di Alberto Giulini
Corriere di Torino, 22 marzo 2026
Don Ciotti: “L’omertà è uccidere la verità e la speranza”. Letti i nomi di 1.117 “vittime innocenti”. Nel capoluogo piemontese la 31esima edizione della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” promossa da Libera. I familiari delle vittime: “Fame di verità e giustizia”. “I protagonisti sono i familiari delle vittime innocenti della violenza criminale e mafiosa. L’80% di loro non conosce la verità. Il diritto alla verità è importante e fondamentale e per fare questo è necessario scuotere un pochettino di più ognuno per la propria parte, perché la memoria non può andare in prescrizione”.
Così don Luigi Ciotti in piazza Vittorio Veneto, a Torino, a margine della manifestazione in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. “L’80% - ha aggiunto - è un numero impressionante in Italia, culla della civiltà che non conosce la verità. Libera ha fatto del lavoro nelle scuole, nel territorio, nelle associazioni. Abbiamo varcato i confini perché Libera oggi è molto presente in tutta Europa. Libera è presente in America Latina, Libera è presente in 22 Stati dell’Africa. L’esperienza italiana quindi ha contagiato, ha contagiato positivamente. Ora bisogna però scuotere la gente, le persone. Ci sono dei momenti nella vita in
cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo morale e una responsabilità civile. Noi di fronte la violenza, l’illegalità, la corruzione, le mafie non dobbiamo tacere. È una responsabilità educativa, culturale e di richiesta di politiche sociali. Grazie al lavoro di magistrati e di forze di polizia: molti li ricordiamo anche tra le persone uccise dalla mafia perché facevano bene fino in fondo la loro parte”.
A Torino in 50 mila al corteo di Libera contro le mafie. Don Ciotti: “L’omertà è uccidere la verità e la speranza”. Letti i nomi di 1.117 “vittime innocenti” È stato il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, a iniziare la lettura dei 1.117 nomi delle vittime innocenti delle mafie del cui ricordo si celebra oggi, sabato 21 marzo, la giornata nazionale nel capoluogo piemontese. Ad alternarsi sul palco di Libera allestito in piazza Vittorio Veneto, nei primi minuti dedicati alla lettura dei nomi, tra gli altri, anche il presidente della Regione, Alberto Cirio, la procuratrice generale di Torino Lucia Musti, il procuratore del capoluogo piemontese Giovanni Bombardieri, oltre ai vertici territoriali delle forze dell’ordine. Attraverso una nota, Libera comunica che sarebbero più di cinquantamila le persone che hanno sfilato per le vie di Torino in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, alla presenza di oltre 50 familiari di vittime provenienti da tutta Italia.
Il governatore Cirio: “Siamo orgogliosi ed emozionati” - “Oggi coroniamo un sogno. La Regione Piemonte ha accolto la suggestione di don Ciotti. L’abbiamo sostenuta. Abbiamo voluto che l’evento si svolgesse in Piemonte, a Torino, e adesso siamo orgogliosi ed emozionati”. Lo ha detto Alberto Cirio, presidente della Regione, durante il corteo contro le mafie promosso da Libera. “Ieri - ha aggiunto - abbiamo accolto e anche abbracciato fisicamente i familiari delle vittime innocenti delle mafie. Oggi è l’occasione per dire a tutti, e soprattutto a noi stessi, che la guardia deve essere tenuta altissima e che non bisogna mai girarsi dall’altra parte”.
Il sindaco Lo Russo: “Torino è la storia dell’antimafia” - “Per Torino è una grande giornata. La mobilitazione è imponente, a testimonianza di quanto il tema sia nelle corde della nostra città”. Lo ha detto il sindaco, Stefano Lo Russo, durante il corteo promosso da Libera. “Siamo qui - ha osservato - a sfilare insieme a decine di migliaia di persone giunte da tutta Italia a testimonianza del forte legame che Torino ha con la storia dell’antimafia, con l’attualità dell’antimafia, e che vuole continuare ad avere”.
Il pg Musti: “Noi siamo forza in questo momento” - “Don Ciotti riesce a muovere le masse, gli animi e le coscienze. Credo, quindi, che questa giornata sia un bel momento, un bel riconoscimento e io mi auguro che questo messaggio arrivi a chi deve arrivare, alle mafie, ma anche alle aree grigie che aiutano e sostengono le mafie imprenditrici”. Il procuratore generale di Torino, Lucia Musti, in corteo per la 31esima
“Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”. “Un messaggio - ha aggiunto - che aiuti a scuotere le coscienze, ma che anche sia un segnale della forza: perché noi siamo una forza in questo momento”.
Il procuratore Bombardieri: “L’impegno della società civile” - “Il contrasto alla criminalità organizzata passa anche attraverso l’impegno della società civile, e oggi vedere tanta gente insieme ai familiari delle vittime delle mafie è importantissimo: vuol dire che si comprende il significato e l’importanza di questo impegno”. Lo ha detto all’Ansa Giovanni Bombardieri, capo della procura di Torino e della Dda del distretto piemontese, presente oggi al corteo promosso in città da Libera. “Oggi è una giornata bella per questo”, ha aggiunto.
I familiari delle vittime: “Fame di verità e giustizia” - Non sono parenti tra di loro ma si definiscono “sorelle e fratelli di sangue e di impegno”. Sono i familiari delle vittime innocenti di mafia che si sono dati appuntamento a Torino per partecipare alla 31esima edizione della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” promossa da Libera. Sono loro ad aprire il corteo che fra poco sfilerà per le vie del centro del capoluogo piemontese fino a piazza Vittorio dove verranno letti i nomi delle 1.117 vittime. Sono loro, i familiari, ad aprire il corteo tenendo lo striscione che quest’anno recita, “Fame di verità e giustizia”. Indossano le magliette con stampate le foto, dei loro cari uccisi dalla criminalità, si abbracciano, si stringono a don Luigi Ciotti che all’arrivo li accarezza uno a uno e si unisce a loro.










