di Ilario Ammendolia
Il Dubbio, 27 aprile 2023
Lettera aperta al procuratore di Catanzaro, dott. Nicola Gratteri. La scorsa settimana, cogliendo in positivo quella che mi era sembrata una sua apertura ad ammettere i suoi frequenti errori giudiziari, Le avevo chiesto di valutare la possibilità di chiedere scusa a quegli innocenti che ne hanno pagato le conseguenze. Com’era prevedibile, non l’ha fatto! Eppure avrebbe avuto mille modi, e tutti onorevoli, per far giungere la sua voce alle vittime delle sue tante inchieste sbagliate. Ho cercato, in questi giorni, di capire le sue ragioni.
Probabilmente pensa che le vittime delle sue ‘retate’ non ci siano o siano così poche da non meritare le scuse. In tal caso si sbaglia e noi siamo disponibili a dimostrare che ci sono, sono tante e in qualche caso difficilmente riconducibili ad errore. Se lo ritenesse opportuno Le potremmo fornire un primo elenco, a meno che Ella non pensi che costoro, sebbene innocenti, non siano degni della sua attenzione. Libero di farlo. Ma ciò contrasta con la pari dignità delle persone e imporrebbe alla stampa libera (veramente poca) di ristabilire la verità e con essa le regole della democrazia violata.
Infine, ed è questa la cosa più probabile, lei potrebbe ipotizzare che la lotta contro la ndrangheta, pur condotta con grande approssimazione e coperta da un clamore mediatico tale da trasformare insuccessi in grandi trionfi, abbia un valore tale da considerare meri effetti collaterali la vita degli innocenti stritolati nella assurda morsa mafia - antimafia. Sarebbe quest’ultima l’ipotesi più inquietante perché, come Lei mi insegna, il diritto serve a concretizzare la Giustizia e non ad aggiunge abuso ad abuso, ingiustizia a ingiustizia. Ci sembra che ci siano abbastanza ragioni per una sua risposta.
Comunque, da parte nostra le rinnoviamo l’invito a chiedere scusa, o comunque a dare una spiegazione del suo diniego. Con ciò non intendiamo affatto infastidirla o farle perdere tempo perché basterebbe un attimo solo, per dare un esempio di umiltà e coraggio e ciò sarebbe di grande giovamento alla credibilità e legittimità all’impegno di quanti combattono per una società senza mafie, consorterie e poteri occulti. E per questa via, arriviamo a sognare che in un tempo non lontano, in occasione della ‘Giornata della memoria’ dedicata alle vittime di mafia, qualcuno possa accennare ai tanti, che hanno avuto la vita distrutta da una giustizia ingiusta e in qualche caso canaglia.










