di Guido Vitiello
Il Foglio, 13 maggio 2026
Martedì la Camera è tornata a discutere la proposta di legge costituzionale che prevede di inserire all’articolo 24 della Carta - quello che sancisce il diritto inviolabile e universale alla difesa giudiziaria - un riferimento alla tutela delle vittime dei reati. Come tutte le proposte demagogiche e culturalmente corrive, ci sono buone speranze che vada in porto senza incontrare troppi ostacoli, e che maggioranza e opposizione facciano poi a gara per intestarsela. Il caso vuole che negli stessi giorni il magistrato di sorveglianza abbia negato all’ergastolano Cesare Battisti il permesso di incontrare il figlio dodicenne fuori dal carcere di Massa.
garantedetenutilazio.it, 13 maggio 2026
Anastasìa: “C’è il rischio che nella Polizia penitenziaria si crei una linea di comando alternativa a quella che ha nel Capo del Dap il suo vertice legale”. “Sul recente riassetto delle direzioni generali del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), il provvedimento dove sono state istituite due nuove direzioni generali; quello delle specialità del corpo di polizia del penitenziario e quella dei servizi logistici del corpo penitenziario, sono intervenuti sia il coordinamento dei dirigenti penitenziari, sia la magistratura ordinaria, sia l’unione delle camere penali”. È quanto si legge in una nota della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale. “In pratica - prosegue la nota - le nuove disposizioni possono portare uno svuotamento del ruolo dirigenziale a favore di una logica custodiale e repressiva, svuotando la funzione dei direttori delle carceri e delle stesse aree educative”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 maggio 2026
Alla Pontificia Università della Santa Croce il confronto tra istituzioni, ricerca e imprese sociali su nuovi modelli di inclusione. In un contesto segnato da trasformazioni economiche e sociali profonde, la marginalità non riguarda più soltanto il reddito, ma sempre più l’accesso al lavoro, alle relazioni e alle opportunità di partecipazione. In Italia oltre 5,7 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta e più di 3 milioni si collocano ai margini del mercato del lavoro; a livello europeo, quasi una persona su cinque è a rischio di esclusione sociale.
di Fabio Falbo*
L’Unità, 13 maggio 2026
Ha 93 anni, due fratture al femore in meno di un mese, ma per il tribunale non è in imminente pericolo di vita. Per questo non mi autorizzano a vederlo. In uno Stato costituzionale la pena non è vendetta. Il mio Professore Cristiano Cupelli di diritto penale insegnava che il diritto non è una formula, non è una parola da cercare o da escludere, non è un meccanismo da applicare in modo cieco, il diritto è prima di tutto comprensione della realtà, responsabilità della decisione, capacità di vedere l’essere umano prima della norma e dentro la norma. È un insegnamento che non si dimentica, soprattutto quando ci si accorge che nella prassi accade esattamente il contrario.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 13 maggio 2026
In cella sotto il livello del mare, l’anarchico ha l’acufene. L’avvocato: “Lui non è un capo”. Sotto accusa anche i legami con i due morti del parco degli Acquedotti. Con la consapevolezza di non avere la speranza dalla propria parte, entro la fine di questa settimana l’avvocato Flavio Rossi Albertini presenterà al tribunale di sorveglianza di Roma il ricorso per la revoca del rinnovo del 41 bis ad Alfredo Cospito. Il provvedimento è stato emesso dal ministero della giustizia lo scorso 30 aprile e ha aggiunto altri due anni di carcere duro ai quattro già scontati dall’anarchico negli abissi di Bancali di Sassari, in Sardegna, dove le celle sono sotto il livello del mare. E dove lui avrebbe ultimamente sviluppato una forma di acufene.
