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di Sara Ficocelli

La Repubblica, 8 marzo 2022

Coerentemente col suo impegno per difendere i diritti umani, l’Unione europea è molto attiva nella lotta contro la pena capitale nel mondo. “Visto il periodo di forte tensione internazionale, l’Unione europea dovrebbe stimolare altri Paesi - in primis la Bielorussia - a progredire verso la democrazia, il rispetto dello Stato di diritto e i diritti umani. Un cambiamento che di per sè porterebbe all’abolizione della pena di morte.

L’Europa, in questo senso, ha i mezzi per dar prova di leadership e deve intensificare la sua azione esterna per l’abolizione globale della pena capitale”. A parlare, sulla piattaforma dedicata alle proposte dei cittadini della Conferenza sul Futuro dell’Europa, è Matthieu Meunier, che su questo importante argomento viene subito incalzato da un altro cittadino, Teemu Tuominen: “A mio avviso, la pena di morte non dovrebbe essere abolita, anzi rappresenta un buon modo per far valere la giustizia”.

Secondo i dati del 2019, sono ben 142 i Paesi nel mondo che hanno abolito la pena di morte per legge o nella pratica, lasciando a 56 il numero di quelli che ancora praticano esecuzioni capitali; 657 le esecuzioni registrate in 20 Paesi (escludendo la Cina, dove si crede che siano migliaia le sentenze eseguite) e oltre 25mila le persone che attualmente si trovano nel braccio della morte.

Il numero di esecuzioni nel 2019 è stato il più basso dell’ultimo decennio. Nel 2018 le esecuzioni erano state 690, mentre nel 2017 ne erano state eseguite 993. Circa l’86% di tutte le esecuzioni registrate nel 2019 ha avuto luogo in quattro paesi - Iran, Arabia Saudita, Iraq e Egitto. Si ignorano purtroppo i dati relativi alla Cina, che protegge queste informazioni con il segreto di Stato. (Fonte: Amnesty International)

Coerentemente col suo impegno per difendere i diritti umani, l’Unione europea è molto attiva nella lotta contro la pena di morte nel mondo e tutti i paesi Ue l’hanno abolita, in linea con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La Bielorussia è l’unico paese del continente europeo che continua a praticare le esecuzioni capitali. In Russia c’è invece una moratoria.