corrierepeligno.it, 18 giugno 2019
Il Consigliere regionale Americo Di Benedetto (Legnini Presidente) è intervenuto oggi per richiamare l'attenzione dell'Assemblea regionale sulla necessità, ed urgenza, di adivenire al più presto alla nomina del Garante dei detenuti. Infatti l'Abruzzo, complice anche una legislazione regionale complessa, non è riuscita finora a centrare l'obiettivo.
Secondo Di Benedetto "Nel carcere dell' Aquila due detenute del reparto di massima sicurezza sono in sciopero della fame dal 29 maggio. Protestano per l'isolamento a cui sono costrette e denunciano una struttura chiusa e dura! La garanzia della certezza della pena non può escludere la tutela dei diritti basilari delle persone, men che meno privarle di un senso di umanità. La pena in uno stato di diritto non deve mai perdere il faro della rieducazione e della speranza. Voltaire diceva che il grado di civiltà di una nazione si misura dalla condizione delle proprie carceri".
"L'episodio dello sciopero della fame - sottolinea Di Benedetto - evidenzia la criticità di un carcere come quello dell'Aquila, adibito esclusivamente a detenuti e detenute in 41 bis ed ora anche con una sezione per detenute in massima sicurezza. L'Abruzzo ha diversi istituti penitenziari e tutti con tante problematiche. Alla luce di queste considerazioni si rileva ancor più l'urgenza della nomina del Garante regionale dei detenuti. Auspico, pertanto, che la nomina venga discussa il prima possibile in Consiglio regionale. L'Abruzzo è forse l'unica regione in Italia a non averlo". "Il Garante - spiega il capogruppo di "Legnini Presidente" - serve per aiutare le stesse Istituzioni a capire le problematiche di un mondo diverso da quello nostro, il mondo della reclusione. Questo mondo non va delegato solo agli addetti ai lavori, direttori, funzionari e agenti penitenziari, ma deve coinvolgere la società nel suo complesso".
"Il carcere - conclude Di Benedetto - non deve essere una scuola per poi tornare a delinquere, ma deve aiutare a far cambiare in positivo le persone che hanno sbagliato! Non è una cosa semplice, ma va perseguita".










