di Mattia Cecchini
dire.it, 16 aprile 2026
Lo costruiranno i detenuti per accogliere i felini che non possono tornare alle colonie o trovare una casa. Il Comune stanzia i soldi, i veterinari ringraziano. Un rifugio per gatti al carcere di Padova: una struttura per ospitare almeno 60 felini, in particolare gatti adulti con problemi sanitari che non possono tornare alle colonie feline o non possono essere adottati; una struttura organizzata con spazi adeguati agli animali al personale e agli interventi veterinari. Il tutto grazie ad una collaborazione fra Comune di Padova, direzione del carcere, Servizi veterinari dell’Ulss 6 e l’associazione Granello di Senape. Conclusa la progettazione tra istituzioni e terzo settore, lunedì il Consiglio comunale discuterà la variazione di bilancio che stanzia le risorse per realizzare il rifugio e metterlo in funzione: circa 280.000 euro per la prima struttura di questo tipo che ‘risolve’ la gestione a dei gatti randagi e offre un’occasione “preziosa” di volontariato, tirocinio o altre forme di lavoro in carcere.
leccotoday.it, 16 aprile 2026
In cosa consiste l’iniziativa green che sta proseguendo nella Casa circondariale. Prosegue e si rafforza la collaborazione tra Silea e la Casa circondariale di Lecco per promuovere pratiche ambientali anche all’interno dell’istituto penitenziario di via Cesare Beccaria. Il progetto ha preso il via nel 2025 con la realizzazione di laboratori pratici dedicati al riuso dei materiali, affiancati da interventi mirati al miglioramento dell’organizzazione della raccolta differenziata nella struttura. A queste proposte si è recentemente aggiunto un ulteriore momento formativo: un incontro di educazione ambientale durante il quale gli operatori di Silea hanno coinvolto i detenuti in una lezione articolata e partecipata sui temi dell’economia circolare e della corretta gestione dei rifiuti.
ivg.it, 16 aprile 2026
Evento nell’ambito del progetto della Diocesi di Savona-Noli “Oltre le mura”. Domani, giovedì 16 aprile, alle ore 9 al Liceo Della Rovere il garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive delle libertà personali Doriano Saracino incontrerà gli alunni. L’evento si terrà nell’ambito del progetto della Diocesi di Savona-Noli “Oltre le mura”, finalizzato alla sensibilizzazione degli studenti e della cittadinanza ai problemi delle carceri. Le classi che parteciperanno seguono lezioni di diritto nei loro programmi di formazione. In particolare le classi 1Y e 2Y del Liceo del Made in Italy stanno approfondendo lo studio dell’economia e del diritto, dedicando attenzione anche alle scienze matematiche, fisiche e naturali e all’analisi degli scenari storici, geografici, artistici e culturali che sono alla base del tessuto produttivo italiano.
di Ciro Troise
Corriere del Mezzogiorno, 16 aprile 2026
Qualche ora tra gli ultimi, i detenuti del carcere di Poggioreale per portare la propria esperienza dentro il progetto “Pensieri di libertà” promosso dal dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Campania Luigi Vanvitelli. Nessun commento sul suo futuro o sull’interesse della Nazionale ma uno sguardo umano molto intenso con le risposte sia agli studenti che a rappresentanti dei detenuti dei padiglioni Firenze, Milano e Genova. Antonio Conte è partito dalla sua infanzia, quando giocava sui campi della periferia di Lecce con suo padre insieme ad altri coetanei che avevano talento, voglia di emergere e c’erano le sirene della strada da cui non farsi ammaliare, poi ha spesso usato il calcio come metafora della vita per dirla alla Jean Paul Sartre. Nel suo credo calcistico, la resilienza, la capacità di non mollare mai, di non farsi abbattere dalle difficoltà rappresentano dei valori solidi, Conte ne ha parlato creando un legame anche con l’esperienza dei detenuti.
di Rachele Donnini
Il Domani, 16 aprile 2026
Attraverso questo sistema di allenamento cognitivo, i detenuti riflettono sui movimenti giusti, nel gioco e nella vita. Juan Antonio Montero, psicologo e presidente del Club Magic Extremadura: “Non si impara solo a muovere le pedine, ma si formano autostima, pazienza, lavoro in squadra”. Un approccio esportato in Messico, ma anche a Foligno: “Non è un passatempo né vogliamo formare dei campioni, ma fornire basi utili per il reinserimento nella società”. Dal 2021 gli scacchi in carcere sono anche parte di una competizione internazionale. Juan Antonio Montero si trova davanti a una scacchiera a muro, posta al centro della stanza, e indica con una mano le 64 caselle. Oggi si trova nel carcere di Badajoz, in Estremadura, con cui collabora da 15 anni, tenendo due sessioni settimanali da un’ora e mezza. Ai detenuti, seduti davanti alla scacchiera, viene chiesto di collaborare con alcuni esercizi: imparare a memoria le posizioni dei pedoni, spostarli di casella e riposizionarli dove erano prima.