di Andrea Sparaciari
La Notizia, 13 maggio 2026
Mentre Garanti dei detenuti, magistrati e avvocati bocciano la riforma del Dap di Nordio. Per il portavoce dei Garanti dei detenuti, Ciambriello, la riorganizzazione del Dap è a rischio costituzionalità. Una maggioranza litigiosa, impegnata a spartirsi le deleghe ministeriali e il potere che da esse promana, mentre nelle carceri italiane è il caos, per la rivoluzione organizzativa calata dall’alto del ministero della Giustizia di Carlo Nordio, già bocciata da magistrati, avvocati, dirigenti delle carceri e da tutti i garanti dei detenuti.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 13 maggio 2026
Dopo un lungo braccio di ferro la delega alle carceri e alla penitenziaria va a Balboni, rimasto per due mesi senza incarico. A Ostellari un contentino sui minori. Al ministero della Giustizia la serenità è un miraggio. Dopo la cacciata dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro e del capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi, sul ministero di Carlo Nordio continuano a soffiare venti di burrasca. Oggetto del contendere? L’eredità di Delmastro. O meglio, le deleghe che aveva il sottosegretario biellese, caduto dopo la notizia che era socio della figlia di un prestanome della famiglia malavitosa dei Senese. Per giorni su queste deleghe si consumato uno scontro tra Fratelli d’Italia e Lega. Che ha rischiato di assumere i connotati dell’ennesima crisi. Ed è stato risolto, a fatica, solo a sera. Con una vittoria di FdI.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 13 maggio 2026
Il lodo di Nordio e Sisto, su idea di Costa, per venire incontro agli allarmi dell’Anm. Soluzione in vista per il gip collegiale in materia di misure cautelari: i collegi saranno “distrettuali”. La soluzione, ipotizzata a via Arenula, ha il definitivo placet di Palazzo Chigi, e del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano in particolare. È dunque pronto un rinvio tecnico - al fine di consentire agli uffici giudiziari di completare l’organizzazione necessaria - per la riforma che doveva entrare in vigore il 25 agosto. L’obiettivo è arrivare, a questo punto, a una applicazione stabile e strutturata delle nuove norme entro l’autunno. La novità più rilevante riguarda proprio il modello organizzativo scelto dal governo: il gip collegiale verrà realizzato a livello distrettuale, in modo da andare incontro alle richieste dell’Anm e superare le difficoltà operative dei Tribunali più piccoli. La riforma rappresenta uno dei pilastri dell’attuale stagione di interventi sulla giustizia targati Carlo Nordio, ed è stata fortemente caldeggiata da Enrico Costa. L’attuale capogruppo di Forza Italia alla Camera da anni porta avanti una battaglia garantista contro gli automatismi cautelari e contro quello che considera un eccessivo squilibrio tra accusa e difesa nella fase delle indagini preliminari.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 13 maggio 2026
L’uomo, originario di Pavullo, era detenuto nel carcere modenese e in attesa del processo d’appello. Aveva 43 anni, si è tolto la vita nella sua cella del carcere Sant’Anna. Ancora un suicidio nel penitenziario modenese: la nostra, infatti, risulta tra le città - se non la città - con il più alto tasso di suicidi negli ultimi tre anni. Come avvenuto in altre recenti circostanze, il detenuto, italiano ha utilizzato un sacchetto e il fornellino a gas per compiere l’estremo gesto, dopo essersi sottoposto a visita psicologica. Per la modalità con cui si è tolto la vita, non si esclude abbia lasciato uno scritto ma gli accertamenti sono ora in corso.
cagliarinews.it, 13 maggio 2026
Un 32enne straniero non ce l’ha fatta a salvarsi, il quadro clinico era molto grave. Irene Testa, Garante dei detenuti: “Strage nel silenzio generale”. Non ce l’ha fatta il giovane di 32 anni, di nazionalità straniera, che due giorni fa aveva tentato di togliersi la vita, vicino ad altri detenuti, all’interno della propria cella nel carcere di Uta. Dopo quarantotto ore di agonia trascorse in un letto d’ospedale, il decesso è stato confermato nelle ultime ore. Una notizia che riaccende prepotentemente i riflettori sulla drammatica situazione delle carceri sarde e italiane, trasformatesi troppo spesso in luoghi di disperazione estrema.
- Cosenza. Ombre sulla morte di un detenuto, chiesta chiarezza sui soccorsi
- Roma. Carcere di Rebibbia, detenuti a lezione di gelato: “Così troveremo un lavoro”
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