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abruzzoweb.it, 5 luglio 2019

 

Dei 13 candidati restano in nove ad ambire al posto di garante dei detenuti in Abruzzo, ma scompare il nome di Rita Bernardini, esponente politico del partito radicale, ritenuta una esperta del sistema carcerario. Sullo sfondo un momento difficile per il sistema carcerario abruzzese, che nelle scorse settimane è stato al centro di diverse proteste da parte di gruppi di anarchici, associazioni ed esponenti politici, che hanno mostrato solidarietà ad Anna Beniamino, 46 anni, e Silvia Ruggeri, 32 anni, imputate per reati di matrice anarchico insurrezionalista, rinchiuse nel carcere "Le Costarelle" di Preturo (L'Aquila) in sciopero della fame dal 29 maggio scorso, contro le restrizioni imposte dal regime carcerario del 41bis. Lo sciopero è stato interrotto soltanto due giorni fa.

Nico Di Florio e Valerio Federico, rispettivamente coordinatore di +Europa Pescara e componente della Direzione Nazionale, il mese scorso avevano chiesto un immediato incontro con il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e la calendarizzazione dell'elezione, così come richiesto dall'esponente radicale Alessio Di Carlo.

In una nota avevano sottolineato che: "Nonostante la legge istitutiva del 31 agosto 2011, numero 54 a tutt'oggi l'Abruzzo è l'unica regione italiana a non aver provveduto all'elezione del Garante, complice una legge regionale che richiede la maggioranza dei due terzi dei voti favorevoli. Occorre dunque verificare se all'interno dell'attuale Consiglio regionale sia possibile raggiungere il quorum e, in caso contrario, intervenire direttamente sulla legge istitutiva".

Dunque è in questo clima, e osteggiata dal Movimento 5 Stelle, che la Bernardini deve aver rinunciato a presentare domanda. Entra a gamba tesa nel discorso anche l'aquilano Giulio Petrilli, che ha scontato sei anni di carcere prima dell'assoluzione della Cassazione dall'accusa di essere tra gli organizzatori della banda armata Prima Linea "per presunte cattive frequentazioni da me avute" e che nei mesi scorsi si è rivolto al Parlamento Europeo in quanto "vittima di una detenzione ingiusta". "Il nuovo avviso pubblico per istituire il garante dei detenuti in Abruzzo, non è stato non solo pubblicizzato dalla Regione Abruzzo, come sarebbe dovuto accadere per un tema così importante, ma solo l'ultimo giorno un concorrente lo ha reso pubblico, il tempo era scaduto", denuncia l'aquilano.

"Avrei voluto chiedergli dove ne era venuto a conoscenza. Io personalmente la sera stessa sono andato sul sito delle Regione e non ho trovato nulla e come tanti non ho potuto fare la domanda in quanto il tempo era scaduto. Chi ha concorso dove lo ha appreso?", scrive in una nota Petrilli. Petrilli componente del "Comitato per il diritto al risarcimento di ingiusta detenzione per tutti gli assolti", sottolinea infine: "Se hanno deciso già chi nominare avrebbero dovuto avere la coerenza di dare un incarico fiduciario e non inventarsi un avviso pubblico fantasma".

Nella lista dei "papabili", tra tutti spiccano i nomi della pescarese Fiammetta Trisi, dirigente penitenziaria, e dell'avvocato Fabio Nieddu, figura di riferimento della Croce Rossa pescarese. Tra i requisiti principali previsti nell'avviso pubblico, scaduto all'inizio di giugno, ci sono quelli di aver svolto attività "di grande responsabilità e rilievo in ambito sociale", quindi "la conoscenza approfondita delle problematiche della reclusione", e una "comprovata esperienza nel campo delle scienze giuridiche e dei diritti umani in ambito penitenziario". Per i professori universitari, inoltre, tra i requisiti anche quello di "aver svolto ricerche sulle tematiche penitenziarie e detentive".

In base all'istruttoria condotta dal dirigente della Regione Abruzzo, Giovanni Giardino, sono risultati non in possesso dei requisiti richiesti sia l'aquilano Marco Fanfani, ex presidente della Fondazione Carispaq, che la celanese Rosa Pestilli. Il casertano Emilio Enzo Quintieri invece rientra in una cosiddetta "causa ostativa", mentre hanno presentato in ritardo le loro domande Carla Cotellessa e Gabriella Sacchetti, entrambe escluse.

Restano in corsa dunque: Salvatore Braghini, avezzanese di 53 anni, docente in una scuola superiore; Gianmarco Cifaldi, 55 anni aquilano, professore universitario alla D'Annunzio; Leonardo Colucci, 63 anni di un paese del Potentino e prossimo alla pensione; Edda Giuberti, 40 anni di Prato; Teresa Lesti, anche lei 40enne ma di Chieti; Francesco Lo Piccolo, 69 anni, giornalista professionista in pensione e impegnato come volontariato nelle carceri abruzzesi; l'avvocato Nieddu, di 46 anni; Alessandro Sirolli, 68 anni dell'Aquila e infine la dirigente del Ministero della Giustizia Fiammetta Trisi, di 59 anni. Il nome del Garante sarà scelto tra questi nove attraverso il voto in Consiglio regionale. Martedì prossimo l'Assemblea legislativa d'Abruzzo procederà all'elezione dei componenti della Commissione regionale per la realizzazione delle pari opportunità e della parità giuridica e sostanziale tra uomini e donne e del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.