monzatoday.it, 28 agosto 2026
Mercoledì 26 agosto la Camera Penale di Monza ha effettuato un sopralluogo in carcere. Al termine della visita è emersa la necessità di incrementare la giustizia riparativa. Non è solo un problema di numeri con un’alta percentuale (quasi la metà) di detenuti con serie fragilità di salute mentale. Nel carcere di Monza è necessario incrementare la giustizia riparativa. Questo quanto emerso al termine del sopralluogo organizzato nella giornata di mercoledì 26 agosto dalla Camera Penale di Monza. L’iniziativa - chiamata “Ristretti in agosto” - è stata promossa a livello nazionale dall’Unione delle Camere Penali Italiane (Ucpi) e si svolta grazie alla piena disponibilità della direttrice di Sanquirico, Cosima Buccoliero. Alla visita hanno partecipato anche l’assessora Andreina Fumagalli e il consigliere comunale Paolo Piffer (Civicamente) che conosce molto bene le criticità all’interno della struttura e che più volte le ha portate anche all’attenzione del consiglio comunale.
di Elia Biavardi
Il Resto del Carlino, 28 agosto 2026
Castelfranco Emilia, è nata ad aprile “Placcare il passato, costruire il futuro”: iniziativa di reinserimento sociale. Gli allenatori: “La soddisfazione più grande è dare stimoli positivi a ragazzi che vengono da situazioni difficili”. Una palla dalla forma insolita e da imparare a domare, due appuntamenti alla settimana, un’ora e mezza per sessione. Da aprile a luglio scorsi il campo della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia si è trasformato in uno spazio di crescita e disciplina grazie al progetto ‘Placcare il passato, costruire il futuro’, promosso dalla Casa di Lavoro di Modena con il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria di Emilia-Romagna e Marche, sostenuto da Fondazione di Modena e realizzato con la partnership operativa del Modena Rugby 1965.
ancoraonline.it, 28 agosto 2026
Nel kit congressuale consegnato ai circa 300 delegati provenienti da tutta Italia per la 76ª Settimana liturgica nazionale, che si terrà a Catania fino a giovedì, c’è anche il lavoro di alcuni ragazzi dell’Istituto penale per minorenni (Ipm) di Bicocca: le borse di tela con l’effigie di Sant’Agata realizzate nell’ambito del progetto Jobel coordinato a Catania dalla Caritas diocesana. L’iniziativa, promossa a livello nazionale da Caritas italiana, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, è realizzata in diversi istituti penitenziari minorili italiani. A Catania il progetto è guidato dalla Caritas diocesana, che lo segue all’Ipm di Bicocca in accordo con la direttrice Maria Covato.
tp24.it, 28 agosto 2026
Musica, poesia e scrittura creativa dietro le sbarre. Non per cancellare la pena, ma per evitare che la detenzione diventi anche una condanna dello spirito. È il senso di “L’arte che libera”, il progetto realizzato durante l’estate nella Casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani dall’associazione Azione X Odv. L’iniziativa, nata dalla collaborazione con l’avvocato Francesca De Caro, Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Erice, ha coinvolto i detenuti della sezione “Mediterraneo” in un percorso di musica e scrittura creativa. Un’esperienza costruita in accordo con la direzione dell’istituto e pensata soprattutto per i mesi estivi, quando le attività all’interno delle carceri rischiano di diminuire e l’isolamento può diventare ancora più pesante.
di Maurizio Ferrera
Corriere della Sera, 28 agosto 2026
Non esistono “due sinistre”: identità, inclusione e redistribuzione stanno insieme. Come può la sinistra riformista rispondere alle domande di parità delle identità discriminate senza smarrire la propria vocazione egualitaria e universalista? Nate nel Partito democratico americano, queste domande sono ormai entrate anche nel dibattito europeo. Sulla scia delle critiche di Conte agli eccessi della cultura woke, nell’ultima settimana si è acceso anche in Italia un confronto che ripropone lo spettro delle “due sinistre”: una più sensibile ai diritti civili, alle identità e all’inclusione; l’altra alle disuguaglianze materiali, alla redistribuzione e ai diritti sociali.
