di Laura Carrer
Il Domani, 26 agosto 2026
Il 41enne è morto dopo essere stato colpito col taser. Dei vicini di casa hanno spiegato come si è svolto l’intervento. A uno di loro i militari hanno suggerito di dire che l’operaio era “aggressivo”. E i colpi di taser sarebbero stati 4. Elton Bani era “agitato”. Così lo descrive il primo testimone ascoltato dal giudice del tribunale di Genova durante l’incidente probatorio dello scorso 6 luglio. È un vicino di casa che ricorda come l’uomo fosse “agitato, stava male, ma non era aggressivo”, e che “bisognava portarlo in ospedale”. Un secondo testimone, che ha assistito alla scena da più lontano, conferma uno stato simile: Bani era “nervoso”, “parlava e urlava in italiano e in albanese”. Ma non stava mettendo in pericolo né lui né nessun altro.
di Simona Musco
Il Dubbio, 26 agosto 2026
La decisione della Cassazione sul caso di Rocco Femia, accusato di essere un membro del clan. Rocco Femia ha passato 5 anni e 10 giorni in carcere prima di essere definitivamente assolto per non aver commesso il fatto. Ma non avrà alcuna riparazione per l’ingiusta detenzione subita. Lo ha stabilito la Cassazione, respingendo la richiesta del sindaco di Marina di Gioiosa Jonica, arrestato all’alba di un giorno di maggio del 2011 e tornato definitivamente libero dieci anni dopo. Accusato di essere un membro del clan Mazzaferro, Femia era stato condannato a dieci anni nei primi due gradi di giudizio. Poi la Cassazione ha disposto un nuovo processo d’appello, “declassando” l’accusa a concorso esterno in associazione mafiosa. E il giudizio di merito si è concluso con un’assoluzione, sentenza non impugnata dalla procura, a 10 anni dall’arresto.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 26 agosto 2026
Il rifiuto della persona offesa non basta a impedire all’imputato di accedere alla giustizia riparativa. Il percorso può essere intrapreso anche attraverso una “vittima surrogata”, cioè la vittima di un reato diverso da quello per cui si procede. Chi chiede di accedere al programma deve però indicarne concretamente l’utilità e, nei procedimenti per reati perseguibili d’ufficio, l’istanza non sospende il giudizio. Sono i principi fissati dalla Seconda sezione penale della Cassazione con la sentenza 28366 del 2026, depositata il 22 luglio.
pordenonetoday.it, 26 agosto 2026
A stabilirlo è l’esito dell’autopsia compiuta nella giornata di martedì 25 agosto a Pordenone. A causare la morte del detenuto di 19 anni di nazionalità egiziana nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 agosto nel carcere di Pordenone, è stata l’inalazione di fumi da combustione che ha provocato una grave insufficienza respiratoria. A stabilirlo è stata l’autopsia eseguita nella giornata di martedì 25 agosto dal medico legale incaricato dalla Procura di Pordenone, Antonello Cirnelli. All’esame erano presenti i carabinieri, l’avvocato difensore Esmeralda Di Risio e la consulente di parte dei cinque agenti di polizia penitenziaria che in questo momento risultano iscritti nel registro degli indagati per il reato di cooperazione in omicidio colposo omissivo.
di Pier Paolo Segneri
L’Opinione, 26 agosto 2026
Questa è una pagina del mio diario personale. La rendo pubblica perché ritengo necessario esprimere qui una mia personale impressione sulle due splendide e struggenti giornate romane, inserite nell’iniziativa del “Ferragosto in Carcere”. Infatti, con una delegazione di Nessuno tocchi Caino, siamo stati il 14 agosto in visita al carcere di Rebibbia (Nuovo Complesso) e il 15 agosto a Regina Coeli. Un ringraziamento va subito agli agenti della polizia penitenziaria che ci hanno accompagnato, alle rispettive Direzioni dei due istituti di pena romani e a coloro che operano nelle due strutture carcerarie. Grazie davvero per il lavoro che svolgete e per la disponibilità dimostrata, oltre che per la professionalità.
