
di Carlo Alberto Romano
Corriere della Sera, 1 settembre 2026
La nascita del nuovo Verziano si candida a divenire concorrente del Beckettiano Godot quanto ad attesa infinita: si cominciò a ventilare tale soluzione nel 2015. Forse non tutti conoscono l’espressione “Villaggio Potemkin” con la quale ci si riferisce a un famoso episodio (storicamente non provato e anzi ritenuto falso) che coinvolse un consigliere di Caterina la Grande; si tratta di Grigorij Aleksandrovič Potëmkin, ideatore della flotta russa nel mar nero, a cui venne intestata una corazzata che si ammutinò, come narrato nella pellicola di Ejsenstejn, nota a moltissimi italiani per il lapidario giudizio espresso da Fantozzi in un’iconica scena del celebre e omonimo film. Potemkin era tanto fidato quanto votato a compiere qualsiasi azione per l’esclusivo piacere dell’imperatrice, e durante una imperiale escursione avrebbe fatto erigere suntuose facciate di cartapesta di magnifici palazzi in modo che Caterina, vedendole di sfuggita dalla sua carrozza, avesse una percezione rassicurante della gestione governativa di quel luogo.
di Laura Valdesi
La Nazione, 1 settembre 2026
Accolta l’istanza dell’avvocato Biotti che li difende. L’udienza alle sezioni unite della Cassazione il 26 novembre. Ennesimo colpo di scena nella vicenda giudiziaria che riguarda le presunte torture al carcere di Ranza nel 2018 Sette dei 15 agenti sospesi sono stati reintegrati nel servizio. Colpo di scena (l’ennesimo) nella vicenda che vede al centro 15 agenti della polizia penitenziaria accusati di presunte torture al carcere di Ranza nei confronti di un tunisino, durante un trasferimento di cella nell’ottobre 2018.
di Chiara Daina
Corriere del Mezzogiorno, 1 settembre 2026
Asl e coop sociali: il progetto di zoo-arteterapia ha già coinvolto 60 reclusi di Aversa. La relazione con i cani per i detenuti del carcere di Aversa è il ponte per connettersi con rabbia, aggressività e traumi che portano dentro. Grazie a un progetto sperimentale di “zoo-arteterapia”, sostenuto dall’Asl di Caserta e due cooperative sociali, Albanova e Amame, che è partito a luglio 2025 e finora ha coinvolto una sessantina di uomini reclusi (tra maltrattanti, destinatari di misure di sicurezza e giovani di 18-21 anni). Gli incontri, da due ore ciascuno, si svolgono due volte a settimana.
sardiniapost.it, 1 settembre 2026
L’ira del Garante: “Diritto violato”. Gianni Loy ha scritto al Gip chiedendo di rivedere la decisione: “Violato il diritto dei minorenni a rimanere in contatto con il genitore”. Il giudice gli ha negato per due volte l’autorizzazione a vedere suo figlio di un anno e così un detenuto si è rivolto al Garante della Città Metropolitana di Cagliari, che ha stigmatizzato il fatto ed ha scritto al Gip di Cagliari perché dia il consenso. “Esiste il fondamentale diritto al mantenimento delle relazioni familiari anche nel caso che uno dei componenti si trovi in stato di detenzione”, chiarisce Gianni Loy.
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