di Irene Famà
La Stampa, 14 ottobre 2026
Il procuratore aggiunto di Catania: chi ha responsabilità non scarichi sugli altri. “Quando il carcere non funziona è lo Stato che non funziona”. Il magistrato Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto a Catania e una lunga carriera presso la Direzione distrettuale antimafia e di direzione al Dap, il mondo penitenziario lo conosce bene.
di Giuseppe Muolo
Avvenire, 14 ottobre 2026
Superare la logica della sola pena detentiva per costruire un modello strutturato di reinserimento nella comunità. E abbattere così i tassi di recidiva. È l’obiettivo del Piano del Ministero della Giustizia per l’inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a misura penale. I primi risultati del progetto, inquadrato nel programma nazionale inclusione e lotta alla povertà 2021-2027, sono stati presentati ieri mattina a Palazzo Madama in un convegno organizzato su iniziativa della senatrice della Lega Erika Stefani. Dei 280 milioni di fondi europei programmati, 260 (il 93%) sono stati impegnati. Risorse che nel complesso coinvolgono 2.919 detenuti e 800 minori e giovani adulti. Sessanta i progetti promossi in diciannove regioni.
di Pietro Menzani
Il Sole 24 Ore, 14 ottobre 2026
Si tratta del 93% dei 280,30 milioni programmati. L’obiettivo del ministero della Giustizia è superare la logica della pena detentiva come unica soluzione e abbattere i tassi di recidiva. Costruire un modello strutturato di reinserimento nella società superando la logica del carcere come unico orizzonte per rispondere alla criminalità. È l’obiettivo che si pone il progetto del ministero della Giustizia per promuovere l’inclusione socio-lavorativa dei detenuti, inquadrato nel Programma nazionale inclusione e lotta alla povertà 2021-2027. I risultati dei lavori sono stati presentati a Palazzo Madama nel corso dell’evento “Una Giustizia più inclusiva. Il nuovo modello italiano per l’esecuzione penale”: 260,14 milioni di euro dei 280,30 programmati (il 93% del totale) risultano oggi già impegnati.
di Antonio Bargone
Il Riformista, 14 ottobre 2026
A distanza di oltre mezzo anno dal voto referendario sulla riforma della giustizia, il panorama politico offre uno spettacolo sconcertante: il totale immobilismo. Il fronte del Sì, travolto dalla sconfitta, pare aver smobilitato ogni iniziativa rassegnandosi alla paralisi. Dall’altra parte, il fronte del No, che si era eretto a baluardo della Costituzione e del giusto processo promettendo proposte di tempestivi interventi con leggi ordinarie, ha finito per accantonare il tema, archiviandolo tra i ricordi della campagna referendaria e alimentando la convinzione che il No avesse solo una valenza politica (contro il governo) e avesse colpevolmente ignorato il merito del problema sottoposto a referendum.
di Errico Novi
Il Dubbio, 14 ottobre 2026
Al Senato, il ministro per gli Affari europei e le Politiche di Coesione Tommaso Foti ha depositato un documento. Potremmo definirlo il “Pnrr del futuro”, sebbene non si tratti di una nuova fase di investimenti finanziati dall’Europa. È la “Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Ue”. Accompagna il ddl di delegazione europea 2026, all’esame della commissione Giustizia, introdotto ieri dalla relazione di Pierantonio Zanettin, capogruppo di FI nell’organismo presieduto da Giulia Bongiorno. La “Relazione programmatica” presentata da Foti a Palazzo Madama descrive le strategie future dei Ventisette, in tutti i settori della vita e della politica eurounitarie. Vi compare anche la giustizia. E in particolare la corruzione.
di Pietro Alessio Palumbo
Il Sole 24 Ore, 14 ottobre 2026
Non viene valutato il solo nocumento di carattere patrimoniale, ma l’infedeltà della prestazione che ha impedito al cliente una consapevole scelta processuale o anche solo un ritardo processuale senza dover provare che l’esito sarebbe stato diverso. La Corte di cassazione - con la sentenza n. 32866/2026 - ha chiarito che il patrocinio infedele non richiede che il difensore agisca con lo scopo specifico di danneggiare l’assistito, ma esige la coscienza e volontà di una condotta contraria ai doveri professionali e, soprattutto, un nocumento causalmente collegato a quella violazione.
