di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 13 luglio 2026
Il Garante Antonio Ianniello: “Siamo alla neutralizzazione dei detenuti e con pochi percorsi riabilitativi”. I volontari di Avoc Bologna: “Siamo ammortizzatori sociali”. “Siamo in una situazione nella quale, purtroppo, non c’è corrispondenza, e ce n’è sempre meno, tra quanto succede all’interno del carcere e quanto scritto al comma tre dell’articolo 27 della Costituzione: trattamenti prossimi a essere definiti contrari al senso di umanità e percorsi di rieducazione per pochissime persone”. E numeri “non sostenibili”, a Bologna come nel resto del Paese, quasi gli stessi che nel 2013 portarono la Corte europea dei diritti dell’uomo a condannare l’Italia per lo stato delle sue carceri e di chi vi era recluso. Sono parole amare quelle del Garante per i diritti delle persone private della libertà personale di Bologna, Antonio Ianniello, parole che raccontano ciò che quotidianamente si vive alla Dozza (e non solo) e che anticipano in parte la sua relazione in discussione a fine mese.
di Laura Martellini
Corriere della Sera, 13 luglio 2026
Oltre 330 persone parteciperanno all’iniziativa di “Alleanza per l’articolo 27”, nata a Roma per riunire associazioni impegnate sui temi della giustizia. Nel Lazio i cancelli di apriranno a Regina Coeli, Rebibbia femminile, Civitavecchia. Le carceri martedì 14 luglio apriranno i cancelli alla società civile, e ci saranno anche nomi noti a gettare lo sguardo oltre le sbarre: da Alessandro Bergonzoni a Daria Bignardi, da Ascanio Celestini a Marco Damilano e Davide Dileo Boosta tastierista e compositore cofondatore dei Subsonica., a Luigi Piana, a Aurelio Picca, alla storica e autrice di programmi Rai Vanessa Roghi, all’attore Pietro Sermonti. Oltre 330 persone parteciperanno all’iniziativa lanciata da “Alleanza per l’articolo 27”, nata a Roma il 6 febbraio scorso per riunire associazioni impegnate sui temi della giustizia, dell’esecuzione penale e dei diritti delle persone private della libertà.
di Marco Olivieri
tempostretto.it, 13 luglio 2026
I Radicali di Messina commentano le violenze a Gazzi tra “carenze strutturali e disagi al limite dell’umano”. Il carcere rimane il grande rimosso della società. “I fatti accaduti in questi giorni nel carcere di Messina non possono essere considerati prescindendo dalla sofferenza sistemica di chi vive dentro. La sofferenza psichica diffusa, sommata alle varie carenze e inverosimili insufficienze strutturali, rende la vita al limite dell’umano. Le condizioni carcerarie, più volte denunciate dall’attività dell’associazione Nessuno tocchi Caino, avrebbero dovuto obbligare i vari governi a intervenire con coraggio e tempestività. Nulla è stato fatto. Nulla si fa. Restituire umanità e dignità è un compito che riguarda tutti. Per questo auspichiamo che da Messina e dalla sua comunità partano segnali positivi e forti a cominciare dal Consiglio comunale”. Così i Radicali di Messina, con Saro Visicaro.
di Enrico Fresu
L’Unione Sarda, 13 luglio 2026
Organico al 50% con oltre 700 detenuti, il servizio era garantito dalle prestazioni aggiuntive ma i professionisti non le garantiscono più: lettera del direttore di presidio alla Asl. Sono pochi - metà del previsto - e finora hanno coperto i turni facendo una raffica di straordinari. Che, però, non vengono pagati da gennaio (quando va bene). Gli infermieri che prestano servizio all’interno del carcere di Uta hanno deciso di fermarsi per protesta: o entro domani si trova una soluzione alla vertenza legata alle loro prestazioni aggiuntive oppure si atterranno al loro orario di lavoro, lasciando - di fatto - centinaia di detenuti senza assistenza sanitaria.
di Barbara Zanetti
La Prealpina, 13 luglio 2026
Delegazione in visita il 14 luglio alla casa circondariale: dati e testimonianze per denunciare il sovraffollamento. Torna sotto i riflettori della cronaca il carcere dei Miogni, dove nei giorni scorsi i detenuti si sono fatti sentire, con la cosiddetta “battitura” per denunciare le condizioni di vita all’interno della vecchia struttura e gridando “Abbiamo bisogno diaria”. Anche la città di Varese sarà in prima linea nella mobilitazione nazionale promossa dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione: appuntamento domani, 14 luglio. Una delegazione locale visiterà la casa circondariale, unendosi a un’iniziativa che vedrà contemporaneamente coinvolti 35 istituti penitenziari in 30 città italiane, con oltre 330 partecipanti in tutto il Paese.
