di Francesco Dal Mas
Avvenire, 10 marzo 2026
La popolazione carceraria a Nordest supera le 4.100 unità (52% stranieri). In sovrannumero. 2.300 gli agenti di Polizia penitenziaria; in forte carenza. 2.000 detenuti sono definitivi. Tra questi, un centinaio hanno un residuo di pena di un anno, altrettanti un fine pena entro 24 mesi, approssimativamente 500 entro tre anni. “Circa 850 potrebbero usufruire di misure alternative a vario titolo. Accompagnare il reinserimento incide su due problemi strutturali: riduce il sovraffollamento e abbatte la recidiva”, fa notare l’arcivescovo Carlo Maria Redaelli, delegato della Conferenza episcopale Triveneto (Cet).
di Raffaella Ianuale
Il Gazzettino, 10 marzo 2026
Ai duecento già previsti a Vicenza se ne stanno aggiungendo altri cento a Rovigo. Tutti detenuti per reati di mafia destinati alle carceri venete. La metà di loro si è già insediata (un centinaio a Vicenza e una sessantina a Rovigo), ma è solo questione di settimane e poi tutti i posti di alta sicurezza delle due carceri verranno occupati da condannati per 416 bis, cioè associazione a delinquere di stampo mafioso. “Abbiamo ricevuto notizie dell’arrivo di alcuni famigliari dei detenuti, siamo preoccupati perché in Veneto ci sono già stati casi di infiltrazioni mafiose e non siamo strutturati per contrastare questo tipo di criminalità”.
di Gennaro Scala
Corriere del Mezzogiorno, 10 marzo 2026
Dopo due tentativi di autolesionismo andati a vuoto in caserma dopo l’arresto e poi nel carcere di Poggioreale il 39enne Antonio Meglio si è tolto la vita con un lenzuolo. Si è tolto la vita nella serata di ieri, nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, Antonio Meglio, il trentanovenne che giovedì scorso aveva accoltellato una giovane avvocatessa su un autobus al Vomero. L’uomo avrebbe utilizzato un lenzuolo per suicidarsi nonostante fosse piantonato e dopo due precedenti tentativi di autolesionismo nelle ore successive al fermo.
novaradio.info, 10 marzo 2026
“Ecco cosa potrebbe cambiare davvero”. Ha suscitato molto clamore la decisione, resa nota pochi giorni fa, da parte del Tribunale di Sorveglianza di Firenze di sollevare la questione di legittimità costituzionale a proposito di un caso che denuncia le condizioni disumane e degradanti di detenzione a Sollicciano. Il ricorso è promosso dagli avvocati Mimmo Passione e Nicola Muncibì, a sostegno di un detenuto condannato per omicidio e con fine pena nel 2042, che finora ha scontato la condanna in una cella di circa 9 metri quadrati nelle condizioni più volte segnalate di degrado e fatiscenza della struttura: infestazioni di topi e cimici, infiltrazioni e muffe, mancanza di acqua calda e riscaldamento, spazi angusti e sovraffollamento con fino a 6 persone per cella.
di Antonio Carlino
cronachedellacampania.it, 10 marzo 2026
Il garante campano Ciambriello guida la protesta: “Quasi la metà delle custodie cautelari sono illegittime”. Appuntamento oggi alle 15 in piazzale Cenni. Adesioni da decine di associazioni laiche e cattoliche. Un silenzio assordante, rotto solo dal rumore delle sbarre che si chiudono. Sulle “barbarie” della giustizia mediatica, sugli errori giudiziari, sui suicidi in cella e sul sovraffollamento è calata una coltre di indifferenza. Ma per Samuele Ciambriello, garante campano delle persone private della libertà personale, è arrivato il momento di alzare la voce.
di Nicolò Delvecchio
Corriere del Mezzogiorno, 10 marzo 2026
Oggi chiusura del festival Senza Barriere. Il sociologo: “Attenti ai minori”. Si concluderà con la presentazione del libro “Diciotto e un giorno”, scritto dalla garante per i detenuti torinese Monica Cristina Gallo, la prima edizione del “Senza barriere, festival dei diritti e delle pene” organizzato dalla società cooperativa Radici future. L’appuntamento è fissato alle 17 di oggi nella sala d’arte del Consiglio regionale, a moderare il dibattito il sociologo e presidente del cda di Radici future, Leonardo Palmisano.
