Il Centro, 19 giugno 2019
Di Benedetto (Lista Legnini): "Subito la nomina". Smargiassi (M5S): "In 5 anni voi non lo avete fatto". "L'Abruzzo è forse l'unica regione a non avere il garante per i detenuti. Auspico che la nomina venga discussa il prima possibile in Consiglio regionale". Così Americo Di Benedetto, consigliere regionale del gruppo Legnini Presidente, su una questione che per anni è stata al vaglio del consiglio abruzzese nella passata legislatura. Anche per motivi legati alla esigenza di una maggioranza qualificata, ma anche per problemi in seno alla maggioranza, il centrosinistra non è riuscita ad effettuare la nomina. Il consigliere di centrosinistra che è all'opposizione, nella nota sottolinea che "nel carcere dell'Aquila due detenute del reparto di massima sicurezza sono in sciopero della fame dal 29 maggio. Protestano per l'isolamento a cui sono costrette e denunciano una struttura chiusa e dura.
La garanzia della certezza della pena non può escludere la tutela dei diritti basilari delle persone, men che meno privarle di un senso di umanità", si legge ancora nella nota. "Ma l'Abruzzo", continua Di Benedetto, "ha diversi istituti penitenziari e tutti con tante problematiche. Alla luce di queste considerazioni si rileva ancor più l'urgenza della nomina del Garante regionale dei detenuti".
Ma arriva la replica del M5S che dice: "Ha il sapore della beffa leggere le parole del consigliere Di Benedetto, che chiede a gran voce la nomina di un Garante dei detenuti dopo che per 5 anni il suo centrosinistra non è stato in grado di intavolare un dialogo costruttivo per individuare una figura abruzzese, senza dover andare a pescare fuori dalla Regione".
Ad affermarlo è il consigliere regionale Pietro Smargiassi. "Ricordo perfettamente", spiega, "come la scorsa giunta abbia rinviato per decine di sedute il problema, disinteressandosene completamente. Non posso soprassedere sull'ottuso atteggiamento di chi per 54 mesi di governo si è ostinato a presentare sempre un solo nome, per ragioni probabilmente diverse da quella della competenza che mai nessuno si è permesso di contestare.
Rita Bernardini è senza dubbio una persona preparata e voce di rilievo sulla tematica delle carceri, ma non può essere considerato l'unico profilo spendibile. Le condanne da lei riportate, seppur relative ad atti di disobbedienza civile, rappresentano un fattore sul quale non si può soprassedere. Per questo il M5S provò, invano, a presentare alla Giunta e al presidente una rosa di nomi di spicco. L'augurio", conclude il 5 Stelle, "è che, contrariamente a quanto successo col centro sinistra, il governo regionale voglia aprire un dialogo diverso per arrivare alla nomina di una personalità abruzzese, di comprovata esperienza e sensibilità sul tema".










