di Errico Novi
Il Dubbio, 3 dicembre 2025
A partire da Palamara, che ha presieduto il sindacato delle toghe fra il 2008 e il 2012, i numeri uno dell’associazione sono stati in nettissima maggioranza pubblici ministeri: 7 su 9. È un’assurdità, un evidente paradosso se si considera che gli inquirenti costituiscono sì e no il 20% dei magistrati. Qualcosa in meno e non in più. Ti aspetteresti di vedere al vertice dell’associazionismo giudiziario, in netta prevalenza, giudici. Magari giudici civili, la sottocategoria nettamente più rappresentata. E invece no. Di magistrati giudicanti, negli ultimi 13 anni, se ne sono visti solo due, alla guida del sindacato.
di Francesco Petrelli*
Il Foglio, 3 dicembre 2025
Sapere quante richieste di custodia cautelare presentate dai pm vengono accolte dai giudici non serve a puntare il dito contro alcuno. Ma a consentire ai cittadini di capire come funziona davvero la giustizia. Senza dati il dibattito scivola su percezioni, slogan ed emotività. In risposta all’articolo pubblicato il 30 novembre sul “Fatto Quotidiano”, che descrive la nostra richiesta di dati sulle misure cautelari come una “ossessione” e una “spasmodica ricerca di numeri”, desidero condividere alcune riflessioni che ritengo necessarie, non per alimentare polemiche ma per rispetto di chi sarà chiamato ad assumere una decisione che inciderà profondamente sull’assetto della giustizia.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 3 dicembre 2025
Al Senato le audizioni sul testo “congelato” dopo il via libera della Camera: i pareri dei penalisti e dell’Anm. Si parte da un punto di vista comune: superare l’attuale definizione di violenza sessuale, tuttora ancorata a un’idea di forza invincibile, è un obiettivo indispensabile, oltre che condivisibile. Ma come riscrivere il codice penale senza rinunciare a tutele e garanzie processuali? Questa volta avvocatura e magistratura si trovano dalla stessa parte del tavolo nel sollecitare la politica a introdurre dei correttivi. Magari con alcuni dei ritocchi proposti ieri nel corso delle audizioni svolte in commissione Giustizia al Senato. Un ciclo breve, diviso in due giorni, voluto dal centrodestra per riformulare il ddl promosso con un accordo bipartisan tra Pd e Fratelli d’Italia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 dicembre 2025
Michele Ciminnisi non doveva morire. O meglio, non era lui l’obiettivo. Era il 29 settembre 1981, un martedì qualunque a San Giovanni Gemini, provincia di Agrigento. Michele se ne stava appoggiato al muro esterno del bar Reina, forse a godersi l’aria, forse in attesa di qualcuno. Non poteva sapere che di lì a poco si sarebbe scatenato l’inferno. Dentro quel bar c’era “Gigino” Pizzuto, un boss di peso, uno che sedeva nella commissione regionale di Cosa Nostra ma che aveva il difetto di appartenere alla fazione sbagliata, quella di Bontate.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 3 dicembre 2025
La Cassazione con la decisione precisa sia la possibile sospensione del processo con conseguente estinzione del reato ex articolo 624 bis del Cp sia la sussistenza dell’interesse ad agire contro la condanna a pena sostitutiva di Lpu. Con la sentenza n. 38670/2025 la Cassazione penale ha affermato che il furto in abitazione o con strappo previsto con l’inserimento dell’articolo 624 bis del Codice penale rientra tra i reati per i quali è ammessa la procedura di sospensione del processo per messa alla prova in base al combinato disposto degli articoli 168 bis del Codice penale e 550, comma 2, del Codice di procedura penale. La decisione afferma la sussistenza dell’interesse a ricorrere in capo all’imputato sottoposto a giudizio con citazione diretta del Pm anche se condannato con pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità.
