di Emilio Minervini
Il Dubbio, 4 dicembre 2025
Il caso di Filippo Blengino, Radicali Italiani, arrestato a Torino durante una dimostrazione per aver venduto dosi di canapa. L’obiettivo dell’azione è sollevare la questione alla Consulta. Il dl sicurezza potrebbe finire in fumo, almeno in parte. Si riapre il dibattito sul decreto sicurezza e in particolare sull’articolo 18 che vieta “l’importazione, la cessione, la lavorazione, la distribuzione, il commercio, il trasporto, l’invio, la spedizione e la consegna delle infiorescenze della canapa coltivata nonché di prodotti contenenti o costituiti da tali infiorescenze, compresi gli estratti, le resine e gli oli da esse derivati”. La Gip di Brindisi, Barbara Nestore, ha infatti sollevato la questione di legittimità costituzionale del citato articolo 18.
di Danilo Taino
Corriere della Sera, 4 dicembre 2025
Che i politici di ogni continente ricorrano alle menzogne è un fatto che nessuno più contesta. Machiavelli le riteneva uno strumento del potere e consigliava di ripeterle e spargerle senza remore: consiglio che è stato recepito con poche eccezioni. Qualche volta vengono smascherate, spesso si affermano come (false) verità. Per motivare una guerra, serve però un’operazione più sofisticata: più di una grande bugia, occorre il ribaltamento della realtà, ripetuto fino a farlo sembrare indiscutibile. È l’arte (si fa per dire) dei bulli, nella quale le grandi potenze si esibiscono come non accadeva da decenni.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 4 dicembre 2025
In guerra ogni ferita diventa una sentenza che pesa su un intero futuro. Non solo sul singolo corpo ma sulla comunità sulla possibilità stessa di ricostruire. La disabilità, in un contesto di guerra, non è un imprevisto. È uno degli esiti più riconoscibili del conflitto, la sua continuità nel corpo di chi sopravvive. Anche quando arriva una protesi, resta una traccia che non riguarda solo la perdita funzionale di un arto. La ferita modifica il rapporto con il proprio corpo, con lo spazio, con gli altri, e si inscrive nella memoria come una prova costante della vulnerabilità.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 3 dicembre 2025
Per ridurre il sovraffollamento carcerario, il presidente del Senato ha auspicato che si vari entro Natale un provvedimento che permetta ai detenuti di finire di scontare la pena in detenzione domiciliare. Ma la maggioranza appare incapace di raggiungere un accordo. La Russa non molla, anzi rilancia. Dopo l’appello avanzato prima di Ferragosto ai partiti affinché trovassero un accordo su una misura d’emergenza per ridurre il sovraffollamento carcerario - appello fallito miseramente - il presidente del Senato ieri ha auspicato che “si vari entro Natale un provvedimento, un decreto perché i detenuti che hanno già quasi interamente scontato la propria pena possano magari finire di scontarla fuori dal carcere”, cioè in detenzione domiciliare. “Questo tentativo di avere un provvedimento l’abbiamo fatto prima di Ferragosto perché c’era l’emergenza caldo. Proviamo con un altro tipo di emergenza, quella della bontà, perché la bontà pare che abbia dei ritmi anch’essa. Sotto Natale la bontà aumenta e a Natale manca non molto”, ha spiegato La Russa durante la presentazione del libro “L’emergenza negata: il collasso delle carceri italiane”, di Gianni Alemanno e Fabio Falbo, attualmente detenuti nel carcere di Rebibbia di Roma, organizzata da Nessuno tocchi Caino.
di Francesco Malfetano
Il Messaggero, 3 dicembre 2025
Sul tavolo del Ministero il piano per semplificare il ricorso alle misure alternative. Frenata di Delmastro: “Il tana libera tutti non rieduca e non garantisce sicurezza”. È un’estate caldissima quella delle carceri italiane. Mentre a Torino la situazione tornava lentamente alla normalità dopo che nella notte tra giovedì e venerdì una rivolta ha ferito sei agenti della polizia penitenziaria, un’indiscrezione ha riacceso le contrapposizioni all’interno della maggioranza. Tra le ipotesi su cui starebbe lavorando il ministero della Giustizia per arginare il drammatico sovraffollamento degli istituti penitenziari spunta infatti anche l’idea di facilitare il ricorso a misure alternative al carcere per quei detenuti che devono scontare pene residue entro un anno. Tradotto: potrebbero ricorrere ai domiciliari o all’affidamento in prova, coloro che sono all’ultimo miglio prima dell’uscita (segmento in cui, peraltro, è significativo l’impatto dei suicidi secondo i dati di Associazione Antigone) a patto che non si tratti di condannati per reati ostativi. A differenza di oggi cioè, sarebbe possibile avvalersi della misura senza ricorrere al tribunale di sorveglianza.