di Alessandro Tolomelli*
Il Fatto Quotidiano, 16 aprile 2026
Ogni volta che un fatto di cronaca mette in scena la violenza agita da ragazzi molto giovani, il dibattito pubblico imbocca quasi sempre la scorciatoia più rassicurante: dare la colpa all’adolescenza. A parte il fatto che la scelta di inchiodare gli autori di reati a un’unica categoria comune, è una scelta mediatica che ne nasconde altre. Gli autori di questi reati sono infatti quasi sempre maschi, oltre che giovani. Ma la scelta di stigmatizzare e generalizzare una caratteristica ricade sempre sull’aspetto anagrafico, mentre molto più raramente ci si concentra sui modelli di mascolinità egemoni in cui l’aspetto della prevaricazione e della violenza giocano un ruolo determinante. L’adolescenza diventa così una parola-ombrello buona per spiegare tutto e, proprio per questo, incapace di comprendere davvero qualcosa.
di Nina Fresia
La Stampa, 16 aprile 2026
Con il ddl immigrazione, la Lega chiede una stretta ai ricongiungimenti familiari ed espulsioni più veloci: “Se un minore straniero commette un crimine deve cessare l’accoglienza”. “Padroni a casa nostra”. È lo slogan con cui la Lega, sotto l’ombrello dei Patrioti europei, scenderà in piazza sabato 18 aprile a Milano. Anche se la manifestazione ha ora assunto anche altre sfumature (su tutte, la richiesta di una pace in Medioriente e caro energia), è da quando è stato annunciato che si prefigura un evento incentrato su sicurezza e contrasto all’immigrazione. Tanto che inizialmente si usava il nome “Remigration Summit” per riferirsi alla piazza leghista. Termine, quello di “remigrazione”, che continua a far storcere il naso al centrosinistra milanese, con il sindaco Beppe Sala a contestare “il lessico” scelto dal Carroccio.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 16 aprile 2026
La massiccia sanatoria di Madrid tra diritti umani e necessità economiche: il piano da realizzare entro la fine di giugno. In un’Unione europea sempre più orientata al controllo e alla restrizione dei flussi migratori, la Spagna sceglie una strada diversa, del tutto controcorrente. Il governo guidato dal socialista Pedro Sánchez ha infatti annunciato un vasto piano di regolarizzazione straordinaria che potrebbe coinvolgere fino a mezzo milione di persone prive di documenti, segnando una delle sanatorie più ambiziose nell’ultimo scorcio di storia europea. La regolarizzazione è stata approvata dal Consiglio dei ministri sotto forma di decreto reale.
di Gabriele Segre
La Stampa, 16 aprile 2026
I conflitti sono come polmoni: si espandono, si contraggono, si infiammano. A volte sembrano sul punto di collassare, altre di esplodere. Da sette settimane il Medio Oriente intero tossisce sangue. La polmonite geopolitica innescata dagli attacchi americani e israeliani si è rapidamente estesa oltre il focolaio iniziale, propagandosi nella regione con riverberi globali sempre più intensi e pericolosi. Come in ogni crisi seria, il decorso resta incerto: tra escalation improvvise e tregue intermittenti, choc energetici e blocchi navali degni di un Risiko giocato male, restiamo sospesi a osservare ogni rantolo del conflitto, chiedendoci una cosa sola: si contrarrà, o continuerà ad espandersi?
di Lorenzo Dellai
Avvenire, 16 aprile 2026
La presa di distanza della presidente del Consiglio Meloni dal presidente americano è un fatto positivo. Ora i nostri rappresentanti in Parlamento devono chiarire bene che non perseguono trame identitarie legate alla strumentalizzazione della fede per farsi propaganda. La premier Meloni e tutti gli esponenti della destra italiana hanno preso le distanze dall’inaudito attacco rivolto a papa Leone dal presidente Trump. Bene. Sarebbe stato clamoroso se non lo avessero fatto. Ma è legittima una domanda. Hanno preso le distanze dal “modo” inaudito col quale Trump si è espresso oppure dalla sostanza vera delle sue dichiarazioni e dalla loro radice di pensiero?











