di Monica Pieraccini
La Nazione, 6 settembre 2026
A Porto Azzurro il caso del call center: se si chiama rispondono i detenuti. Per chi assume, credito d’imposta fino a 520 euro al mese e agevolazioni contributive. Dal carcere di Porto Azzurro si risponde alle richieste di assistenza sui servizi digitali. A Firenze un detenuto in semilibertà ha iniziato a lavorare con la cooperativa Archeologia. In Versilia altri sono stati inseriti nelle cucine e nelle sale dei ristoranti. Sono alcune delle attività sviluppate in Toscana da Seconda Chance, associazione del Terzo settore nata dall’iniziativa della giornalista del TgLa7 Flavia Filippi per avvicinare il mondo delle imprese a quello degli istituti penitenziari.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 6 settembre 2026
Attraverso colloqui settimanali in carcere, gli operatori ascoltano le richieste, raccolgono documenti, orientano le persone detenute sulle procedure corrette e attivano i contatti necessari con enti pubblici e privati. Non sempre è semplice per un comune cittadino rapportarsi con i servizi della Pubblica Amministrazione per sbrigare pratiche necessarie alla vita di tutti i giorni. Se poi si vive in carcere a volte problemi anche semplici possono diventare insormontabili. Per ovviare a questi problemi l’Associazione Granello di Senape di Padova Odv ha aperto uno Sportello di orientamento giuridico e segretariato sociale sia nella casa di reclusione sia nella casa circondariale di Padova tentando di semplificare la vita ai detenuti, almeno nel rapporto con le strutture interne ed esterne al carcere.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 6 settembre 2026
Fabio Romagnoli venne trovato privo di vita accanto a un fornellino a gas. Per la procura fu decesso accidentale. La famiglia: “No, fu un suicidio evitabile”. A marzo dello scorso anno il giudice, accogliendo la richiesta di opposizione all’archiviazione del caso, avanzata dai legali della famiglia aveva disposto nuove indagini per far luce sulla morte di Fabio Romagnoli, trovato cadavere a 40 anni - il 20 febbraio 2023 - nella sua cella del carcere Sant’Anna. Ora, per la seconda volta, la procura di Modena ha chiesto l’archiviazione del caso ma la famiglia dell’uomo - assistita dagli avvocati Luca Sebastiani e Stefania Pettinacci - si è nuovamente opposta alla chiusura del caso e il prossimo 30 settembre è prevista l’udienza dinanzi al Gip Scarpa.
di Alice Ravinale e Giulia Marro
iltorinese.it, 6 settembre 2026
Nel giorno in cui registriamo l’ennesimo morto suicida, questa volta nel carcere di Verbania, che segue di soli 4 giorni il ragazzo che si è tolto la vita in quello di Biella lunedì, abbiamo visitato il penitenziario di Alessandria a distanza di sette mesi dalla nostra ultima visita. La situazione nella Casa Circondariale “Don Soria” di Alessandria è allarmante. Sono 255 i detenuti presenti in una struttura che versa in condizioni fatiscenti dal punto di vista strutturale. Una struttura che non consente nemmeno la realizzazione di attività trattamentali, che invece erano numerose e positive nell’altro carcere di Alessandria, il San Michele, e che sono state chiuse dall’oggi al domani per la trasformazione di quell’istituto in carcere di massima sicurezza, di cui tutt’ora non si sa con certezza nulla.
bsnews.it, 6 settembre 2026
Sette detenuti su dieci hanno problemi di tossicodipendenza, mentre più della metà della popolazione carceraria è composta da cittadini stranieri. Sono due dei dati che descrivono la situazione nelle carceri bresciane e che, insieme al sovraffollamento, restituiscono la complessità della gestione quotidiana del Nerio Fischione e di Verziano. Le percentuali assumono un peso ancora maggiore se rapportate alle presenze complessive. Nei due istituti risultano infatti 508 detenuti, nonostante una capienza regolamentare complessiva di 252 posti e - ovviamente - il problema principale (già oltre l’emergenza) è quello di Canton Mombello. Il dato sulla tossicodipendenza è quello numericamente più rilevante: il 70% dei detenuti presenta problemi legati alle dipendenze da sostanze.
