di Guido Rampoldi
Il Domani, 14 giugno 2026
Il campo di battaglia ha dimostrato che la formidabile alleanza israelo-americana non è quale si pretendeva all’inizio del conflitto: né onnipotente né solidissima. E le monarchie del Golfo sono furenti con Trump e con Netanyahu per averli coinvolti nel conflitto, ora quei sovrani dovranno trovare il modo di convivere con il nemico di sempre, l’Iran. L’occasione la offrirà la necessità di inventare un patto regionale per la navigazione di Hormuz. La pace non è stata ancora firmata ma il dopoguerra sembra già cominciato e si può scommettere che non mancherà di sorprenderci. Innanzitutto perché il campo di battaglia ha dimostrato che la formidabile alleanza israelo-americana non è quale si pretendeva all’inizio del conflitto: né onnipotente né solidissima.
di Elio Vito
huffingtonpost.it, 14 giugno 2026
Arrestati in Libia venti giorni fa, mentre cercavano di andare a Gaza, e chissà quando verranno liberati. Ma in piazza non scende nessuno. Forse perché il carcere non israeliano? Cosa sarebbe successo in Italia, in Europa, nel mondo se Israele avesse trattenuto arbitrariamente per oltre venti giorni in squallide carceri, facendo sapere che dovranno restarvi almeno altri trenta giorni, e probabilmente altri mesi, senza motivo, senza un capo d’accusa, senza la possibilità di vedere legali, una decina di attivisti della Flotilla di terra che volevano solo portare aiuti umanitari a Gaza? Avremmo avuto, come abbiamo avuto per la Flotilla di mare, le piazze piene, cortei, scioperi, interventi parlamentari e governativi, appelli, intere trasmissioni televisive e pagine di giornali dedicate ai vergognosi accadimenti.
di Giulia Casula
fanpage.it, 13 giugno 2026
L’emergenza carceri in Italia è una crisi nota. Denunciata da anni, documentata da numeri, rapporti e associazioni. Ma che continua a essere stabilmente ignorata. Il sovraffollamento nazionale è al 139%, con picchi del 200% in alcuni Regioni, ad esempio nel Lazio. Dietro le mura degli istituti penitenziari si consuma ogni giorno una realtà terribile: celle piene sopra ogni limite, ben al di sotto delle condizioni minime di vivibilità, carenza di personale e servizi insufficienti, che privano chi le abita di ogni dignità umana. Con l’estate alle porte e il caldo torrido, la situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente.
di Ilario Ammendolia*
L’Unità, 13 giugno 2026
Ho riletto di recente un articolo che è stato pubblicato sul quotidiano L’Unità nel 1966 e che parla del deciso sostegno di Umberto Terracini alla proposta di legge di amnistia e indulto che il Parlamento - successivamente - avrebbe votato quasi a unanimità. Una scelta parlamentare tesa a onorare il ventesimo anniversario della Repubblica. La Costituzione Italiana porta la firma di Terracini. Noi abbiamo appena festeggiato l’ottantesimo anniversario del 2 giugno, in Parlamento non siedono più i Terracini, Moro, Nenni, Pertini, Saragat e neanche i liberali di allora. Un atto di clemenza sarebbe stato impensabile.
di Domenico Papalia
L’Unità, 13 giugno 2026
La lettera di Domenico Papalia, detenuto da 50 anni, agli studenti di Platì. Innanzitutto mi presento: sono Domenico Papalia, di Platì, “esiliato” dal consorzio civile ormai da circa cinquant’anni a seguito di quella che ritengo un’ingiusta condanna all’ergastolo. Nonostante la mia forzata assenza, sono molto legato al mio paese, soffro per il degrado in cui si trova e desidero ardentemente che i ragazzi studino e, un domani, si occupino di Platì come merita, migliorandolo con atti positivi.
ansa.it, 13 giugno 2026
Il Coordinamento favorevole alle istanze del “caso Alemanno”. Per il Coordinamento nazionale dirigenza penitenziaria della Fsi-Usae “non è più rinviabile l’urgenza di chiarimento sulla veridicità dei dati elaborati dal sistema di monitoraggio informatico degli spazi detentivi. Il dibattito sollevato dal ‘Caso Alemanno’ all’ Istituto di Roma Rebibbia (sulla capienza detentiva nelle carceri), con la proposta della campagna ‘Metro in Cella’, si aggiunge alle osservazioni critiche spesso sollevate da Direttori penitenziari e Comandanti di Reparto”.
di Angela Stella
L’Unità, 13 giugno 2026
Intervista a Maria Elena Boschi (Italia Viva): “Nelle carceri una emergenza umanitaria”. “Prescrizione, inappellabilità della sentenza di proscioglimento, legittimo impedimento dell’avvocato, uso del trojan: riforme che non vedranno mai la luce. In compenso abbiamo oltre 50 nuovi reati”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 13 giugno 2026
Giorgia Meloni in altri tempi avrebbe imbracciato l’arma dello sdegno. In altre epoche della legislatura, avrebbe commentato le intercettazioni “en plein air” sul Ponte di Messina come si conviene. Avrebbe bollato come intollerabile che i magistrati, o chi lavora per loro, non rispettino la legge, e non assicurino il riserbo sugli “ascolti”. La premier scavò una trincea, per esempio, appena quattro mesi fa per la condanna a risarcire la Sea Watch emessa dai giudici di Palermo. Ma dopo il referendum certe repliche, evidentemente, sono considerate improponibili, a Palazzo Chigi.
di Sebastiano Liistro*
Il Dubbio, 13 giugno 2026
L’approvazione in prima lettura alla Camera del disegno di legge che introduce un obbligo di pubblicazione delle sentenze di assoluzione, dei provvedimenti di archiviazione e delle decisioni di non luogo a procedere da parte delle testate giornalistiche che abbiano precedentemente dato notizia dell’indagine o del procedimento penale rappresenta un intervento che merita attenzione, soprattutto per le implicazioni che produce sul piano della tutela reputazionale e della protezione dei dati personali.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 13 giugno 2026
Slitta anche l’esordio del tribunale della famiglia e dei server centralizzati per le intercettazioni. In vigore da venerdì 11 giugno 2026 il decreto legge sulla giustizia che rende tra l’altro operativa in Italia la stretta sul diritto d’asilo. Nell’articolato pacchetto di misure che confluisce nella parte del decreto legge dedicata alla giustizia (decreto legge 100, pubblicato venerdì 11 giugno in Gazzetta ufficiale), spicca una serie di rinvii. Dell’entrata in vigore del gip collegiale innanzitutto, dove le criticità dei gip effettivamente in servizio rispetto alle piante organiche, ha condotto a spostare il debutto dal 25 agosto al 28 febbraio 2027. Mesi che saranno utilizzati, assicura il ministero, per creare le condizioni organizzative necessarie all’assunzione collegiale delle decisioni sull’adozione delle misure cautelari personali.
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