di Nicolò Delvecchio
Corriere del Mezzogiorno, 24 febbraio 2026
La battaglia di Imma Rizzo, mamma di Noemi Durini, la 16enne di Specchia uccisa dal suo fidanzato Lucio Marzo il 3 settembre 2017, continua. Ieri, la donna si è recata in Cassazione con l’avvocato Valentina Presicce per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare volta a negare i permessi premio per chi commette femminicidi. E proprio ieri, poche ore prima della presentazione della proposta che porta il nome di Noemi, a San Severo è stato arrestato l’imprenditore Ciro Caliendo, accusato di aver ucciso la moglie Lucia Salcone nel settembre 2024.
“È una storia drammatica che testimonia quanto sia importante la nostra battaglia. L’assassino di mia figlia ha beneficiato di più permessi premio a distanza di tre anni dall’omicidio e dopo un solo anno dal passaggio in giudicato della sua condanna a 18 anni e 8 mesi. Questo meccanismo deve cambiare, servono leggi diverse. Non sono contraria al fine rieducativo della pena, sia chiaro, ma è inaccettabile che chi si macchia di reati così gravi possa ottenere dei benefici quasi subito. E possa continuare a utilizzarli anche in caso di violazione degli obblighi”.
“Mi sento bene, sono di nuovo carica. Noi stiamo andando avanti perché lo dobbiamo a Noemi, a tutte le vittime di femminicidio e a tutti i genitori che non potranno più riavere indietro le proprie figlie. Noi viviamo il vero ergastolo, mentre troppo spesso i responsabili del nostro dolore sono fuori dal carcere in poco tempo. L’assassino di mia figlia se ne andava in giro indisturbato, come se il carcere fosse una villeggiatura. Nel 2023 fu anche fermato ubriaco alla guida, e in seguito abbiamo saputo che aveva ottenuto permessi per andare allo stadio o per andare a votare, nonostante l’interdizione dai pubblici uffici. Non è più accettabile”.
“La persona che più ci è stata vicino è il sottosegretario Andrea Ostellari, che ci ha suggerito di presentare la proposta di legge e ci ha assicurato il suo sostegno. La logica della legge, come mi ha spiegato l’avvocato Presicce, è quella di estendere la normativa dei reati ostativi anche a quei reati che, pur non essendo mafiosi, presentano un elevato allarme sociale. E quindi limitare l’accesso ai benefici penitenziari e a misure alternative alla detenzione ai responsabili di femminicidio”.
“Oggi la proposta di legge “Noemi Durini” sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale, tra giovedì e venerdì ci sarà la pubblicazione anche sulla piattaforma online del ministero della Giustizia, in modo da permettere la sottoscrizione della proposta anche con Spid o carta di identità elettronica. Poi continueremo con la raccolta firme per le strade di tutta Italia. Sento che raggiungeremo le 50mila”.









