di Cristina Antonutti
Il Gazzettino, 13 agosto 2026
La calura esalta l’odore che impregna le celle del vecchio castello di Pordenone. Tutto è appiccicoso, l’aria diventa asfissiante e a poco giovano i modesti giri di corrente creati aprendo le finestre. La struttura è attrezzata per 39 detenuti, con una tolleranza di 44 presenze. Ieri ce n’erano 58, volti madidi di sudore, spossati dal grande caldo. Oltre all’ondata di calore, i dodici arresti degli ultimi giorni hanno creato una situazione di grave disagio in una struttura priva di impianti di raffrescamento e frigoriferi nelle celle. Nella cella numero 5, al pianoterra, la sezione di “prima accoglienza”, hanno dovuto mettere un materasso a terra.
di Luigi Benelli
Corriere Adriatico, 13 agosto 2026
“Uno dei peggiori mai visti. I ventilatori a nostre spese”. Un giro di chiave e siamo dentro alla sezione del carcere di Pesaro dedicata ai detenuti protetti. Qui c’è chi ha commesso reati legati alla violenza di genere, i sex offender. E chi per altre tipologie di reati non può stare a regime di porte aperte, a contatto con altri detenuti comuni. Il corridoio è lungo, il caldo estivo amplifica gli odori. C’è chi dorme, chi fuma e chi cerca un contatto col nostro gruppo, una delegazione delle Camere penali di Pesaro e cittadini comuni.
di Mario Ferrari
La Nazione, 13 agosto 2026
Il sopralluogo del Consigliere regionale Federico Eligi alla Casa di reclusione “Struttura di qualità, ma rischia il sovraffollamento a causa di Sollicciano”. “Il sindaco deve nominare al più presto un Garante per le persone detenute, in modo da facilitare le relazioni tra carcere e Regione”. È l’appello che arriva dal consigliere regionale di Casa Riformista e vicepresidente della commissione Sanità, Federico Eligi, dopo aver varcato le soglie della casa di reclusione di Massa. Eligi, che sta portando avanti un giro delle carceri regionali, ha effettuato un sopralluogo in provincia per valutare lo stato della struttura e la condizione dei detenuti.
Corriere del Trentino, 13 agosto 2026
“Percorsi di formazione di qualità per mediatori”. In campo la facoltà di Giurisprudenza. Il presidente Kompatscher: “Passo avanti per una giustizia moderna”. Creare una cornice stabile per sviluppare iniziative congiunte di formazione, ricerca, innovazione organizzativa e supporto tecnico-scientifico in materia di giustizia riparativa. È questo l’obiettivo dell’accordo di collaborazione quadriennale approvato dalla giunta regionale, su proposta del presidente Arno Kompatscher, con la facoltà di Giurisprudenza dell’università di Trento.
lapresse.it, 13 agosto 2026
“Il carcere di Punta Aderci deve essere un esempio da seguire”, ha evidenziato Nardella del sindacato di polizia Cnpp-Spp. “C’è aria nuova in contrada Torre Sinello. Un’aria che sa di bello e di desiderio di rivalsa”. Con queste parole il segretario nazionale del Confederazione nazionale polizia penitenziaria - Sindacato polizia penitenziaria (Cnpp-Spp), Mauro Nardella, ha commentato l’avvio del nuovo progetto promosso nella casa lavoro di Vasto (Chieti). All’ingresso della struttura è stato infatti posizionato un cartello che segnala la presenza di una colonia felina protetta, nata dalla collaborazione tra la direzione dell’istituto penitenziario e l’assessorato del Comune di Vasto. L’iniziativa, gestita in condivisione tra il personale di polizia penitenziaria, la componente detenuta e il supporto di una volontaria, mira a creare un clima di benessere all’interno dell’istituto.
