di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 1 dicembre 2025
Il report di Radicali italiani e Nessuno Tocchi Caino evidenzia i numeri drammatici dopo l’introduzione del decreto Caivano: dai 392 reclusi del 2022 ai 586 del 2025, più dell’80 per cento sono in attesa di giudizio, nove istituti su 17 risultano oltre la capienza. Diciassette istituti penali per minorenni sparsi per l’Italia. Dentro, ragazzi di appena 14 anni che dormono con i materassi a terra, celle pensate per due persone che ne ospitano cinque, cavi elettrici pericolosamente esposti. E un dato che dovrebbe far riflettere chiunque: oltre il 60% di chi esce da questi luoghi torna a delinquere. Non è un sistema che riabilita. È una fabbrica di recidiva, come la definisce senza mezzi termini il report presentato la scorsa settimana alla Camera da Radicali Italiani e Nessuno Tocchi Caino, insieme al deputato Fabrizio Benzoni di Azione.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 1 dicembre 2025
“Li sedano per calmarli”. I minori detenuti negli Istituti Penali per Minorenni (Ipm) si trovano in molti casi a vivere una doppia reclusione, fisica e psichica. Il rapporto “Bambini dietro le sbarre: la fabbrica di recidiva sul sistema italiano degli Istituti Penali per minorenni”, redatto da Radicali italiani in collaborazione con Nessuno tocchi Caino, delinea un quadro della detenzione minorile gettando luce sul crescente disagio psichico dei ragazzi ristretti e sull’aumento dell’uso degli psicofarmaci.
di Simona Musco
Il Dubbio, 1 dicembre 2025
Il caso dei bambini nel bosco ha risvegliato l’attenzione pubblica sul benessere dei minori. Ma non tutti i minori sono uguali: quando si tratta di quelli negli istituti di pena, ad esempio, che rimangono impigliati nelle maglie della giustizia - per un errore o per difficoltà personali - questa attenzione sembra svanire. Eppure, questo vuol dire rinunciare a quei ragazzi forse per sempre. “Le carceri minorili oggi sono luoghi che non hanno alcuna speranza di recuperare nessuno”, dice al Dubbio Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell’associazione Antigone, da trent’anni impegnata nella promozione dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario. E la giustizia minorile, dice, è al tracollo: sovraffollamento, mancanza di attività, ragazzi imbottiti di psicofarmaci e un sistema che ha perso rapidamente la sua vocazione educativa. Un cambiamento culturale e politico che, secondo Marietti, sta trasformando i minori da soggetti da proteggere a nuovi “nemici” da punire, cancellando il principio del superiore interesse del minore.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 1 dicembre 2025
“Onorevole Presidente, onorevole Ministro, onorevoli colleghi… con tutto il da fare che ho avuto non ho trascurato di occuparmi dell’istituto Gaetano Filangieri di Napoli e dei ragazzi che spesso, a causa di carenze sociali, hanno dovuto deviare dalla retta via; e nei prossimi mesi intendo dedicare a loro più tempo di prima. E su questo vorrei soffermarmi. Si tratta di migliaia di giovani e del loro futuro, ed è essenziale che un’Assemblea come il Senato prenda a cuore la riparazione delle carenze dannose, posso dire catastrofiche, che da secoli coinvolgono quasi l’intero territorio dal Sud al Nord dell’Italia. Sono convinto che se si opera con energia, amore e fiducia in questi ragazzi, molto si può ottenere da loro. Ne ho pensate, di cose, nei mesi scorsi, e c’è da fare, si può fare, ne sono certo”.
Il Dubbio, 1 dicembre 2025
Un estratto del libro “Vite minori. Storie vere di ragazzi dietro le sbarre” di Raffaella Di Rosa (ed. Il Millimetro) Capitolo IX - Il ragazzo che legge Dumas. “Devo essere spontaneo e dirti quello che direi io o devo rispettare i canoni del carcere?”. Daniele fa questa domanda, ma si capisce subito che dirà solo quello che vuole. Ha 19 anni, indossa una tuta rossa e le ciabatte con i calzini, quasi una divisa d’ordinanza dietro le sbarre. Ha i capelli biondi a caschetto che cadono un po’ sugli occhi. Due occhi azzurri di ghiaccio, velati di tristezza, una tristezza che Daniele non ha nessuna intenzione di trasmettere con le parole.
