di Stefano Caredda
romasette.it, 7 ottobre 2026
La proposta di “Restart” al Teatro Porta Portese, grazie all’Opera Ronconi-Pennesi: il 19 ottobre tanti artisti a sostegno di donne appena uscite dal carcere che si avviano verso l’autonomia. Tre ore di suoni e di parole per una maratona di letture, musica e testimonianze, con tanti artisti uniti dall’obiettivo di sostenere donne appena uscite dal carcere che si avviano verso un percorso di autonomia. La serata lunedì 19 ottobre dalle 18.30 alle 21.30 al Teatro Porta Portese (via Portuense 102, ingresso gratuito) si chiama “Restart / Ripartire” ed è proposta dall’Opera Ronconi-Pennesi, ente ecclesiastico della diocesi di Roma, civilmente riconosciuto, che ha dato nuova vitalità all’antica sua vocazione di accoglienza e cura delle persone vulnerabili, con particolare attenzione alle donne che hanno vissuto procedimenti penali e situazioni di detenzione.
wltv.it, 7 ottobre 2026
Sono iniziati i laboratori di scrittura attivati nell’ambito del progetto “Sprigiona il tuo cuore”, a cura della Cooperativa Sociale L’Arcolaio, con la scrittrice Alessia Franco e lo psicologo Francesco Faranna. Le attività hanno già preso il via ieri 6 ottobre presso la Casa Circondariale di Cavadonna a Siracusa e oggi, 7 ottobre, sarà la volta della Casa di Reclusione di Noto. “Sprigiona il tuo cuore”, ente capofila la Fondazione di Comunità Val di Noto, è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e pone al centro la tutela e il rafforzamento dei legami tra genitori detenuti e figli.
di Francesca Pierleoni
ansa.it, 7 ottobre 2026
Un caso considerato il più lungo errore giudiziario della storia italiana recente. È quello dell'ex pastore Beniamino Zuncheddu, oggi 62enne, condannato all'ergastolo per un triplice omicidio avvenuto nel 1991 a Sinnai, nel sud della Sardegna. La sua innocenza è stata riconosciuta con una sentenza di assoluzione solo nel 2024, dopo circa 33 anni di carcere, grazie all'impegno di un giovane avvocato, Mauro Trogu, che con una battaglia legale di sette anni, è arrivato ad avere la revisione del processo. Una storia che viene ripercorsa con rigore e intensità da “Zustissia” l'opera prima di Francesco Piras, tratta dal libro di Trogu e Zuncheddu “Io sono innocente” (De Agostini Libri).
di Andrea Bressan
Il Fatto Quotidiano, 7 ottobre 2026
“In carcere abbiamo trovato introspezione e curiosità della vita”: Sayf nel documentario “Il cielo in una stanza”. Nel lungometraggio, il rapper riflette coi detenuti della Casa di Reclusione di Chiavari (Genova) sul concetto di libertà, ascolta i loro brani rap e porta le loro parole oltre le sbarre. La detenzione deve tendere alla riabilitazione e ad un graduale reinserimento nella società. È dall’articolo 27 della nostra Costituzione e dal “potere della musica” che si sono poggiate le pietre fondanti per la realizzazione del documentario “Il cielo in una stanza”, girato all’interno della Casa di Reclusione di Chiavari (Genova) con la partecipazione di Sayf in dialogo con i detenuti della struttura.
di Veronica Bianchini
Vanity Fair, 7 ottobre 2026
Davide Cavallo, 22 anni, studente dell’università Bocconi di Milano. Ha intrapreso un percorso di giustizia riparativa nei confronti dei suoi cinque aggressori. Ora vorrebbe raccontare la sua storia ai giovani, perché ritrovino, non la retta via, ma sé stessi. Come sta provando a fare lui: “Ogni volta che mi chiedono da dove è arrivato il perdono, devo fare un appunto. Prima del perdono c’è stato il rispetto per l’essere umano: per me stesso e per i miei aggressori. Non potevo fare quello che ho fatto senza riconoscere che loro non erano diversi da me”.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 7 ottobre 2026
La denuncia del Pd. Le risorse per il decreto scuola prese dalla Manovra. Il decreto scuola, approvato in fretta in furia per esigenze elettorali, continua a suscitare polemiche. L’ultima riguarda le coperture finanziarie. Non è un caso, infatti, che il provvedimento sia rimasto nelle mani della ragioneria generale dello stato un giorno in più di quanto preventivato. Secondo il Pd le risorse sono stati trovati prosciugando il fondo per le attività educative contro la violenza sulle donne. “È gravissimo che il governo abbia deciso di finanziare il fondo contro il cyberbullismo sottraendo 4 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2026 e 2027, a quello destinato alle scuole per il contrasto della violenza di genere”, ha denunciato la capogruppo dem in commissione Cultura alla Camera Irene Manzi. Le risorse per l’educazione sessuoaffetiva, 7 milioni di euro, erano state inserite nella legge di bilancio dello scorso anno proprio, ricorda Manzi, “grazie a un emendamento del Pd al Senato”. Adesso la metà è finita nel decreto Scuola alla voce “contrasto al cyberbullismo”. Una questione “importante che va finanziata- sottolineano i democratici - ma è incomprensibile sottrarre risorse proprio all’educazione al rispetto”.
