di Luisa Bove
chiesadimilano.it, 14 luglio 2026
Ileana Montagnini, responsabile dell’area specifica di Caritas Ambrosiana, riflette sull’emergenza e sottolinea l’impegno della Chiesa ambrosiana e dell’organismo diocesano: “Da nessuna parte è scritto che nelle strutture detentive si debba soffrire. L’Arcivescovo è sensibile al problema, noi diamo voce a chi non ha voce rivolgendoci a tutti i cittadini”. Nei giorni scorsi Caritas Ambrosiana ha ospitato e partecipato insieme alla Casa della Carità alla presentazione pubblica del XXII Rapporto Antigone sulle condizioni di detenzione. Ne parliamo con Ileana Montagnini, responsabile dell’area Carcere e giustizia di Caritas.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 14 luglio 2026
Celle e corridoi senza possibilità di raffrescamento “Oggi in Italia siamo oltre la soglia dei 64mila detenuti. Non sono numeri, ma persone: corpi, volti, storie, vite ristrette in spazi insufficienti, con personale insufficiente, attività insufficienti, cure insufficienti e prospettive insufficienti. Il sovraffollamento significa caldo insopportabile, celle invivibili, tensione continua, disagio psichico, autolesionismo, aggressività, suicidi”. A scriverlo sono il portavoce, il coordinamento e la conferenza nazionale dei garanti territoriali delle persone private della libertà personale. Quelli che si rivolgono, tramite una mobilitazione con il terzo settore iniziata ieri e che si concluderà domani, alla politica e alla società civile con un appello.
di Alessandra Serio
tempostretto.it, 14 luglio 2026
La Garante dei detenuti di Messina Lucia Risicato spiega cosa c’è dietro i disordini nei penitenziari siciliani. Nelle ultime settimane si sono verificate diverse rivolte di detenuti nelle carceri siciliane, che si sommano ai sempre più frequenti disordini segnalati nei penitenziari di tutto il paese. Il più recente episodio è avvenuto a Messina a inizio mese, poco prima un caso analogo si era verificato a Enna. Chiediamo perciò alla professoressa Lucia Risicato, docente UniMe e Garante dei Detenuti del Comune di Messina, di spiegare cosa sta accadendo.
L’Arena, 14 luglio 2026
Il progetto, finanziato dalla Fondazione Con i bambini, è operativo nelle provincie di Verona, Venezia, Vicenza e Treviso. Capofila è la cooperativa sociale Servizi e Accoglienza Il Samaritano Onlus di Caritas Verona. Uno strumento che ha più braccia, diversi livelli operativi che hanno però un unico obiettivo: intercettare e prendere in carico i minori figli di detenuti, coloro che si trovano, spesso insieme al proprio nucleo familiare, a fare i conti con gli effetti negativi di una relazione parentale che diventa difficile e di un contesto sociale che tende ad escludere. Un tema estremamente attuale considerato che la popolazione carceraria, in Italia, è di 56.196, di cui 2.365 donne e 53.831 uomini, e tra loro sono stimati circa 25mila genitori. In Veneto, i detenuti sono 2487, di cui 123 donne, e si possono stimare circa un migliaio di genitori.
di Luca Fazzo
Il Giornale, 14 luglio 2026
A presentare ieri il camp “In meta!”, all’ultimo piano di Palazzo Lombardia, sono stati il presidente della Regione Attilio Fontana e il sottosegretario allo Sport Federica Picchi. È stata per anni una delle esperienze più formative compiute all’interno del carcere minorile Beccaria: una lunga storia di avviamento allo sport che culminò con l’arrivo all’istituto di via Calchi Taeggi di una delegazione degli All Blacks neozelandesi. Ora, dopo una lunga pausa, la pallaovale torna al Beccaria, con un camp che a settembre vedrà la presenza dietro le sbarre di un’altra icona rugbistica, l’ex apertura della Nazionale Diego Dominguez.
