di Gianluca Miserendino
whatsupmedia.it, 2 dicembre 2025
Un confronto sullo stato detentivo reale, sulla funzione della pena e sulle scelte pratiche da attuare nell’anno giubilare. Mettendo a fuoco condizioni di vita e tutela della salute, proporzionalità e differenziazione della risposta sanzionatoria, effettività dell’esecuzione penale esterna, standard europei del Comitato per la prevenzione della tortura (Cpt), riduzione del sovraffollamento e tempi della giurisdizione. Tutto questo è stato affrontato durante la conferenza organizzata dal CREG (Centro di Ricerche Economiche e Giuridiche) dal titolo “Oltre il carcere. Giubileo 2025 dialogo sul rinnovamento”, che si è svolta nella facoltà di Economia dell’università di Roma Tor Vergata. I saluti istituzionali sono stati affidati a Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’università di Roma Tor Vergata, Francesco Paolo Sisto, vice ministro della Giustizia, Loredana Mirra, coordinatrice CREG e Paolo Giordani, presidente Istituto Diplomatico Internazionale. Intervento introduttivo di Enzo Rossi, presidente CREG e ordinario di Economia Politica presso l’università di Roma Tor Vergata, cui hanno fatto seguito quelli di Paolo Iafrate, CREG, e diversi rappresentanti del mondo delle associazioni, dei dipartimenti di giustizia e di amministrazione penitenziaria, ha affrontato il tema in oggetto. Il carcere non deve essere solo un luogo di espiazione, ma uno spazio di responsabilità, rieducazione e reinserimento sociale, come previsto dall’articolo 27 della Costituzione. Partendo da questo assunto, si è affrontato il tema cruciale della funzione della pena nel presente e nel prossimo futuro.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 2 dicembre 2025
“Iliade, la discordia” segna il debutto della compagnia gli ir-ritati in Catarsi, attiva nella casa circondariale di Catania Bicocca. Lo spettacolo, con 25 detenuti-attori diretti da Ivana Parisi, si è tenuto il 27 novembre. Dopo la messa in scena dell’Orlando furioso nel 2024, i detenuti appartenenti all’alta sicurezza si sono misurati con la figura dell’eroe: cosa lo rende tale, quali sono i suoi punti deboli. Con il corso di scrittura creativa, in parallelo con il laboratorio teatrale, i reclusi hanno reinterpretato il testo omerico, con uno sguardo al mondo di oggi, e al proprio vissuto.
di Ludovica Zambelli
Il Resto del Carlino, 2 dicembre 2025
“Where Have All the Flowers Gone?” è il titolo dello spettacolo che va in scena da domani a venerdì. Il progetto coinvolge 18 detenuti che hanno preso parte al percorso laboratoriale nella Casa Circondariale, alcuni come attori ed altri come tecnici delle luci e del suono. Lo spettacolo è parte del Festival “Trasparenze di Teatro Carcere”, sostenuto dal ministero della Cultura e dalla Chiesa Valdese. Il laboratorio, guidato da Marco Luciano viene promosso dall’associazione Carpa aps. insieme alla direzione dell’istituto, con il sostegno del ministero della Giustizia e un contributo di 15mila euro dell’Assessorato alle Politiche Sociosanitarie del Comune.
garantedetenutilazio.it, 2 dicembre 2025
Il Garante Anastasìa ha partecipato all’incontro per il nuovo numero del notiziario della Casa di Reclusione di Rebibbia. Si è svolta lunedì 24 novembre 2025, presso Il Seminterrato di Via Siena 2, a Roma, la presentazione del numero 8 del notiziario “Non tutti sanno”, un’uscita speciale, dedicata al recente monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla dignità della detenzione. All’incontro - promosso dall’Associazione Laura Lombardo Radice e introdotto dal presidente Mattia Ciampicacigli - sono intervenuti Stefano Anastasia, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, la giornalista Maria Corbi e Roberto Monteforte, coordinatore della rivista.
di Guido Marangoni*
Corriere della Sera, 2 dicembre 2025
Il 3 dicembre si celebra la ricorrenza dedicata dall’Onu alle persone con disabilità. Basta una piccola parola, la congiunzione “con”, per rimarcare l’essenza della reciprocità. Sono più di trent’anni che, grazie alle Nazioni Unite, il 3 dicembre celebriamo la Giornata internazionale delle persone con disabilità. E ogni volta mi prende quel timore sottile che l’appuntamento diventi scontato, quasi un’abitudine che riguarda “altri” e non tutti noi. È un po’ come i compleanni: non servono a festeggiare un merito, ma a ricordarci le persone che fanno parte della nostra vita. Il tema scelto dall’Onu quest’anno è “Fostering disability inclusive societies for advancing social progress”. Con un paio di click lo traduciamo come “Favorire società inclusive per le persone con disabilità per promuovere il progresso sociale”.
