di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 3 dicembre 2025
La marcia dei diritti. Ogni giorno i partecipanti percorrono un minimo di dodici chilometri a piedi e spesso sotto la pioggia. “Raggiungiamo a Chiusi la marcia del dolore. Sono i ciechi civili partiti da Firenze e diretti a Roma. Hanno scritto sui cartelli ciò che chiedono. Alla partenza erano poche decine, ora sono già più di cento. Per le svolte giovani ragazze li accompagnano, qualcuno ha regalato scarpe ai camminanti. Ostacoli attraversano la via ma loro hanno detto “non conosceremo ostacoli”. Ogni giorno percorrono un minimo di dodici chilometri a piedi e spesso sotto la pioggia, alcuni si coprono con i cartelli delle richieste, se esse saranno accolte tutti saranno al riparo delle umiliazioni e degli stenti. Vogliono una pensione dignitosa riscuotibile alla Posta con libretto personale, come già avviene in altri paesi. Alzano gli occhi, qualcuno li ha avvertiti: “Siete davanti al duomo di Orvieto”. A Roma la meta è il Parlamento, sanno che i ciechi inglesi con una marcia a Londra han fatto migliorare la legge. Montecitorio, essi dicono, non sarà da meno di Westminster.
di Rosella Redaelli
Corriere della Sera, 3 dicembre 2025
Percorsi e distacchi con formazione e assunzioni. Acampora: “Così collaboriamo con le aziende”. Per la Giornata delle persone con disabilità un viaggio fra le realtà che ci provano (e riescono). Tre nuovi assunti: c’è un modo migliore per festeggiare la Giornata delle persone con disabilità? “Contratti autentici, che trasformano questi ragazzi da assistiti a contribuenti”, riassume Nico Acampora, fondatore di PizzAut. Il primo contratto di lavoro a tempo indeterminato lo aveva firmato il 1° maggio 2021: un modo esemplare per celebrare la Festa dei lavoratori. Da allora PizzAut, la prima pizzeria in Italia gestita da ragazzi autistici, ha continuato a crescere, ha aperto un nuovo ristorante a Monza nell’aprile 2023 alla presenza del Presidente Sergio Mattarella.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 3 dicembre 2025
Il testo al voto tra le riserve dell’Unhcr e il monito del Consiglio d’Europa: secondo l’esperto Gianfranco Schiavone è “insanabilmente illegittimo”. Altro che sanare il Protocollo Italia-Albania: la proposta della Commissione Ue - sostenuta da popolari ed estrema destra - ha ben altri piani. Cambiando la definizione di “Paese terzo sicuro”, punta a rendere inammissibili le domande d’asilo e a trasferire i richiedenti, mettendo a rischio i diritti fondamentali e la stessa convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati. Una deriva “palesemente illegittima”, secondo l’esperto di migrazioni internazionali Gianfranco Schiavone, che mira a liberare l’Unione dai suoi obblighi giuridici violando le norme sul funzionamento dell’Ue, e destinata quindi a un inevitabile scontro nelle aule di tribunale e fino alla Corte di giustizia.
di Giovanni Maria Del Re
Avvenire, 3 dicembre 2025
Nell’intesa siglata tra Europarlamento e Consiglio, si prevede la possibile revoca delle agevolazioni commerciali per quei Paesi che non collaborano sul fronte delle espulsioni dei migranti. Nel territorio dei Ventisette, solo il 20% degli allontanamenti viene effettivamente completato. I Paesi poveri che non cooperano sul fronte dei rimpatri dei propri connazionali potranno vedersi revocate le agevolazioni commerciali Ue. Si tratta di uno dei punti cruciali dell’intesa raggiunta lunedì sera tra il Parlamento Europeo e il Consiglio Ue (che rappresenta gli Stati membri), le due istituzioni legiferanti dell’Unione Europea, per una riforma delle norme sul Sistema generalizzato Ue sulle preferenze sui dazi (Gsp). E cioè le agevolazioni commerciali (dazi zero o fortemente ridotti) per 65 Paesi in via di sviluppo più vulnerabili (per un totale di circa due miliardi di persone). Soprattutto le capitali insistevano per introdurre il criterio della cooperazione sul fronte della riammissione in patria tra quelli già presenti come condizioni per la concessione del Gsp (e cioè rispetto dei diritti umani e dell’ambiente, delle convenzioni internazionali e altro).
