cataniatoday.it, 27 maggio 2025
Per garantire che la privacy dei minori venga rispettata, le lettere degli studenti vengono vigilate: non possono contenere informazioni con indirizzi e numeri civici, non ci possono essere nomi di battesimo e ogni partecipante sceglie un nickname col quale avviare la corrispondenza. Lettere dal carcere. Missive scambiate tra chi è fuori e chi, invece, nonostante la giovane età, è costretto per un periodo a stare ‘dentro’. Uno scambio che diventa possibilità’ e crescita, ma anche un modo per accorciare le distanze e per abbattere le pareti, non solo fisiche, che separano esperienze di vita diverse.
È tutto qui il senso del laboratorio “Corrispondenze”, portato avanti dal Cag (Centro aggregazione giovanile) di piazza Bovio, a Catania, con la collaborazione dell’istituto “Regina Elena” di Acireale, del Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) 2 di Giarre, e dell’Ipm (Istituto penale per i minorenni) di Acireale. In queste settimane, gli alunni del liceo acese hanno avuto l’opportunità’ di scambiare delle lettere con altrettanti giovanissimi che attualmente stanno trascorrendo una parte della loro vita all’Ipm, seguendo i corsi del Cpia di Giarre. Per garantire che la privacy dei minori venga rispettata, le lettere vengono vigilate: non possono contenere informazioni con luoghi fisici (indirizzi e numeri civici), non ci possono essere nomi di battesimo e ogni partecipante sceglie un nickname col quale avviare la corrispondenza.
Il percorso di scambio epistolare prevede prima una presentazione di chi scrive: la risposta a un breve questionario di cinque domande che parla di passato e di futuro. Un ricordo bello, un progetto a lunga scadenza, il superamento di un brutto momento, l’analisi di un dolore provato. Da una parte gli studenti e le studentesse del Regina Elena, dall’altra i coetanei dell’Ipm. Tutte e tutti chiamati anche a scriversi opinioni sulle dinamiche familiari, la suddivisione dei compiti nelle coppie o la genitorialità.
Il laboratorio è condotto da Cristiano Licata e Alberto Incarbone, entrambi operatori sociali Sai (Sistema accoglienza integrazione) e animatori, dipendenti della cooperativa Futura 1989 (di cui è responsabile Liliana Di Maria), che gestisce il Centro di aggregazione giovanile di piazza Bovio. Licata e Incarbone si occupano della ricezione, del controllo e della consegna della corrispondenza. Le referenti del progetto sono le professoresse Agata Arcidiacono e Clara Grasso per il Regina Elena; Katerina Maddi per il Cpia 2 di Giarre che opera all’Ipm (dirigente scolastica Rita Vitaliti); le educatrici Rita Scandura e Marinella Patane’ per l’Ipm di Acireale (direttore Girolamo Monaco).