di Giulia Ricci
La Stampa, 14 ottobre 2026
La denuncia dei sindacati e le parole del presidente delle Camere penali Capra: “Alcuni spazi vanno chiusi”. Ci sono i numeri: un tasso di affollamento del 125%, oltre un detenuto su tre con un disagio psichiatrico, un solo educatore ogni 100 persone in carcere, 621 agenti di polizia penitenziaria mancanti, turni che arrivano anche alle 36 ore di seguito, 62 aggressioni in un anno solo al Lorusso e Cutugno, 5 suicidi in un solo mese. Poi, ci sono i fatti: corsi di formazione cancellati per mancanza di personale a Vercelli, quattro giorni di disordini consecutivi ad Alessandria, infiltrazioni e temperature estreme ad Asti, le cimici dei letti e i topi a Torino. Decine le aggressioni, gli atti di autolesionismo, i tentativi di togliersi la vita.
di Alessandra Rossi
Il Secolo XIX, 14 ottobre 2026
Attività nei penitenziari e sensibilizzazione nelle scuole: il progetto compie sei mesi e traccia un primo bilancio. Un piccolo sasso tocca la superficie dell’acqua in un punto esatto. Da lì, cerchi concentrici si allargano progressivamente, arrivando a smuovere sponde più lontane. Così ha fatto la “Semina dei Sogni”: è diventata una pietra rimbalzata nelle acque troppo spesso stagnanti di molte delle carceri liguri. Nato sedici mesi fa sulla scia de “La Barchetta dei Piccoli Capitani”, la “Semina dei Sogni” rientra nel progetto Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e si pone l’obiettivo di realizzare modelli di intervento per trasformare la relazione tra famiglie, carceri e territorio.
di Antonella Mollica
Corriere Fiorentino, 14 ottobre 2026
Buttare giù Sollicciano per rifarlo completamente? “Una proposta irrealizzabile. Cerchiamo invece di lavorare su quello che c’è. Basta con queste espressioni allarmate e inconcludenti”. Il garante per i detenuti del Comune di Firenze Giancarlo Parissi, all’indomani delle dichiarazioni della sindaca Sara Funaro sul carcere fiorentino che “è peggio delle carceri brasiliane”, prende carta e penna e lancia un appello: “Se davvero vogliamo fare qualcosa per Sollicciano mettiamoci mano, ognuno per le sue competenze, politiche, sociali, culturali ed economiche della città. Mi rivolgo a tutte le forze politiche, a tutti gli organi di informazione, alle espressioni culturali attive in città, alla scuola, all’università, alle associazioni, ad ogni singolo cittadino che abbia a cuore la dignità della città dove vive e lavora e che lo rappresenta.
di Chiara Currò Dossi
Corriere dell’Alto Adige, 14 ottobre 2026
“Dopo le 20 non c’è più un medico in servizio”. “Il mio compito è garantire i diritti delle persone private della libertà, a partire da quello di ricostruire una vita fuori dal carcere. Uno dei ruoli fondamentali, per me, è l’ascolto. Ed è da qui che è iniziato il mio lavoro: dopo i colloqui con la direzione del carcere, gli agenti di Polizia penitenziaria e le autorità, ho iniziato a parlare con i detenuti”. È così che Alessandra Orlandi, la nuova Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, ha sondato le prime “criticità in ambito sanitario: il medico della struttura è presente fino alle 20, ma se un detenuto si sente male di notte, anche per gli operatori diventa molto difficile riuscire a seguirlo”. Ed è da qui che ha intenzione di iniziare il suo mandato.
- Ferrara. Oltre 400 detenuti per 243 posti. “Il sistema è più punitivo che riabilitativo”
- Pordenone. Bocciato l’ordine del giorno sul Garante dei detenuti. “Destra incoerente”
- Reggio Emilia. Laboratori per rafforzare il legame tra padri detenuti e figli
- Torino. “Spazi liberi”, la città punta sul reinserimento per i giovani detenuti
- Milano. Gli Esternauti a Opera, nuovo appuntamento del teatro in carcere