di Antonella Frontani
Corriere di Torino, 1 dicembre 2025
Marco Viglino è il presidente del Tribunale di Sorveglianza, istituzione preposta alla vigilanza sull’esecuzione della pena che ha competenza su questioni come la concessione o la revoca delle misure alternative alla detenzione (affidamento in prova, detenzione domiciliare, semilibertà), l’applicazione di misure di sicurezza, la riabilitazione e la gestione dei reclami dei detenuti. Un ruolo che presuppone un’attenta applicazione della norma e un’implicazione umana, tenuto conto che ha facoltà di ridurre o concedere uno dei principali diritti umani: la libertà.
Il Fatto Quotidiano, 1 dicembre 2025
Il padre: “Non lasciatelo morire”. Il ragazzino è in carcere minorile con l’accusa di abusi sessuali ai danni di una giovane di Sulmona. L’avvocato ha chiesto già da 20 giorni e già per tre volte il trasferimento del suo cliente. “Non lasciatelo morire dietro quelle sbarre”. A parlare è il padre del 14enne arrestato un mese fa con l’accusa di aver ricattato per mesi e violentato una ragazzina di Sulmona appena 12enne.
di Andrea D’Aurelio
Il Centro, 1 dicembre 2025
Il ragazzo, in carcere a Roma, è oggetto di post d’odio. Chiesto il suo trasferimento. La Garante Scalera: “La reclusione non può diventare disumanità”. “Adesso ha incontrato i più forti, finalmente qualcuno che gli insegna il rispetto e soprattutto che cos’è un bullo. Non ti vergogni a difenderlo?”. È uno dei numerosi commenti apparsi sui social all’indomani della denuncia presentata dal padre del 14enne accusato di violenza sessuale nei confronti di una dodicenne, torturato e derubato nel carcere minorile di Roma.
Palermo. Pagliarelli e Ucciardone non trovano “locali idonei”, niente incontri intimi per i detenuti
di Antonio Giordano
La Sicilia, 1 dicembre 2025
I due Istituti di pena cittadini hanno avviato le procedure per le camere dell’affetto, ma sovraffollamento e vincoli strutturali ne impediscono al momento l’istituzione. Non c’è spazio nelle carceri palermitane per i colloqui intimi per i detenuti, almeno per il momento. A comunicarlo sono i direttori dell’Ucciardone e di Pagliarelli in due note ufficiali di risposta al garante per i diritti dei detenuti di Palermo Pino Apprendi, che aveva chiesto chiarimenti sulla creazione di stanze in cui le persone in carcere potessero incontrare i propri partner senza sorveglianza a vista da parte della polizia penitenziaria. I due istituti di pena precisano di avere già attivato le procedure per trovare le stanze idonee.
di Andrea Bucci
La Stampa, 1 dicembre 2025
Presidio davanti al Cpr in corso Brunelleschi per chiedere la liberazione dell’imam di via Saluzzo e contestare i Centri di permanenza per i rimpatri. Due manifestazioni si sono svolte per esprimere solidarietà e chiedere la liberazione di Shanin, l’imam trattenuto da giorni al Cpr di Caltanissetta. La prima, più rumorosa, ha visto un centinaio di esponenti della galassia antagonista - tra cui “Torino per Gaza”, “Progetto Palestina” e “Corso Gabrio” - manifestare davanti al Cpr di corso Brunelleschi. Qui i partecipanti hanno urlato la loro solidarietà a Shanin e a tutte le persone trattenute nei centri di permanenza in tutta Italia.
- Alessandria. “Idee in Fuga” ospite a “Che tempo che fa”: l’esperienza che cambia la vita
- Roma. Il collasso delle carceri italiane: domani la presentazione del libro di Alemanno e Falbo
- Parma. Una parrocchia incontra il mondo del carcere
- Napoli. Emozioni oltre le sbarre con “I figli degli altri”: matrioske contro la rabbia
- “Tgr Giubileo - Cammini di Speranza”: oggi una puntata dedicata al Giubileo dei Detenuti










