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di Stefano Anastasia

 

Il Riformista, 7 maggio 2020

 

I "boss" scarcerati non sono 376, ma 3. Tutti gli altri erano detenuti nel circuito di alta sicurezza. In queste scarcerazioni sono coinvolti 200 magistrati: tutti pericolosi eversori dell'ordine costituito? Lo scoop postumo di Repubblica ("Boss scarcerati, la lista segreta", 5 maggio) ci informa che i boss scarcerati dal 41bis per motivi di salute sono 3, non 376.

Gli altri erano detenuti al circuito detentivo di alta sicurezza, cui si accede - non sulla base di una valutazione individualizzata della pericolosità sociale, come nel caso del 41bis - ma per titolo di reato: basta averne uno tra gli ormai innumerevoli ricompresi nell'articolo 4bis dell'ordinamento penitenziario che limita l'accesso ai benefici e alle alternative al carcere.

A vario titolo ostativi sono ormai non solo i reati legati alle organizzazioni criminali, ma anche quelli per fatti di corruzione, le rapine aggravate e alcuni reati sessuali. Comunque, certo è che - nonostante i profili criminali tratteggiati nell'articolo citato, nessuno di questi 373 detenuti scarcerati dal circuito di alta sicurezza è stato considerato da Ministro e Procura nazionale antimafia così pericoloso per l'ordine e la sicurezza pubblica da stare in 41bis.

D'altro canto, di questi 373 detenuti scarcerati dall'alta sicurezza per motivi di salute, ben 196 erano anche in attesa di giudizio, e dunque, secondo quel vecchio arnese della Costituzione, ancora legalmente innocenti.

Questo significa anche che questi 196 detenuti sono stati scarcerati per ordine degli stessi magistrati che ne avevano convalidato l'arresto e la misura cautelare, evidentemente - a loro giudizio - non più necessaria in quella forma e in quella gravità. Solo 155 sono stati invece i provvedimenti di scarcerazione per motivi di salute adottati dai magistrati di sorveglianza, motivati come sappiamo, alla luce della legge e delle Convenzioni internazionali in materia di diritti umani, che ritengono preminente la tutela della salute individuale a quello della esecuzione della pena in forma detentiva, che può essere commutata in detenzione domiciliare o sospesa, a seconda delle necessità.

Infine, a conti fatti, è possibile ipotizzare che per 376 scarcerazioni siano stati coinvolti almeno 200 magistrati della Repubblica, servitori dello Stato al pari dei più famosi vocianti da ogni pulpito giornalistico e televisivo: tutti pericolosi eversori dell'ordine costituito?