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Il Centro, 13 marzo 2020


La segnalazione dell'associazione "Voci di dentro" che fa il punto in Abruzzo dove la protesta è civile. Nelle carceri abruzzesi mancano saponi e prodotti per l'igiene. L'appello arriva dall'associazione "Voci di dentro", che invita "ad adottare misure idonee per prevenire il contagio da Covid-19.

In attesa di azioni di buon senso, quali indulto, ricorso alla 199 e domiciliari per anziani e malati, richieste ormai condivise da molti contro il rischio di contagi all'interno delle carceri", evidenzia "Voci di dentro", "è opportuno far notare come, nella casa circondariale di Chieti, che conta oltre 150 detenuti in una struttura che ne può contenere solo 79, il dialogo tra detenuti e direzione sta dando i primi frutti. A tutti sono stati concessi 10 minuti di telefonate al giorno e, per le persone più anziane e malate, almeno una decina, è stata fatta richiesta alla magistratura per un provvedimento di invio ai domiciliari. Al momento, per un detenuto che ormai era in scadenza termini è stata autorizzata la detenzione domiciliare; per gli altri la direzione è in attesa della decisione della magistratura".

L'associazione informa come "da parte dei detenuti sia ancora in corso lo sciopero della fame e la battitura notturna delle inferriate dalle 20 alle 21 e dalle 22 alle 22,30. Una protesta pacifica preceduta da un momento di silenzio per le vittime, finalizzata ad ottenere misure alternative per tutti i detenuti sotto i termini di legge, la chiusura delle sintesi comportamentali, l'utilizzo di skype e telefonate quotidiane ai familiari per sopperire alla sospensione dei colloqui - richiesta quest'ultima già ottenuta - fornitura di acqua potabile, chiusura ad agenti e addetti ai lavori interni al penitenziario per tutta la durata dello stop ai colloqui e, in subordine, l'accesso ai familiari alle stesse condizioni degli agenti penitenziari (con mascherina e controlli medici), nessuna ritorsione per chi partecipa allo sciopero".

"Stiamo seguendo quotidianamente la situazione a Chieti e nel carcere di Pescara", afferma ancora l'associazione Voci di dentro, "e ribadiamo la contrarietà ai trasferimenti di detenuti da un carcere all'altro, oltre a ribadire la necessità di una liberazione anticipata retroattiva, del blocco dei nuovi ingressi per reati minori, pregressi e cumuli di pena, dell'indulto per tutti i detenuti con pene inferiori ai tre anni e la liberazione da nove carceri italiane di 59 bambini e di 54 mamme".

"Nel carcere di Chieti", conclude l'associazione, "mancano i prodotti per l'igiene, invitiamo, pertanto, enti, associazioni e aziende del comune a portare direttamente in carcere, saponi, detersivi e disinfettanti, specificando in portineria la dicitura offerta con Voci di dentro per i detenuti di Chieti".

Prevenire il contagio all'interno del carcere, oltre che aiutare chi si trova detenuto significa evitare casi di coronavirus dentro le celle.