Sassari. Proposta choc del sindacato della Polizia penitenziaria: “Riaprite il carcere dell’Asinara”
La Nuova Sardegna, 26 agosto 2026
La risposta di Maria Grazia Caligaris: “L’isola non può diventare di nuovo un luogo di detenzione”. L’anno prossimo saranno passati trent’anni da quando il Ministero, allora si chiamava di Grazia e Giustizia, avviò le pratiche per chiudere il supercarcere dell’Asinara. Ma qualcuno sembra rimpiangere quei tempi. “Le carceri sono sempre più ingestibili, si valuti la riapertura di Pianosa (nell’arcipelago toscano, ndr) e Asinara per i detenuti ad altissima criticità” è la proposta choc lanciata dal segretario del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Donato Capece qualche giorno fa.
di Dario Ronzoni
rainews.it, 26 agosto 2026
Supera il 200% il sovraffollamento al carcere di Udine, una situazione definita particolarmente difficile dall’associazione Nessuno tocchi Caino, ieri in visita. In ogni carcere che vedo incontro sempre lo stesso delinquente: lo Stato, che non rispetta le sue stesse regole. Lo dice Elisabetta Zamparutti, tesoriera di Nessuno tocchi Caino, dopo la visita dell’associazione al Carcere di Udine, fatta insieme ai rappresentanti della Camera Penale Friulana. Un’iniziativa che ha seguito quella di Pordenone e Tolmezzo, a 10 anni dalla scomparsa di Marco Pannella: “Seguiamo le sue orme cercando di sopperire alla mancanza dello Stato con una presenza, la nostra”.
brindisireport.it, 26 agosto 2026
Dalla presenza di detenuti con problemi psichiatrici e di tossicodipendenza al “reparto accoglienza”. Nella casa circondariale di via Appia ci sono comunque aspetti positivi. In alcune celle ci sono fino a cinque detenuti. Il caldo afoso di questo ultimo scampolo d’agosto lo soffrono tutti, nelle proprie case o al mare. Figurarsi chi da quella cella non può uscire e non può fruire dell’aria condizionata. L’ora d’aria, poi, la si passa in un cortile. Cemento dentro, cemento fuori: quello dei palazzi nei pressi di via Appia. Una delegazione della Camera Penale di Brindisi “Oronzo Melpignano” ha bissato la visita del 10 agosto scorso.
reggiotv.it, 26 agosto 2026
Anche la Camera Penale di Locri ha aderito a “Ristretti in agosto”, l’iniziativa promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane. Oggi la visita all’interno della casa circondariale insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra e al Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Irma Conti. Conti ha definito quella di Locri una realtà “virtuosa e preziosa”, sottolineando il lavoro della direzione, della Polizia Penitenziaria e delle associazioni del terzo settore: “La cooperazione istituzionale e associativa è l’unico momento convergente verso il raggiungimento di un obiettivo comune”, ha dichiarato.
immediato.net
Il decreto della sindaca Episcopo individua quattro dei cinque componenti chiamati a valutare le candidature. Manca ancora il magistrato di sorveglianza, che sarà indicato dall’ufficio competente. Al termine dell’istruttoria sarà formulata una terna da sottoporre al Consiglio comunale. Prende forma a Foggia il percorso per la nomina del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale. Con un decreto firmato il 25 agosto, la sindaca Maria Aida Episcopo ha costituito la Commissione tecnica incaricata di esaminare e valutare le candidature presentate nell’ambito dell’avviso pubblico. La figura del Garante era stata istituita attraverso il regolamento approvato dal Consiglio comunale il 3 dicembre 2025. Successivamente Palazzo di Città aveva pubblicato l’avviso per raccogliere le candidature, con termine ultimo fissato al 26 luglio scorso.
- Lecco. Uno Sportello per il lavoro dentro il carcere di Pescarenico
- Lucca. Tossicodipendenti fuori dal carcere: “Riforma importante. Ora però strutture e coraggio”
- Bologna. Street art e riscatto: un ponte di colore tra carcere e città
- All’ombra del nuovo disordine mondiale, ruolo e storia del pensiero criminologico
- Sara Bennett, vita e sogni di donne dietro e oltre le sbarre