di Giovanni Ravasio
Il Dubbio, 7 ottobre 2026
“Never lose your smile”, non perdere mai il sorriso. “Billions must die”, miliardi devono morire. “High score”, il punteggio, cioè il numero dei morti. “Supreme gentleman”, il gentiluomo supremo, come si definiva Elliot Rodger, che nel 2014 a Isla Vista, in California, ha ucciso sei persone prima di togliersi la vita. Nei video e nel manifesto lasciati prima della strage incolpava le donne che lo avevano rifiutato e gli uomini che, secondo lui, avevano preso il suo posto. Ho sentito queste frasi in classe più di una volta, dette da ragazzi di 12 e 13 anni. Se sappiano da dove vengono, non è sempre chiaro. Forse sì, forse no. Di certo vengono tutte dallo stesso posto: la True Crime Community e la galassia che i ricercatori chiamano nichilismo violento. “Never lose your smile” è il motto di alcune divisioni online neonaziste. “Billions must die” nasce come meme ironico su 4chan.
di Filippo Sensi
Il Domani, 7 ottobre 2026
Con la risoluzione votata all’unanimità, il Parlamento chiede al governo un impegno chiaro al superamento della pratica della contenzione meccanica che è stata all’origine della rivoluzione basagliana. Non è capitato molte volte nel corso di questa legislatura. Un paio di occasioni, molto importanti, sulla violenza di genere (anche se sul consenso siamo arrivati a un passo, e invece). Ma poi niente, mai. Figurarsi poi in vista delle elezioni, con destra e sinistra arroccate nei loro spalti. Non si parla col nemico. I fascisti, i comunisti. Per questo assume un significato politico più generale il voto all’unanimità in commissione Diritti umani al Senato su una risoluzione che impegna il governo a superare la contenzione meccanica, nome astruso per dire della triste abitudine di legare i malati ai letti nei luoghi di cura della salute mentale, con una mossa semplice, efficace.
di Francesca Cancellaro e Salvatore Tesoriero*
Il Domani, 7 ottobre 2026
Lunedì 5 ottobre, con una lettera al quotidiano La Verità, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto sulla nota vicenda dei presunti falsi certificati emessi da alcuni medici per evitare il trattenimento di cittadini stranieri nei Cpr, sulla quale è in corso un’indagine da parte della procura di Ravenna. Interveniamo nel dibattito, nella piena consapevolezza che la difesa dei nostri assistiti si svolge davanti all’autorità giudiziaria e non sulla stampa. Lo impone - fortunatamente - il nostro ordinamento costituzionale che attribuisce alla magistratura e non al ministro dell’Interno la responsabilità di tale accertamento.
di Angelo Picariello
Avvenire, 6 ottobre 2026
Per Bartolomeo Romano, già membro “laico” del Csm dal 2010 al 2014, “combattere il sovraffollamento nelle celle significa favorire la sicurezza collettiva, non il contrario. Zuppi e la Cei ci incoraggiano, con noi ci sono già anche l’Anm e le Camere penali. Ora risposte da cultura e politica”. Una proposta di “indulto responsabile” per dare una risposta alla situazione drammatica - e anche incostituzionale - di sovraffollamento delle carceri. Sono attualmente 65.933 le persone detenute in Italia, a fronte dei 51.345 posti disponibili, ma di questi 5.047 sono inagibili, per cui i posti effettivamente disponibili sono 46.298, e i detenuti “eccedenti” sono quindi 19.635, peraltro con forte carenza di agenti in organico.
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