di Renato Spiniello
irpinianews.it, 27 agosto 2026
Lavoro per la cura della città e regolarizzazione dei documenti in vista della libertà: sono i due pilastri del patto stretto tra il Comune di Avellino e la Casa Circondariale “Antimo Graziano”. La Giunta Comunale, presieduta dal sindaco Nello Pizza, ha approvato all’unanimità e con immediata esecutività due protocolli d’intesa destinati a favorire il reinserimento sociale dei detenuti, nel solco dell’articolo 27 della Costituzione.
di Andrea Stefani
Italia Oggi, 27 agosto 2026
Enti del terzo settore e cooperative sociali in campo per prevenire e gestire i conflitti all’interno degli istituti penali minorili. L’Istituto di Nisida, a Napoli, cerca infatti soggetti non profit a cui affidare la realizzazione del progetto “RiparTiamo - Percorsi di gestione dei conflitti e responsabilizzazione negli Ipm”. A disposizione un budget massimo di 10 mila euro per 330 ore di attività da svolgere tra settembre e dicembre 2026. Le candidature dovranno essere trasmesse tramite Pec entro il 27 agosto. L’avviso, pubblicato dal ministero della giustizia il 19 agosto, è rivolto a enti del terzo settore, associazioni e cooperative sociali.
di Michela Ponzani*
Il Domani, 27 agosto 2026
Una democrazia non muore soltanto quando vengono cancellati i diritti. Muore anche quando i diritti diventano parole così usurate da non significare più nulla. E se il woke in Italia non fosse mai esistito? Correva l’anno 2020 quando le piazze d’America si infiammavano per l’assassinio di George Floyd, l’afroamericano immobilizzato con un ginocchio sul collo e ucciso da Derek Chauvin, poliziotto bianco di Minneapolis, animato da ben poca pietà. Sarà che l’America razzista wasp aveva tremato, ma da allora i suprematisti bianchi protestanti, riponevano nei cassetti i cappucci del Ku Klux Klan, con tutto il corollario di corde per impiccare e fiaccole da incendio.
di Vittorio Coletti
huffingtonpost.it, 27 agosto 2026
La legge protegge lo Stato, la giustizia protegge l’individuo dalla legge ingiusta. Come due esigenze possono incontrarsi (ma stavolta non lo faranno). Il caso della Sea Watch, la nave della Ong che il governo accusa di non aver rispettato norme che questa ammette di non aver rispettato perché diffida dei libici con i quali doveva rapportarsi in base ad esse, mette in rilievo un grande problema esploso con le migrazioni: quello del rapporto tra legalità e giustizia, tra legge e pietà. Non si tratta infatti del banale caso del mariuolo che giustifica il non essersi fermato all’alt dei carabinieri perché non si fida degli uomini in divisa. È la riproposizione di uno dei temi più antichi e delicati della storia, riassumibile con la famosa vicenda dell’Antigone di Sofocle, la tragedia che racconta della sorella che disubbidisce al re e alle leggi della città per dare degna sepoltura al fratello.
di Andrea Lai
Il Manifesto, 27 agosto 2026
Riconoscimento biometrico, decreti anti-rave e decibel bassi: la lotta alla musica fuori dai grandi eventi. Dall’esempio di Thatcher al governo Meloni, i movimenti giovanili da attaccare tra teppa, movida e maranza. Davanti al locale c’è una fila lunghissima. Avanza lenta. La serata è iniziata già da un po’. Le ragazze e i ragazzi, stufi di aspettare, scoprono che basta farsi riconoscere dalla telecamera biometrica per saltare la coda. Dopo qualche esitazione cedono. È un meccanismo che conosciamo che porta a rinunciare alla privacy in cambio di un vantaggio immediato. Potrebbe essere l’ultima trovata tecnologica di una lunga storia di controllo della vita notturna giovanile.
