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truenumbers.it, 1 febbraio 2021


Gli affiliati alla Camorra sono i più numerosi: 266. In Italia oggi sono 759 i detenuti sottoposti al 41bis. Sono sparsi in carceri con sezioni apposite in tutta Italia, ma con una concentrazione massima all'Aquila, dove sono 152, e ad Opera, dove se ne contano 100. A Sassari sono 91, a Spoleto 81. Emerge dall'ultima relazione sullo stato della giustizia italiana presentata dal ministero della Giustizia Alfonso Bonafede.

Sono 304 quelli hanno ricevuto la sentenza di ergastolo. E tra questi solo per 204 si tratta di una sentenza definitiva. L'obiettivo del 41bis non è tanto punitivo ma preventivo, la ratio è impedire che il detenuto possa comunicare con altri soggetti, sia all'interno che all'esterno del carcere, per proseguire le attività criminose. Un caso classico sono i boss di mafia come Riina a cui si deve togliere la possibilità di dare disposizioni e "governare" la propria cosca ordinando omicidi.

E del resto sono proprio gli appartenenti alle principali organizzazioni mafiose a comporre la grande maggioranza dei sottoposti al 41bis: 266 su 759, ovvero circa il 35%, appartengono alla camorra, che quanto a delitti negli ultimi anni ha sorpassato le Cosa Nostra e 'Ndrangheta. Che seguono con 203 e 210 affiliati.

Che cos'è il 41bis? - Si tratta di una disposizione varata nel 1986 che stabilisce condizioni particolarmente dure di carcerazione, da applicare originariamente solo in caso di emergenza, come nel caso di rivolte carcerarie, che non erano mancate negli anni 80.

Solo nel 1992, non a caso subito dopo la strage di Capaci, il Parlamento allargò la sua applicazione oltre l'immediata emergenza. In particolare a quei detenuti per mafia che per motivi di sicurezza non avrebbero dovuto avere contatti con l'esterno o con altri carcerati. Negli anni successivi la norma, di natura provvisoria, è stata prorogata fino a divenire permanente nel 2002, e a essere ulteriormente riformata nel 2009 con la previsione che il 41bis può essere applicato fino a 4 anni con proroghe di due anni.

Non sono solo mafiosi - Vi sono però anche 80 detenuti al carcere duro che non appartengono a questa triade. Si tratta dei 19 che fanno parte della Sacra Corona Unita, di 26 affiliati ad altre mafie siciliane, oltre a due esponenti della Stidda, sempre siciliana, di 24 di altre cosche pugliesi. Solo 3 provengono da mafie lucane. La Basilicata nel panorama del Sud è sempre stato piuttosto ai margini delle attività della criminalità organizzata.

Sono molto pochi ma sono presenti i detenuti al 41bis per motivi di terrorismo, in particolare islamico. Sono 3, e il regime di detenzione applicato è dovuto al fatto che il 41bis è stato nel tempo allargato oltre i reati di mafia. Si può destinare anche a condannati o sotto processo per terrorismo, sequestro di persona, violenza sessuale, prostituzione minorile o pedopornografia.

La condanna al 41bis comporta infatti l'isolamento dagli altri detenuti, anche nell'ora d'aria, la limitazione dei colloqui con i familiari, solo uno al mese della durata di un'ora, e dietro un vetro. Le autorità carcerare controllano la posta in uscita ed entrata, la riduzione del numero e del tipo di oggetti che si possono detenere in cella, che è ovviamente singola.

Vi sono stati diversi ricorsi contro il 41bis nel corso degli anni, di organizzazioni per i diritti umani. Una delle principali obiezioni, a parte quelle sulla durezza delle condizioni, è che venga usato per "fare parlare" e che possa condurre alla creazione di falsi pentiti. Certamente rimane uno degli strumenti che ha portato alla maggiore disarticolazione della criminalità organizzata, in particolare della mafia siciliana negli ultimi 30 anni.