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di Teresa Grasso

 

La Sicilia, 21 aprile 2015

 

Un posto più accogliente per incontrare i propri familiari e per vivere con maggiore serenità il percorso di ritorno alla vita vera. Sono stati inaugurati, ieri mattina, i nuovi locali della zona laboratori nel cortile interno dell'Istituto penale per minorenni di Acireale. Una cerimonia partecipata che ha visto protagonisti indiscussi i ragazzi reclusi. Dopo un lungo periodo di inabilità e proprio in occasione dell'arrivo della stagione estiva, una preziosa risorsa per i 20 giovani presenti nell'istituto che trascorrono in questi luoghi buona parte della loro giornata. E proprio qui che i ragazzi svolgono attività ricreative: dalla classica partita di calcetto ai laboratori di ceramica, scultura e falegnameria.

In realtà, per accogliere al meglio gli ospiti che hanno assistito all'evento, i giovani si sono improvvisati pure chef, cucinando con le proprie mani le pietanze offerte nel corso della cerimonia. Nel cortile sono stati collocati due gazebo che saranno utilizzati per i colloqui tra ragazzi e famiglie, ma anche per le attività all'aperto che saranno di volta in volta programmate.

Alla cerimonia erano presenti il dirigente del Centro per la giustizia minorile di Palermo, Angelo Meli, soddisfatto specialmente per l'entusiasmo manifestato dai giovani contenti per le nuove opportunità di cui usufruiranno i giovani reclusi, il direttore generale del Dipartimento per la giustizia minorile, Emanuele Caldarera, il presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Francesca Pricoco, il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, l'assessore alle Politiche Sociali, Adele D'Anna, il vescovo della diocesi, Antonino Raspanti, assieme agli operatori e i volontari che collaborano con l'istituto.

"Grande emozione e la riprova che investire su questi giovani garantisce per loro uno stimolo e la motivazione per vivere al meglio il difficile quanto necessario percorso che li restituisce alla loro vita, é chiarissimo e la giornata di oggi ne é stata la prova che i ragazzi danno il massimo se comprendono che si ha interesse per la loro vita e il loro percorso di recupero sociale e umano", ha spiegato con tono commosso e particolarmente soddisfatta la direttrice dell'Ipm di Acireale, Carmela Leo.