di Sara Bettoni
Corriere della Sera, 27 agosto 2026
Milano, la scelta di Domenico Zuccarella. Nell’udienza di giugno: “Sono stanco, non ne posso più”. Il 59enne con la sclerosi multipla: donato il corpo alla ricerca. La Regione aveva approvato a maggio un vademecum sul fine vita, in assenza di una legge nazionale o regionale. Il quarto caso in Lombardia di suicidio medicalmente assistito porta con sé un ulteriore passaggio verso il diritto al fine vita. Domenico Zuccarella, 59enne di Giussano (Monza e Brianza) affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, è morto il 25 agosto in una struttura sanitaria e non a casa sua, come è invece avvenuto per gli altri pazienti che hanno scelto la stessa strada.
di Nicola Lacetera*
Il Domani, 27 agosto 2026
Regolare gli usi dell’Ia attraverso istituzioni indipendenti e democraticamente responsabili, non è opporsi al progresso ma impedire che tecnologie presentate come destinate a trasformare l’intera società vengano sviluppate attraverso processi sui quali la società dispone di pochissimo controllo. “Non sono le armi che uccidono. Ma le persone”. “L’intelligenza artificiale (Ia) è solo uno strumento. Le decisioni finali, il giudizio sulla base delle informazioni fornite, spetteranno sempre agli esseri umani”. La prima affermazione riprende lo slogan con cui la National Rifle Association si oppose negli Usa alla regolamentazione dell’uso delle armi: Guns don’t kill people. People kill people. I liberal americani ne hanno contestato per decenni la logica: è ovvio, perché le armi non sparano da sole; fallace, perché una minore disponibilità di armi ridurrebbe il numero di persone in grado di usarle e quindi stragi e incidenti; ideologico, perché trasforma il possesso di armi in un fatto puramente individuale, ignorando istituzioni, tecnologia, condizioni sociali, cultura e interessi economici.
di Marco Schiaffino
Il Manifesto, 27 agosto 2026
Zuckerberg chiude il processo di Oakland per salvarsi. I testimoni hanno inchiodato l’azienda che così evita la gogna e altri procedimenti. Con un patteggiamento da 16,7 miliardi di dollari, Meta mette fine a un processo che avrebbe potuto costarle molto più caro. Nella causa, promossa da 29 stati dell’unione, l’azienda di Mark Zuckerberg era accusata di non aver protetto adeguatamente bambini e adolescenti iscritti ai suoi social network. Nel mirino il design stesso delle piattaforme, pensate per massimizzare il tempo e il coinvolgimento degli utenti, pur sapendo che potevano favorire un uso compulsivo e danneggiare soprattutto i soggetti più fragili.
di Marco Liberatore
Il Manifesto, 27 agosto 2026
Il punto non è tanto aver riconosciuto che queste piattaforme sono state immaginate per fornire un’esperienza sempre più totalizzante, quanto che debbano essere in parte riprogettate. Cosa ne uscirà, ossia se la toppa sarà peggiore del buco è presto per dirlo. Cosa ce ne facciamo di questa “sentenza storica”? Certo vedere Meta e Google inchiodate per aver causato dipendenza e non avere implementato misure di sicurezza per l’uso da parte dei minori fa un certo effetto. Ma è una vittoria?
di Shendi Veli
Il Manifesto, 27 agosto 2026
I social possono creare dipendenza. Una consapevolezza ormai diffusa che adesso, negli Stati Uniti, ha anche una misura economica: 17,1 miliardi di dollari. È quanto Meta ha accettato di versare, in dieci rate annuali, a 47 Stati, al District of Columbia e ad alcuni territori statunitensi per chiudere le cause in cui era accusata di aver progettato Facebook e Instagram in modo da favorire un uso compulsivo da parte dei minori. Ma le sanzioni economiche sono davvero efficaci nel contenere l’impatto sociale delle grandi piattaforme? “Siamo in una fase di transizione” spiega Rosa Fioravante, ricercatrice di Digital Ethics al Politecnico di Milano.
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