di Igiaba Scego
La Stampa, 28 agosto 2026
D., un amico di lunga data, sta per lasciare l’Italia per sempre. Sono andata giorni fa a salutarlo con una mia cugina. Sprizzava energia e progettualità da tutti i pori. Dopo 16 anni lontano da casa, questo novello Odisseo, ora ha deciso di tornare nella sua Itaca, Mogadiscio. E come Odisseo tornerà a casa cambiato. D. è arrivato in Europa con il barcone, dopo tre anni in una prigione libica dove è stato torturato e dove la sua famiglia è stata ricattata dalle mafie delle migrazioni per rilasciarlo. Dopo quell’inferno una volta affrontato il Mediterraneo e approdato a Lampedusa, la sua unica voglia era rifarsi del tempo perduto.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 28 agosto 2026
Il collettivo italiano Autistici/Inventati sanzionato dagli Usa: “Aiutano gli Antifa”. Per uscire dall’elenco dei cattivi deve fare abiura. Uscire dalla lista statunitense delle organizzazioni terroristiche non è difficile. Basta compilare un modulo online e lì dichiararsi ravveduti del proprio comportamento. Bizzarrie legate all’assurdità intrinseca della guerra che l’amministrazione Trump sta facendo agli “Antifa” e in generale a tutti quei gruppi “di sinistra” ritenuti responsabili di chissà quali violenze nel paese. Autistici/Inventati, in questo contesto, è accusato di offrire infrastrutture digitali a questi “gruppi violenti”. Da qui la sua messa al bando, che prevede il congelamento di tutti i suoi beni patrimoniali che si trovano sotto la giurisdizione degli Usa o comunque a entità e società statunitensi e il divieto di effettuare qualsiasi transazione. Di mezzo ci vanno le persone che legalmente rappresentano la piattaforma, cioè gli appartenenti all’Associazione Investici che rappresenta il collettivo per questioni legali e burocratiche.
di Andrea Capocci
Il Manifesto, 28 agosto 2026
Cosa avrà fatto mai il collettivo Autistici/Inventati per guadagnarsi la “designazione speciale di terrorista globale”? Le accuse del Dipartimento di Stato Usa parlano di antifascismo, l’ultimo spettro della destra Maga: “il Collettivo A/I offre i suoi strumenti e servizi solo a soggetti appartenenti alla sinistra radicale”. Tuttavia, come il lettore sa bene, è facile imbattersi in antifascisti veri e presunti anche in piattaforme commerciali come Instagram, Facebook o X, eppure Mark Zuckerberg ed Elon Musk non sono sanzionati per i servizi offerti. Utilizzare una infrastruttura online per diffondere posizioni dissidenti o comunicare atti illegali, ben più odiosi di quelli addebitati al movimento antifa, non ha mai portato a simili conseguenze. I precedenti non mancherebbero: basti pensare ai numerosi massacri trasmessi in diretta social dai killer stessi. Qual è dunque il vero delitto commesso dal collettivo Autistici/Inventati?
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 28 agosto 2026
Fino al 1978, quando l’aborto in Italia era ancora illegale, le donne abortivano lo stesso, di nascosto, mettendo a rischio la propria vita. Ora che in Italia morire per scelta è legale solo un po’, cioè non sempre è punibile per chi ti aiuta, le persone scelgono di morire lo stesso. Ma spesso devono andarsene altrove, oppure ci riescono qui, ma ci mettono molto più tempo, passando per tribunali e sofferenze di troppo. Questo non vuol dire che dovremmo abolire ogni divieto, anche se i divieti non aiutano quasi mai. Ma vuol dire che i diritti sono fatti così: spesso si affermano nella società prima che la politica riesca a sancirli. A dimostrarlo sono i casi, le storie di vita vera che anticipano o negano le leggi scritte. Sul fine vita non si è mai riusciti a farne una, ma le regole ormai sono abbastanza chiare: le ha stabilite la Consulta nel 2020 con la sentenza 242 Cappato/Dj Fabo, secondo la quale può richiedere il suicidio assistito il paziente che sia affetto da una patologia irreversibile, che sia in grado di autodeterminarsi, che reputi le proprie sofferenze fisiche e psicologiche intollerabili, che dipenda da “trattamenti di sostegno vitali”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 27 agosto 2026
Per risolvere il sovraffollamento carcerario, è tornato di grande attualità in questi giorni il dibattito sull’esecuzione penale esterna, l’altra faccia del sistema detentivo. Con l’aumento, voluto dalla riforma Cartabia, delle misure alternative (dalla messa alla prova, alle pene sostitutive), il lavoro degli assistenti sociali è diventato allora sempre più importante. Il problema è che anche qui bisogna fare i conti con una cronica carenza di personale. I numeri restituiscono la dimensione del fenomeno. Secondo le statistiche più recenti del Ministero della giustizia, a fine luglio le persone complessivamente prese in carico dagli Uepe erano oltre quota 100 mila.
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