Il Giorno, 3 giugno 2024
Luigi Saraceni, magistrato e avvocato, presidente di sezione a Roma e fondatore di Magistratura Democratica, difese Ocalan e sua figlia Federica. Attivo anche in politica, contribuì alla legge sulle misure alternative al carcere. Calabrese di nascita, romano di adozione, magistrato per 30 anni, con una parentesi da parlamentare dei Ds e dei Verdi, e avvocato per il resto della vita. Luigi Saraceni, morto a 87 anni, è stato presidente di sezione di tribunale a Roma, tra i fondatori di Magistratura Democratica, nel collegio difensivo di Abdullah Ocalan, leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), nel periodo in cui fu detenuto in Italia. Ma è stato anche un papà-avvocato: difese sua figlia Federica, arrestata nel 2003, condannata in via definitiva per l’omicidio nel 1999 a Roma del giuslavorista Massimo D’Antona da parte delle Nuove Brigate Rosse. Saraceni è stato tra i fondatori dell’associazione Antigone e come deputato dei Democratici di Sinistra firmò nel 1998 la legge che ha reso più ampia e facile la concessione delle misure alternative al carcere.