di Marco Santoro*
Ristretti Orizzonti, 14 luglio 2026
In “Se fioriscono le spine” Glauco Giostra racconta ciò che accade quando il clamore giudiziario si spegne e il caso, oltrepassata la soglia del carcere, torna a essere una vita. Se fioriscono le spine comincia dove, di solito, la cronaca finisce. Dopo l’arresto, il processo, le ricostruzioni televisive, le immagini ripetute fino a consumarle; quando il nome dell’imputato si è ormai saldato al reato e il caso giudiziario viene consegnato al carcere. Da quel momento il fatto non scompare. Cambia forma. Entra nella quotidianità, si deposita nelle relazioni, accompagna i giorni, condiziona lo sguardo degli altri e quello con cui il detenuto continua a guardare se stesso.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 14 luglio 2026
Gianluca Guida, direttore dell’Ipm di Nisida da 30 anni: “Col sovraffollamento a rischio il modello di giustizia minorile”. Direttore dell’Ipm di Nisida. Napoletano acquisito, famiglia di origini calabresi, arriva per caso su questa quasi isola dove il presidente della Repubblica ha voluto inaugurare l’ultimo anno scolastico. Ai ragazzi, sempre più numerosi, nell’istituto insegnano anche a riconoscere la bellezza e a gestire le proprie emozioni. A volte tornano per mostrare il proprio riscatto.
di Monica Pasquino
Il Domani, 14 luglio 2026
In un’intervista il ministro ha dichiarato che l’86,7% degli istituti sarebbe in prima linea contro la violenza di genere. La percentuale, però, non indica l’efficacia del suo piano, bensì il numero di strutture che hanno risposto alla rilevazione. Il dato significativo dell’analisi è un altro: molte scuole, nonostante le difficoltà, hanno capito che prevenire la violenza significa educare, non perdersi dietro alle distinzioni ideologiche. In questo luglio rovente succede di tutto. Succede anche che il ministro Valditara provi a intestarsi il lavoro che le scuole fanno da anni sull’educazione sessuo-affettiva. Lo cita e lo trasforma in una prova della propria attenzione alla prevenzione. Ma quel lavoro, se letto seriamente, racconta una storia diversa: non dimostra l’efficacia di una politica ministeriale, dimostra semmai quanto la scuola italiana abbia già riconosciuto, spesso in autonomia e con risorse scarse e discontinue, la necessità di educare alle relazioni.
di Riccardo Redaelli
Avvenire, 14 luglio 2026
Non è certo quel che accadrà nelle prossime settimane nello Stretto di Hormuz. È certo, però, che la regione continuerà a essere instabile e vulnerabile. E ciò nonostante sia la più armata. Non sorprende che da una guerra assurda e mal pianificata come quella lanciata contro l’Iran, seguita da trattative gestite dai negoziatori dilettanti tanto cari al presidente Trump, si sia arrivati a una tregua confusa che non ha retto alla prova del tempo. Troppe le differenti interpretazioni, troppi gli equivoci di un testo raffazzonato, stilato più per le pressioni di un sistema internazionale che chiedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz che per reale convinzione. E così, gli attacchi reciproci fra Iran e Stati Uniti sono ricominciati; più passano i giorni, più sembra di scivolare verso una ripresa a tutto campo del conflitto fra Stati Uniti e Iran, finendo inevitabilmente per coinvolgere tutta la regione e bloccare nuovamente un’arteria vitale per l’economia e il commercio internazionale.
di Nello Trocchia
Il Domani, 13 luglio 2026
Suicidi, sequestri di padiglioni, morti sospette e alti dirigenti sotto inchiesta. Il carcere modello Meloni, a un anno dalla fine della legislatura, è al collasso. E deve pagare anche il conto delle avventure imprenditoriali di Andrea Delmastro Delle Vedove e della bisteccheria made in camorra. L’ex sottosegretario meloniano alla Giustizia ha avuto per quattro anni la gestione delle politiche carcerarie. Da quando si è dimesso è calato il silenzio. Al suo posto è arrivato un altro meloniano, Alberto Balboni. “Ma tutto è fermo, è una fase neutra senza scelte, sembra si aspetti la fine del mandato e la campagna elettorale, ma il carcere non va in vacanza, presenta ogni giorno il conto ed è sempre più drammatico”, racconta chi conosce bene i nostri istituti di pena e il Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
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