di Alessandro Martegani
rtvslo.si, 10 marzo 2026
Le rappresentanti di una serie di organizzazioni per i diritti delle donne hanno manifestato questa mattina di fronte al carcere di Trieste, che ospita anche una sezione femminile. Al centro degli interventi le condizioni a cui sono sottoposte anche le donne nelle carceri, dal sovraffollamento alla carenza di assistenza sanitaria. “Il grado di civiltà di un paese - è stato detto - si misura anche da come tratta le persone in carcere”. “Ci risulta - hanno aggiunto - che la casa circondariale di Trieste ha 140 posti, ma i detenuti attuali siano 240, di cui una trentina donne, molte giovanissime. Questo significa spazi affollati, meno servizi, meno accesso alle cure, meno possibilità di attività educative e di reinserimento”. “Le donne detenute rappresentano una minoranza, ma proprio per questo rischiano di essere invisibili, con spazi esigui, dimenticate nelle politiche pubbliche e nei servizi essenziali”.
di Veronica Crescente
primabrescia.it, 10 marzo 2026
Saranno inoltre avviati corsi specifici per consentire ai detenuti l’acquisizione di competenze in campo informatico, al fine di poter ottenere un lavoro in questo ambito. Ieri (lunedì 9 marzo 2026) è stato siglato nella sede di Confindustria Brescia il quarto accordo di collaborazione tra l’associazione di via Cefalonia, gli Istituti di Pena Bresciani, la Garante dei Detenuti e il Tribunale di Sorveglianza di Brescia, volto a potenziare le iniziative di reinserimento sociale dei detenuti. A prendere parte alla firma sono stati: Paolo Streparava (presidente Confindustria Brescia), Matteo Meroni (vice presidente Confindustria Brescia con delega a ESG), Arianna Carminati (Garante dei detenuti), Francesca Paola Lucrezi (direttrice delle carceri di Brescia) e Monica Cali (presidente Tribunale di Sorveglianza di Brescia).
volabo.it, 10 marzo 2026
L’11 marzo a Bologna il quinto incontro promosso da Insight Aps esplora l’esperienza di Ristretti Orizzonti e Ne Vale la Pena. Mercoledì 11 marzo 2026, dalle 16:30 alle 19:00, la Sala del Consiglio del Quartiere Navile a Bologna, in via Saliceto 3/20, ospita il quinto appuntamento del percorso tematico “Visioni Riparative tra dentro e fuori”. L’incontro, promosso da Insight APS, si concentra sul ruolo del giornalismo e della scrittura negli istituti penitenziari per favorire percorsi di consapevolezza e coesione sociale. L’evento accende un faro sulle redazioni nate all’interno delle carceri, spazi fisici e mentali dove le parole diventano lo strumento principale per ritrovare significato e costruire ponti con la cittadinanza.
ansa.it, 10 marzo 2026
I due ori Daniele Scarpa e Sandra Truccolo negli istituti penitenziari. Far arrivare un piccolo pezzo della storia dei Giochi anche negli istituti penitenziari italiani, portando ai detenuti il racconto di due ori olimpici e paralimpici. È questo l’obiettivo del progetto “Olimpiadi in carcere”, ideato dalla giornalista Giovanna Pastega per “Seconda Chance”, Ente del Terzo Settore e presentato oggi a Cortina d’Ampezzo nello spazio conferenze di Casa Veneto. Il progetto, che gode del patrocinio del Coni, della Fic e della Fick, e della Fondazione Cortina, porterà nelle carceri - dapprima venete e poi nel resto d’Italia - le storie di Daniele Scarpa, medaglia d’oro di canoa ad Atlanta nel 1996, e di Sandra Truccolo, oro paralimpico nel 1996 ad Atlanta e nel 2000 a Sydney. Il racconto della loro storia sportiva e personale in due documentari realizzati da Pastega si accompagnerà infatti a quello in prima persona dei campioni.
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