di Francesco Oliva
corrieresalentino.it, 3 dicembre 2025
Detenuto muore nel sonno nel carcere di Lecce nella notte tra domenica e lunedì. La vittima si chiama Luciano Romano, 36enne residente nel capoluogo salentino, arrestato soltanto pochi giorni fa per questioni di droga. Sono stati gli altri due compagni di cella - uno di Lecce, l’altro di Cerignola (Foggia) - a compiere la triste scoperta, all’alba di lunedì, quando hanno ritrovato il corpo di Romano privo di vita riverso nel letto. La richiesta di soccorso è stata tempestiva così come l’intervento del personale del 118. I soccorritori hanno manovrato, tentato il massaggio cardiaco ma non hanno nemmeno accennato a una corsa disperata in ospedale.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 3 dicembre 2025
Mille ore di lezione in un decennio per il Polo penitenziario universitario dell’ateneo milanese è il più grande in Italia e tra i più grandi in Europa. La rettrice Marina Brambilla: “Ci ha regalato un primato nazionale che ci rende davvero orgogliosi: realizza un dettato costituzionale, insegna e dà consistenza ad una solidarietà giusta e necessaria, forma e allena alla coesione sociale nella pratica dell’insegnamento e dell’amicizia, nutrendo una delle identità più importanti di questa università”. All’interno del progetto è nato anche il primo Osservatorio sul diritto allo studio in carcere italiano.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 3 dicembre 2025
Da semplice (ma non ordinario) accessorio a percorso di rinascita. La borsa, oggetto di culto per le donne, è diventata simbolo di memoria, autonomia e riscatto per un gruppo di donne detenute nel carcere di Milano-Bollate. È questo il senso di Unlimited Edition: The Bag, il progetto di formazione ideato dalla Fondazione Francesco Morelli per le detenute della sezione femminile della casa di reclusione, con la collaborazione dell’Istituto Europeo di Design e la partecipazione di Ethicarei e della Fondazione Severino. Obiettivo: utilizzare il design come strumento per sviluppare e sostenere la capacità di immaginare una trasformazione di sé.
di Olga Mugnaini
La Nazione, 3 dicembre 2025
Appuntamento il 14 dicembre (dalle 20) al Teatro del Maggio con l’Orchestra del Mare. Sono stati i detenuti a dare nuova vita al materiale recuperato dopo gli sbarchi. Si chiama l’Orchestra del Mare, forse per ricordare speranza e disperazione di quel carico di umanità che attraverso i barconi approda sulle nostre coste. Chi arriva stremato ma vivo; chi senza vita, arreso a quello stesso mare. I resti di quelle disgraziate imbarcazioni sono diventati qualcosa di più di fragili appigli a cui aggrapparsi nella furia delle onde. Sono diventati musica. Nelle mani di detenuti del carcere di Milano-Opera quei legni scrostati sono stati tagliati e levigati, curvati e rigenerati nella forma di strumenti musicali. E adesso suonano, come per restituire la voce all’intero popolo dei migranti.
di Gerolamo Fazzini
Avvenire, 3 dicembre 2025
Per l’Oxford Dictionary la parola dell’anno è “rage bait”, cioè pubblicare contenuti che catturano l’attenzione scatenando rabbia. Chissà come reagirebbe, se fosse viva, Simone Weil. Cosa direbbe la filosofa e mistica francese, che lasciò scritto “L’attenzione è la forma più rara e più preziosa della generosità”? La notizia è questa: l’Oxford Dictionary ha selezionato come parola dell’anno rage bait (“esca per la rabbia”), riferendosi al fenomeno per cui, pur di catturare l’attenzione di chi transita sul web, si utilizza un contenuto online deliberatamente progettato per suscitare rabbia o indignazione attraverso un atteggiamento provocatorio o offensivo, pubblicato per aumentare il traffico. Certo, ai tempi di Simone Weil non esisteva Internet e il mondo era radicalmente diverso dall’attuale. Tuttavia, le parole della mistica - scritte nel 1942 - non hanno perso il loro valore. Di più: suonano come una provocazione, in un mondo, quello virtuale, nel quale non solo si sgomita in ogni modo per conquistare l’attenzione, ma si titillano persino gli istinti più bassi pur di ottenere una reazione, un like in più.
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