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di Valentina Stella

Il Dubbio, 21 agosto 2026

La Cassazione ha rinviato gli atti al magistrato di sorveglianza di Bologna dopo il no del carcere e del giudice. Aveva richiesto un libro curato dai Monaci benedettini di Montecassino, “La medaglia di San Benedetto” (Editrice Shalom), ma il direttore del carcere di Parma ha negato il permesso. Protagonista è Antonio Piromalli, boss della ‘ndrangheta detenuto al 41bis, che dopo essersi visto negato la richiesta ha presentato ricorso tramite il suo legale al magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia. Il giudice però, come riferito dal Corriere della Sera, aveva dato ragione al carcere e torto a Piromalli, “non riscontrandosi un pregiudizio all’esercizio dei diritti del detenuto e rilevandosi nel provvedimento dell’autorità penitenziaria congrua motivazione in ordine al rischio che il detenuto potesse coltivare i contatti con l’organizzazione avvalendosi di riferimenti a simboli e a testi sacri come aveva fatto in passato”.

Qualche giorno fa la Cassazione, dopo aver classificato l’istanza come reclamo, ha rinviato gli atti e la decisione al magistrato di sorveglianza di Bologna “affinché valuti la fondatezza del prospettato pregiudizio ad un diritto soggettivo, e la legittimità del provvedimento limitativo dell’amministrazione penitenziario”. Non è la prima volta che Antonio Piromalli è costretto a subire un diniego dalle autorità. Nel 2025 aveva chiesto di poter cucinare i suoi piatti preferiti, tipo la “struncatura ammollicata con le acciughe”, dopo le 22. Anche in quel caso prima la direzione, poi il Tribunale di Sorveglianza prima, e infine piazza Cavour avevano ribadito che il regime di 41 bis non consente deroghe e che i fornelli si spengono alle 20.

Proprio un mese fa vi avevamo raccontato sul Dubbio il caso di un detenuto a cui è stato vietata di acquistare il nostro giornale perché ci sarebbe stata “la possibilità di veicolazione, tramite esso, di messaggi occulti di non agevole decifrazione”. A scriverlo nero su bianco era stata una magistrata di Sorveglianza di Novara, Marta Criscuolo, che ha respinto la richiesta di un detenuto in regime di 41-bis di poter acquistare queste pagine in quanto veicolo potenziale di messaggi cifrati. Seconda la magistrata “la Direzione ha altresì rappresentato la possibilità di veicolazione tramite esso (il Dubbio, ndr), di messaggi occulti, di non agevole decifrazione, che potrebbero sfuggire ai controlli degli addetti alla censura, e il cui controllo richiederebbe all’A.P. quindi un dispendio di risorse umane e tempo per accurati controlli del contenuto, dal momento che in esso trovano ingresso rubriche con lettere inviate dal carcere e comunque dall’esterno, che potrebbero prestarsi a veicolare informazioni da e all’esterno, tra detenuti in 41 bis o.p. e affiliati”.