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 3 dicembre 2025
Intervista all’eurodeputata Cecilia Strada. Oggi il voto in commissione Libe su “paesi terzi sicuri” e “Paesi di origine sicuri”. “Rischia di essere la fine del diritto d’asilo, una conquista nata dalle tragedie e dalle deportazioni del ‘900”. Cecilia Strada, europarlamentare eletta da indipendente nelle liste Pd, commenta così i nuovi regolamenti sui paesi sicuri oggi al voto in commissione al Parlamento europeo.
di Angela Stella
L’Unità, 3 dicembre 2025
L’associazione presenta i risultati del progetto “Trattenuti” con dati inediti sulle spese per il fallimentare accordo con Tirana: tanto caro a Meloni, carissimo per gli italiani. Oltre alla denuncia per danno erariale, segnalate all’Anac presunte irregolarità negli affidamenti per la gestione dei centri. ActionAid ha depositato alla Corte dei Conti un esposto di 60 pagine per denunciare lo spreco di risorse “dell’operazione Albania”, il famoso protocollo nato dall’accordo tra Giorgia Meloni e Edi Rama per spedire oltre l’Adriatico i migranti irregolari e quelli trasferiti all’esito di procedure di soccorso in mare. Secondo quanto riportato in una nota di ActionAid “la procura regionale del Lazio dovrà valutare se esercitare l’azione erariale alla luce delle violazioni contestate”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 2 dicembre 2025
Dal 31 dicembre 2024 l’ex ministro ed ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è detenuto nel carcere di Rebibbia. Tiene un “diario di cella”, che viene pubblicato periodicamente sulla sua pagina Facebook, insieme a Fabio Falbo. Abbiamo raccolto alcuni passaggi di questi diari, che da quasi un anno raccontano quel che succede davvero dietro le sbarre. Il “diario di cella” di Gianni Alemanno non è un esercizio di memoria personale: apre uno squarcio dove spesso la luce non entra. Dal 31 dicembre 2024 l’ex ministro ed ex sindaco di Roma è detenuto nel carcere di Rebibbia.
di Laura Cesaris*
Corriere della Sera, 2 dicembre 2025
Negli istituti penitenziari sono presenti ad oggi (secondo i dati di ottobre del Ministero della giustizia) 63.493 persone a fronte di una capienza di 45.651 posti. Questa situazione comporta che quotidianamente siano a rischio di violazione i più elementari diritti riconosciuti dalla Costituzione (basterebbe pensare al diritto alla dignità, alla salute, all’istruzione, al lavoro, alla affettività) e che hanno rappresentato la primaria fonte di ispirazione della legge di ordinamento penitenziario (l. n. 354 del 1975), approvata 5o anni fa, che ha inteso riconoscere il detenuto come persona e porlo al centro della esecuzione delle misure restrittive della libertà personale. Una legge che, accogliendo l’idea del trattamento rieducativo, continua a rivestire il significato di “spinta antitetica rispetto alle ricorrenti tentazioni di imbarbarimento dei sistemi penitenziari”.
Il Dubbio, 2 dicembre 2025
Il presidente del Senato invia un messaggio al convegno Agci-Cnel e ribadisce il suo sostegno ai progetti di lavoro. La centralità del lavoro nel percorso di recupero delle persone detenute torna al centro del dibattito istituzionale grazie all’intervento del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha inviato un messaggio al convegno “Il lavoro che ricostruisce vite”, iniziativa promossa dall’Associazione generale delle Cooperative italiane (Agci) e ospitata questa mattina al Cnel. Un appuntamento voluto per approfondire i nodi della giustizia penitenziaria, analizzare l’applicazione della legge Smuraglia e rilanciare le forme di collaborazione tra pubblico e privato nel campo del reinserimento lavorativo.
di Alberto Cisterna
Il Dubbio, 2 dicembre 2025
Sulla separazione delle carriere è in corso uno scontro a colpi di slogan che banalizzano un tema decisivo. Avviso ai naviganti, si diceva un tempo. Allo sforzo delle Camere penali di recuperare una centralità mediatica nel dibattito sul referendum del marzo prossimo venturo, corrisponde il progressivo ammutolirsi dei rappresentanti politici del fronte del “si” che hanno, finalmente direbbe qualcuno, percepito che intestarsi l’approvazione della legge costituzionale sulla separazione delle carriere è cosa rischiosa assai. Lo si è segnalato - non da soli ovviamente, ma neppure per ultimi - che se il referendum assume connotazioni squisitamente o prevalentemente politiche, la partita potrebbe volgere al peggio per i disegni riformatori e nel fronte del “no” potrebbero tranquillamente trovare spazio intenzioni punitive verso il governo in carica di cui sarebbe sciocco non misurare o ponderare la rilevanza negli umori del paese.
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- Lombardia. “Nelle carceri caos e diritti costituzionali negati, portiamo il caso al Pirellone”
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