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di Nino Luca

Corriere della Sera, 24 ottobre 2026

“Avete tutti la bici?”, chiede Silvia D’Anna, responsabile Centro Sociale Barrio’s e Comunità Nuova, ai suoi dieci ragazzi pronti sulle due ruote. E allora via, tutti insieme fino a Gaggiano lungo i Navigli. È un pomeriggio pieno di sole nel quartiere della Barona, finito sotto i riflettori dopo le follie del weekend a Milano. Ma dietro la cronaca c’è una realtà più complessa, fatta sì di fragilità ma anche di numerose tentativi quotidiani di offrire socialità ai più giovani. Al centro c’è il Barrio’s, struttura del comune di Milano, gestita da Comunità Nuova da 29 anni. Uno spazio aperto a bambini e adolescenti, tra doposcuola, teatro, musica, sport e laboratori e soprattutto lezioni di L2: l’italiano per stranieri.

Accanto agli anziani che nel pomeriggio ballano nella sala della porta accanto, sono centinaia i ragazzi che gravitano attorno al centro, dove si lavora sull’inclusione. Eppure, oggi, una parte degli spazi è inagibile: il furto delle coperture in rame ha danneggiato bar, mentre il teatro necessita di interventi di messa a norma. “C’è una grossa questione di risorse economiche”, spiega Silvia D’anna, “che chiedono sostegno per la manutenzione e per le attività educative”. La rabbia esplosa nelle strade, avvertono dal Barrio’s, non va liquidata come semplice violenza: impone domande sull’ascolto, sulle famiglie e sulla scuola.

La Barona è anche il Villaggio Barona, gli spazi per bambini e famiglie come Giocomondo e lo Spazio ZeroSei Lope, gli oratori di Santa Rita e dei Santi Nazaro e Celso, le realtà culturali e di aggregazione come il Biko, gli eventi di Spazio Profumo e l’attività di fondazioni come la Fondazione Rodolfo Ferrari. Infine, le parole di una canzone di Marracash chiudono il nostro breve viaggio nel quartiere dove proprio il rapper è cresciuto: “A tutti i ragazzi disastrati / Venuti su dritti / Che vivono in case cadenti / Fra le rovine delle loro famiglie / Una laurea ad honorem”.