di Simona Musco
Il Dubbio, 3 dicembre 2025
A Palazzo Bachelet un convegno sull’anniversario della norma. Presente l’ufficio del Garante, tranne il suo membro più “polemico”. “Un’esclusione involontaria”. Il Csm si prepara a celebrare i cinquant’anni della legge penitenziaria con un convegno di alto profilo, ma la composizione del parterre apre subito un fronte inatteso. Nel programma figurano due componenti dell’Ufficio del Garante nazionale delle persone private della libertà, mentre resta escluso il terzo, Mario Serio. Una scelta che il Consiglio definisce frutto di una “involontaria gaffe”, ma che negli ambienti più attenti alle politiche penitenziarie non è passata inosservata.
di Massimiliano Castellani
Avvenire, 3 dicembre 2025
Don Burgio ci guida nella comunità Kayros, attiva dal 1996 nell’hinterland di Milano, che offre opportunità di recupero a giovani difficili: “La nostra missione non è salvarli, ma sfidarli a migliorare”. Abdou è tornato, ha provato a scappare per raggiungere suo fratello in Francia, ma nemmeno 24 ore dopo è rientrato a “casa” Kayros. Attraversa il campetto da calcio in sintetico donato da Fondazione Milan dove incontra El Sadhay (ma si fa chiamare Origgi), e don Claudio Burgio lo abbraccia forte, come fosse un figlio. Come fa anche con Gabriel, il più piccolo di “casa”, 13 anni, che oggi non ne vuole sapere di andare a scuola. Loro, sono alcuni dei 50 ragazzi che sognano di poter ricominciare a vivere una vita normale, da qui, dalla comunità “Kayros - Non esistono ragazzi cattivi”.
di Angela Stella
L’Unità, 3 dicembre 2025
“Le doglianze relative all’eccentricità del modus operandi del Governo coinvolgono direttamente l’intera Assemblea”, così i giudici salvano l’iter del decreto. La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato sollevato dal deputato di +Europa Riccardo Magi nei confronti del Governo rispetto all’iter seguito nella deliberazione del cosiddetto decreto-sicurezza, che dunque è salvo grazie a questa decisione della Consulta.
di Angela Stella
L’Unità, 3 dicembre 2025
Come già fatto in estate, quando le carceri strapiene erano anche arroventate, il presidente del Senato Ignazio La Russa torna a sollecitare un provvedimento di clemenza contro il sovraffollamento. L’occasione è la presentazione, promossa da Nessuno tocchi Caino, del libro “L’emergenza negata, il collasso delle carceri italiane”, scritto dall’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno e Fabio Falbo, entrambi detenuti a Rebibbia. I due autori sono comparsi in video con un messaggio veicolato dai loro avatar, realizzati con l’AI, proiettati su un maxi-schermo come se fossero collegati dal vivo.
di Alberto Minnella
Il Fatto Quotidiano, 3 dicembre 2025
Ho ascoltato recentemente un’intervista di Gherardo Colombo sulle regole ed è stato come entrare in una zona del discorso pubblico che raramente frequentiamo: quella in cui non ci si limita a chiedere “quale legge?”, ma si tenta di capire che cosa sostiene una legge affinché possa essere davvero tale. Nelle sue parole emerge l’idea che le norme non vivono di autorità, ma di riconoscimento. E il riconoscimento è qualcosa che avviene sempre dentro le persone prima che nei tribunali. Colombo lo ripete con calma: una regola funziona solo se incontra una coscienza capace di percepirla come parte della convivenza. Altrimenti resta un segnale neutro, un’indicazione che può essere letta, ignorata o aggirata senza alcuna risonanza interiore. È questo scollamento tra norma e interiorità che caratterizza sempre più spesso il nostro tempo. Non è una colpa individuale, ma un effetto di un contesto in cui tutto sembra temporaneo, reversibile, intercambiabile: anche i limiti.
- Pm capi dell’Anm: a loro 7 presidenze sulle ultime 9
- La trasparenza non è un’ossessione, è democrazia
- Violenza sessuale, l’alt dei giuristi sulla riforma: “No al rischio della prova diabolica”
- Vittime di mafia, ma risarcimento negato. Quando lo Stato ignora le sue leggi
- È applicabile la messa alla prova anche per il delitto di furto in abitazione e con strappo