di Giovanni Ferrero*
La Stampa, 2 dicembre 2025
Il 3 dicembre, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, Torino e tutta l’Italia si animano di eventi e iniziative dedicate ai diritti, alla partecipazione e alla piena cittadinanza delle persone con disabilità. Nella nostra città, per un’intera settimana, si svolgerà il DisFestival, promosso dalla Cpd - Consulta per le Persone in Difficoltà, un percorso pubblico e diffuso che invita cittadini, scuole, imprese e istituzioni a confrontarsi con l’inclusione in modo concreto e non retorico. È proprio in questo contesto che nasce la riflessione che vorrei condividere. Sono figlio di Paolo Osiride Ferrero, figura nota a Torino per le sue battaglie civili, per il suo ruolo nella vita culturale e sociale della città e per essere stato il presidente storico della Cpd.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 dicembre 2025
Oltre 18mila ragazzi stranieri arrivati in Italia senza genitori. Posti insufficienti, rimborsi in ritardo, strutture che scoppiano. E mentre il governo promette fondi, le associazioni denunciano: stiamo smantellando l’accoglienza proprio quando servirebbe rafforzarla. I numeri parlano chiaro. Al 31 ottobre scorso i minori stranieri non accompagnati ospitati nelle strutture italiane erano 18.038. La maggior parte ha tra i 16 e i 17 anni. Le ragazze sono solo il 12% del totale, ma vivono situazioni drammatiche: quasi una su cinque ha subito torture o violenze, più di una su cinque è stata vittima di tratta, l’11% era incinta al momento dell’arrivo.
di Francesca Ghirardelli
Avvenire, 2 dicembre 2025
Un rapporto di Amnesty International denuncia le violazioni dei diritti umani ai danni dei profughi. Il commissario Grandi (Unhcr): qui c’è una repressione più severa rispetto alla Libia. Senza dubbio ha funzionato, lo si vede chiaro dai numeri e dalle percentuali che precipitano se confrontate con quelle libiche. Dalla Tunisia si registrano meno viaggi irregolari verso le coste italiane, dopo quasi tre anni di contrasto ai flussi migratori da parte delle autorità locali, a cui ha dato manforte il Memorandum d’intesa firmato con l’Ue nel 2023. Quello che, invece, si vede di meno è l’impatto reale delle misure adottate sulla vita di chi, su questa rotta, cercava protezione ma è stato efficacemente tenuto fuori dai confini europei. “La fame, le espulsioni verso il deserto, la prigione: sono numerosi i rischi nella vita di un richiedente asilo”, confida ad Avvenire, dalle campagne della città tunisina di Sfax, il giovane I. F., originario della Sierra Leone. Nei primi otto mesi del 2025, sul totale delle persone arrivate in Italia via mare in maniera irregolare l’88% è partito dalla Libia e solo l’8% dalla Tunisia. Nel 2023, le percentuali erano invertite: il 62% si era imbarcato dalle coste tunisine, il 33% da quelle libiche. Proprio quell’anno nelle politiche migratorie della Tunisia si è assistito a un “cambiamento radicale”. Così lo definisce Amnesty International in un rapporto pubblicato il 6 novembre con nuove testimonianze di violazioni dei diritti umani ai danni di migranti subsahariani nel Paese. Si aggiungono alle storie già diffuse in questi tre anni su intercettazioni violente in mare, arresti, detenzioni ed espulsioni collettive verso Libia e Algeria. Rispetto a queste ultime, “poco frequenti prima del 2023”, il report riferisce che “Guardia Nazionale tunisina, esercito e polizia hanno collaborato per espellere sommariamente e collettivamente rifugiati e migranti su base sistematica, compresi bambini e donne incinte”. Sarebbero “almeno 11.500” gli espulsi tra giugno 2023 e maggio 2025, al di fuori di qualsiasi controllo giudiziario.
di Barbara Cottavoz
La Stampa, 2 dicembre 2025
La donna uzbeka accolta dalla Comunità di Sant’Egidio a Novara lottò contro la pena capitale nel mondo. L’iraniano in cella dal 2016. La Cupola si è illuminata di blu ieri e sabato notte per ricordare la battaglia contro la pena di morte. Il 30 novembre infatti ricorre la Giornata internazionale “Città per la vita - Città contro la pena di morte” lanciata dalla Comunità di Sant’Egidio nel 2002. Qui ha un significato particolare: a Novara ha vissuto i suoi ultimi anni ed è sepolta Tamara Chikunova, che lottò e riuscì a far abolire la pena di morte in Uzbekistan applicata al suo unico figlio, e la città ha concesso la cittadinanza onoraria e si batte per liberare Ahmadreza Djalali, lo scienziato condannato alla pena capitale in Iran.
di Cesare Burdese*
Ristretti Orizzonti, 1 dicembre 2205
Procede alacremente l’azione governativa per fronteggiare il sovraffollamento carcerario con la costruzione di nuovi posti detentivi nelle carceri in funzione, “ovunque vi sia dello spazio libero da occupare”. La dove c’è l’erba dei campi da calcio, dove ci sono vigneti e serre, presto ci sarà cemento. Le celle inutilizzate per la mancanza reiterata di manutenzione o perché vandalizzate, saranno riportate all’onore del mondo, auspicabilmente anche ottemperando finalmente ad una normativa che, disattesa sin dal 2000, prevede doccia ed acqua calda in ogni cella. Non importa se il risultato lo si raggiungerà costruendo edifici che sembrano più a contenitori per soggetti inanimati che per esseri umani o allestendo prefabbricati, poco più che ricoveri per animali, che per la loro configurazione architettonica lasciano presagire una conflittualità perenne tra detenuti e detenenti. L’imperativo assoluto è che il sovraffollamento vada prontamente risolto, a qualsiasi costo e così sta avvedendo.
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