di Irene Famà
La Stampa, 13 ottobre 2026
Previste in commissione le audizioni del ministro della Giustizia e dei vertici del Dap. La presidente Colosimo: “Sulle stragi del 1992 presenteremo la relazione entro Natale”. Benefici, salvacondotti e licenze di necessità diventano opportunità per i boss detenuti in regime di carcere duro. Occasioni per ricostituire i clan e continuare ad esercitare il potere. Lo svela un’inchiesta de La Stampa e ora a più voci si chiedono chiarimenti. Il Partito democratico vuole che il Guardasigilli Carlo Nordio riferisca in aula, Forza Italia chiamerà il ministro ed altri in commissione giustizia. Dal Ministero fanno sapere che, dopo aver seguito con attenzione l’inchiesta di questo giornale, la competenza sulla questione appartiene unicamente alla magistratura di sorveglianza, che può adottare una pronuncia favorevole anche in presenza di un parere negativo della Direzione nazionale antimafia.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 13 ottobre 2026
Deciso lo spostamento di 750 ergastolani al regime di carcere duro. La storia dei tanti permessi premio concessi dalla magistratura di Sorveglianza ai mafiosi, persino a quelli del 41bis il regime duro che dovrebbe recidere i contatti con l’esterno coglie di sorpresa i politici. E sono sinceramente sorpresi perché la mafia è scomparsa dai loro radar. È sorpresa persino la commissione parlamentare Antimafia, presieduta da Chiara Colosimo, fedelissima di Giorgia Meloni, dove si è dedicata grande energia a discutere e analizzare soprattutto quel che accadde tra Palermo e Roma nel lontano 1992 quando furono uccisi Falcone e Borsellino.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 13 ottobre 2026
Nel caso concreto la Cassazione ha dato rilevanza all’uso continuo di cannabinoidi da parte del condannato che riconosciuto in stato di tossicodipendenza si recava al Serd dai domiciliari ma continuava a fumare. Il fondamentale presupposto della liberazione anticipata è quello di favorire e accelerare il reinserimento del condannato, che sia privato o limitato in termini di libertà personale, in base al parametro dell’andamento del suo percorso di rieducazione. Per tali motivi la Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 35827/2026 - ha rigettato il ricorso del condannato contro la revoca del beneficio subita per l’accertato mantenimento dell’uso costante di cannabinoidi.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 13 ottobre 2026
“Per me la soluzione sarebbe buttarlo giù e rifarlo”. La sindaca Sara Funaro, intervistata a “Primo piano” su Rtv38 torna sulla questione Sollicciano. “Io ho vissuto una piccolissima parte della mia vita anche all’estero, in Brasile - aggiunge - che non è famoso per avere delle carceri all’avanguardia e ho avuto la possibilità di visitare alcune strutture penitenziarie: il carcere di Sollicciano è peggio”. Secondo Funaro si è giunti a “una condizione di disumanità che è totale, perché te non puoi avere un carcere dove hai l’acqua dentro le celle, dove ti passano le blatte, dove ci sono tutta una serie di problematiche”, che peggiorano la vita sia dei detenuti che dei lavoratori.
di Daniele Montanari
Gazzetta di Modena, 13 ottobre 2026
Accolta la richiesta della famiglia di Fabio Romagnoli: niente archiviazione. Il giudice ha rigettato per la seconda volta la richiesta di archiviazione sul caso della morte di Fabio Romagnoli, il 41enne trovato morto il 20 febbraio 2023 nella sua cella al Sant’Anna. La famiglia, assistita dagli avvocati Luca Sebastiani e Stefania Pettinacci, di Bologna, lo scorso 30 settembre si era opposta per la seconda volta alla chiusura del caso, convinta che si sia trattato di un suicidio che si poteva evitare. E l’opposizione è stata accolta dal giudice, che ha rimandato gli atti al pm disponendo, come richiesto, altri sei mesi di indagini per scandagliare in modo ancora più approfondito l’accaduto e capire se ci sono state responsabilità.