notiziecarpi.it, 13 agosto 2026
Il Coordinamento delle realtà che operano nella Casa Circondariale Sant’Anna nasce dalla convinzione che il carcere sia una responsabilità dell’intera comunità. Associazioni, cooperative ed enti mettono in rete competenze, esperienze e risorse per costruire una presenza condivisa, capace di dialogare con le istituzioni e di promuovere dignità, inclusione e percorsi concreti di reinserimento. Di seguito presentiamo alcune delle realtà che fanno parte di questa rete.
di Alberto Iannuzzi
Il Fatto Quotidiano, 13 agosto 2026
La detenzione nei Cpr è davvero necessaria o la privazione della libertà del migrante è diventata un costo accettato? Un altro ragazzo morto. Un’altra vita spezzata dentro un Centro di permanenza per il rimpatrio. Un’altra morte che, secondo le prime informazioni, potrebbe essere avvenuta per suicidio. E ancora una volta disordini, incendi, proteste. Se le notizie saranno confermate, quella di Palazzo San Gervasio sarebbe la terza vittima. Non siamo più davanti a episodi isolati, ma a un sistema che mostra il suo fallimento. Perché quando una persona privata della libertà si toglie la vita in una struttura dello Stato, la domanda non è solo cosa sia accaduto nelle ultime ore, ma come si è potuti arrivare fin qui.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 13 agosto 2026
L’Ue è in subbuglio. La crisi di Ceuta - il 30 e 31 luglio scorsi circa 70mila marocchini si sono riversati nell’exclave spagnola sulla costa africana - ha riaperto il tema sulla gestione delle migrazioni nella maniera più esplosiva possibile, creando una frattura tra i Paesi membri dell’Unione, che va via via allargandosi col passare dei giorni. Soprattutto in vista della possibile mobilitazione di migranti verso Ceuta, prevista per il 15 agosto. In occasione dell’incidente di fine luglio numerosi migranti hanno riferito di essere stati spinti verso Ceuta da video e messaggi su Tik Tok, Instagram e altri social come Telegram e WhatsApp.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 13 agosto 2026
Palazzo Chigi non vuole arretrare né alzare la tensione. Tajani replica all’omologo spagnolo: “Siete voi ad avere problemi elettorali”. Braccio di ferro con la Germania? Per carità! “Non c’è nessun braccio di ferro con Berlino e neppure con la Spagna”. Anzi con il governo tedesco è in corso “una discussione serena e proficua”. Lo assicura il ministro dell’Interno Piantedosi, intervistato ieri in tv alla vigilia dell’audizione di stamattina di fronte al Comitato Schengen, nella quale illustrerà la posizione del governo sulla sospensione del trattato. Non è il primo governante a spargere miele. Il ministro degli Esteri Tajani aveva provveduto già di buon mattino, da Sant’Anna di Stazzema: “Non credo che ci siano problemi sul rientro dei dublinanti dalla Germania. C’è la questione delle navi Ong con bandiera tedesca che hanno fatto sbarcare in Italia. Si troverà un equilibrio”.
di Maurizio Morganti*
imgpress.it, 13 agosto 2026
Il sovraffollamento delle carceri, che intorno a Ferragosto sale più o meno ritualmente nella gerarchia delle notizie, non è una patologia del sistema ma la spia di un collasso. E se l’Italia, storicamente, pare tenerci a primeggiare in questo ambito disonorevole, la piaga è transnazionale, come dimostrano i dati contenuti in alcuni tra i rapporti più recenti. Secondo Space 2025 del Consiglio d’Europa,14 sistemi penitenziari europei hanno più detenuti che posti disponibili e nove sono in condizioni di grave sovraffollamento. Eurostat registra la crescita regolare della popolazione detenuta: 10% in più dal 2020 nei Paesi dell’Unione. Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT) continua a indicare nel sovraffollamento il problema strutturale più grave, mentre il Global Prison Trends 2026 di Penal Reform International descrive una crisi globale caratterizzata dal ricorso eccessivo alla detenzione anche per reati minori, dall’abuso della custodia cautelare e dall’allungamento delle pene.
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