di Emanuele Faraone
Il Messaggero, 6 settembre 2026
“Sunshine Aps” e il Rione Vazia insieme sotto il segno della solidarietà con una donazione di abiti ai detenuti del carcere di Vazia. Vicinanza e inclusione da parte della comunità di Vazia e dell’associazione Sunshine Aps, partner attivo del Rione stesso e promotrice della Festa dei pozzi. Indumenti, abiti e vestiario per i detenuti della struttura penitenziaria di Rieti, formalmente consegnati alla parrocchia del quartiere nelle mani di don Denny Thakidiyl che si è poi personalmente occupato di concludere questa catena di solidarietà fino all’interno della Casa circondariale. Gli indumenti saranno consegnati ai detenuti offrendo loro un supporto materiale ma soprattutto un segnale tangibile di attenzione da parte della cittadinanza reatina.
corrieredinovara.it, 6 settembre 2026
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Cabiria Teatro, istituto penitenziario, Comune e Fondazione Banca Popolare di Novara. Portare il carcere nella comunità e la comunità dentro il carcere attraverso il teatro. È questo l’obiettivo di “Abbracciare una stella”, lo spettacolo scritto e interpretato dai detenuti della Casa Circondariale di Novara, con la regia di Elena Ferrari e Mariano Arenella, inserito nel programma delle Notti di Cabiria 2026. Lo spettacolo andrà in scena venerdì 11 e sabato 12 settembre alle 17, con due repliche all’interno della struttura penitenziaria di via Sforzesca. In scena ci saranno “le voci autentiche di chi vive ogni giorno il carcere”, alle prese con temi “quotidiani, veri e difficili”. Il finale, anticipano gli organizzatori, muove dall’epifania di un giovane detenuto che ha esternato ciò che lo fa sentire soddisfatto.
gnewsonline.it, 6 settembre 2026
La violenza di genere, la giustizia, il buco nero della prostituzione minorile. Tutti temi che le donne detenute della Giudecca di Venezia hanno affrontato con Francesca Archibugi, ospite della casa di reclusione. L’altro ieri, 4 settembre, la regista ha presentato il suo film, “Illusione”, nell’ambito della rassegna “Luci nella notte”, promossa dalla Fondazione De Sanctis in collaborazione con il Ministero. “Illusione” prende spunto da un caso di cronaca, da un trafiletto di giornale come tanti, forse troppi. La protagonista è Rosa Lazar (Angelina Andrei), una ragazzina moldava ritrovata per strada a Perugia, dopo essere stata vittima di violenze.
di Sergio Harari
Corriere della Sera, 6 settembre 2026
Una parola sembra quasi scomparsa dal lessico pubblico: il welfare. Che vuole dire la possibilità, per ciascuno, di non essere lasciato solo davanti alla malattia, alla vecchiaia, alla non autosufficienza, alla perdita del lavoro, alla povertà educativa, al caldo estremo, alla fragilità familiare. Una idea concreta di Paese, di solidarietà collettiva. Il welfare è stato uno dei tratti più riconoscibili dell’identità europea: protezione dai rischi che il mercato non assicura, contrasto alle povertà e alle disuguaglianze, sostegno alla partecipazione al lavoro e, insieme, costruzione di coesione sociale. È una conquista da difendere perché oggi sottoposta a molteplici tensioni: invecchiamento della popolazione, denatalità, lavori intermittenti e malpagati, nuove povertà, migrazioni, cambiamento climatico e inquinamento atmosferico, disuguaglianze di salute. E le nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale.
di Letizia Moratti
Corriere della Sera, 6 settembre 2026
La legge sul fine vita: ecco perché non possiamo affidare alle singole Regioni la risposta a una questione così complessa. Ci sono questioni sulle quali la politica dovrebbe innanzitutto misurare le parole. Il fine vita è una di queste. Perché dietro ogni principio, ogni norma, ogni sentenza ci sono una persona che soffre, una famiglia che accompagna, un medico chiamato a decidere secondo scienza e coscienza. E c’è una domanda che riguarda tutti noi: che cosa deve fare una comunità quando uno dei suoi membri, nel momento della massima fragilità, chiede di poter porre fine alla propria vita?
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