di Sarah Crespi
prealpina.it, 13 ottobre 2026
Sei agenti indagati dopo l’aggressione di un detenuto messicano: lesioni aggravate, false dichiarazioni e sospetti di depistaggio nell’incidente dell’8 febbraio. Nel caos che regna in carcere si aggiunge una nuova grana: ci sono sei agenti della polizia penitenziaria indagati, due per lesioni personali aggravate cagionate a un detenuto. Gli altri quattro, a vario titolo, sono accusati di falso ideologico e frode processuale. I fatti contestati sarebbero accaduti lo scorso 8 febbraio in prima sezione e li ha denunciati solo oltre un mese la vittima delle percosse, un messicano ventottenne che ora è recluso a Varese. L’inchiesta è condotta dal pubblico ministero Giulia Grillo, le dichiarazioni del ragazzo verranno cristallizzate in incidente probatorio davanti al gip Francesca Roncarolo.
di Paolo Gallerani
difesapopolo.it, 13 ottobre 2026
Inaugurata il 27 settembre la sala fitness per gli ospiti: dal 1965 la struttura accoglie ex detenuti e persone in misura alternativa. Una palestra fitness con attrezzi quali bilancieri, manubri, panche, tapis roulant, cyclette e altro può c’entrare con chi è uscito dal carcere o chi ha ancora un piede dentro? “C’entra, eccome”, asserisce padre David Spencer, che tradisce con il suo accento l’origine nordamericana. Il religioso è direttore dell’Oasi Padova (o Oasi della Mercede), ed è qui che è stata realizzata la nuova palestra voluta da lui stesso, inaugurata il 27 settembre durante la celebrazione della Madonna della Mercede.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 13 ottobre 2026
Un racconto scritto in cella può diventare un’opportunità di lavoro per un’altra persona detenuta. È il cuore del Premio Carlo Castelli, che il 9 ottobre ha celebrato la sua XIX edizione nella casa di reclusione “Pasquale De Santis” di Porto Azzurro, all’isola d’Elba. Promosso dalla Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv attraverso il Settore Carcere e Devianza, il concorso offre alle persone recluse, anche negli istituti penali per minorenni, uno spazio per raccontarsi, rileggere la propria vita e immaginare un futuro diverso.
di Rosanna Scardi
Corriere della Sera, 13 ottobre 2026
La storia del pastore sardo in carcere ingiustamente per 33 anni. Nel film diretto da Francesco Piras, l’attore pugliese interpreta l’avvocato Mauro Trogu che lottò per la revisione del processo a Beniamino Zuncheddu, assolto dopo 33 anni di ingiusta detenzione. Esordio da record. “Zustìssia”, il film con protagonisti Fabrizio Ferracane e Michele Riondino e la regia di Francesco Piras, alla sua opera prima, uscito l’8 ottobre in Sardegna, è stato accolto con entusiasmo dal pubblico. La pellicola ha incassato oltre 77 mila euro nei primi quattro giorni di preuscita in Sardegna, in soli dodici cinema, ottenendo 6.476 euro, la media cinema per sala cinematografica, la più alta del box office.
di Cristiana Allievi
Corriere della Sera, 13 ottobre 2026
Yann Samuell, regista di “Santiago, un cammino per ricominciare”, racconta un’avventura lunga 2mila chilometri fatta di dolore e redenzione. “Invece di stare in carcere, ai ragazzi viene data la possibilità di mettersi in viaggio, per fare ordine dentro di sé”, dice. Anche gli adulti che li accompagnano crescono, “abbiamo tutti una parte di noi da curare”. Le sue mani sono grandi e porta vistosi anelli d’argento e pietre dure sull’indice e sull’anulare. Siamo a Parigi, dopo la visione in anteprima di Santiago, un cammino per ricominciare, il dodicesimo film del regista e sceneggiatore Yann Samuell. Un film in cui non si vedono facce note hollywoodiane, ma si resta incantati dai paesaggi e dalla storia che racconta.
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