modenatoday.it, 13 luglio 2026
L’iniziativa di MondoDonna porterà sportelli antiviolenza, percorsi laboratoriali e opportunità di tirocinio all’interno di quattro istituti penitenziari della regione. MondoDonna si è aggiudicata la vittoria del bando per l’innovazione sociale Act (Aspirare, Coinvolgere, Trasformare) promosso da Fondazione Unipolis. L’associazione ha ottenuto un contributo di oltre 149.000 euro per sostenere il Progetto Albe, un’iniziativa che prevede la presa in carico e il supporto di donne con vissuti di violenza attualmente in stato di detenzione all’interno delle Case Circondariali femminili. Il progetto sarà realizzato in stretta collaborazione con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria dell’Emilia-Romagna, coinvolgendo attivamente quattro strutture sul territorio.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 13 luglio 2026
Oltre diecimila persone hanno aderito spontaneamente alla raccolta di firme per assegnarle il vitalizio previsto dalla “Legge Bacchelli”. Ma gira voce che la commissione potrebbe non concederglielo. Sono 10.647 le persone che hanno aderito finora alla raccolta firme per assegnare il vitalizio Bacchelli a Lea Melandri. L’iniziativa spontanea per candidare la storica femminista tra i beneficiari della legge che nel 1985 ha istituito “un fondo per gli interventi a favore di cittadini illustri in stato di particolare necessità” era partita poco più di un mese fa. I requisiti previsti sono tre: lo stato di particolare necessità, appunto; l’assenza di condanne penali irrevocabili; il riconoscimento della chiara fama nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’economia, del lavoro, dello sport. Melandri li ha tutti. E lo spiega il comitato promotore che ha lanciato la raccolta di firme online “Dire grazie a Lea”.
di Luciano Siviglia
Il Domani, 13 luglio 2026
Le centinaia di braccianti saranno trasferite in alcune palazzine, ma l’obiettivo è la creazione di una “Fattoria solidale” dove le persone oltre ad abitare potranno anche lavorare. La tendopoli di San Ferdinando chiuderà entro la fine dell’estate. Dopo sedici anni. Non si tratta di un’evacuazione, ma di una chiusura programmata, finanziata, con un progetto a valle. Ad annunciarne lo smantellamento è il sindaco del comune che la ospita, Gianluca Gaetano. Il campo, nato nel 2010 sull’onda delle rivolte di Rosarno, è diventato nel tempo una delle immagini simbolo del fallimento delle politiche migratorie italiane: un insediamento temporaneo che non è mai diventato altro. Abitato ogni inverno da cinquecento lavoratori agricoli impegnati nella raccolta delle arance, che scendono a meno di duecento nei mesi estivi. Nessuna donna, nessun bambino. Solo uomini, quasi tutti con permesso di soggiorno regolare, contratto di lavoro e carta d’identità. Sentirsi persone e non solo braccia: a Rosarno la casa che restituisce dignità Fondi senza produrre nulla “Le risorse che abbiamo ricevuto in questi anni”, dice il sindaco, “sono state usate per mantenere in vita il campo, non per superarlo”. È una critica al sistema che viene dall’interno del sistema stesso.
di Francesco Palmieri
Il Foglio, 13 luglio 2026
“Oggi la normalizzazione della cocaina è il pericolo più grande”, dice lo psicopedagogista. È un consumo “che non fa rumore e si mimetizza nella socialità”, con esiti talvolta tragici ma che il più delle volte non finiscono sui giornali né sono rilevati dalle statistiche. “Oggi la normalizzazione della cocaina è il pericolo più grande”, dice lo psicopedagogista Vincenzo Bove, classe 1956, gran parte della vita dedicata al lavoro sulle dipendenze in una periferia meridionale - Cava dei Tirreni, provincia di Salerno - da dove l’osservazione spazia su un problema nazionale. Bove ha appena raccolto in un sottile volume che s’intitola “Restare” (Il quaderno edizioni), trasposto anche in un recital teatrale, nove storie esemplari tratte da una vasta esperienza avviata sin dagli anni Novanta al Sert di Eboli e poi travasata nell’attività privata. Conversando, ripensi a certe morti improvvise di conoscenti ancora giovani in qualche weekend a Ibiza o su una spiaggia greca, e riconnetti fatalità assegnate alla cattiva sorte a una causa che non avevi calcolato, camuffata nell’ordinarietà di vite da professionisti, da commercianti e padri di famiglia.
ilpost.it, 13 luglio 2026
Nove quest’anno, 19 nel 2025, in controtendenza rispetto al resto degli Stati Uniti: c’entra il governatore Ron DeSantis. Negli Stati Uniti sempre meno stati eseguono condanne a morte: 23 su 50 hanno abolito la pena di morte, 4 l’hanno sospesa con moratorie decise con un atto governativo, e la maggior parte di quelli che ancora la prevedono ne esegue sempre meno. Poi c’è la Florida. In Florida le esecuzioni sono state 9 solo quest’anno, e 19 nel 2025: allora si superò ampiamente il record storico di 11 risalente al 1936, e la Florida fu responsabile del 40 per cento di tutte le esecuzioni di condanne a morte negli Stati Uniti. Quest’anno ha ucciso più detenuti che tutti gli altri stati messi insieme. È una scelta politica in totale controtendenza rispetto al resto degli Stati Uniti, portata avanti negli ultimi due anni dal governatore Repubblicano della Florida, Ron DeSantis.
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