di Elena Stancanelli
La Stampa, 7 dicembre 2020
Pare che Jasmine e Vittoria si fossero date appuntamento al Pincio per "menasse". Non sappiamo quale fosse l'onta da lavare, sappiamo però, grazie a un vocale caricato sull'account Instagram gossipderomaa, che Justine non si è presentata.
Stava arrivando in metro, o con l'autobus, ma è dovuta tornare indietro perché c'ha avuto un problema familiare grosso. Pare che la rissa sia stata scatenata dalla delusione per il mancato spettacolo. Di certo intorno alle sei del pomeriggio di un sabato non qualunque - sotto Natale, in piena epidemia, nell'esasperazione ormai incontenibile per la mancanza di contatto fisico - centinaia di adolescenti si sono buttati l'uno contro l'altro. "Volevo dire a tutte le persone che erano presenti oggi e che vanno fieri di aver menato qualcuno, fate schifo. Doveva esse 'na rissa tra du pischelle, com'è finita, tutta Roma contro tutta Roma. Ci sta menarsi per dei torti, ma ci sono persone che hanno menato per togliersi lo sfizio o perché se stavano a mena' tutti".
Riporto sempre dall'account citato, una specie di tazebao per notiziole piccanti, tipo "continue frecciatine tra Dennis, Marika e Aurora". Chissà com'è andata finire tra quei tre. La terrazza del Pincio, sopra piazza del Popolo, è un luogo di ritrovo da moltissimi anni. Prima dei social, prima di internet e i telefonini, la notte, senza bisogno di dirselo, ci scendevano ragazzi e ragazze che arrivavano da lontano, da quello periferie abbondate di cui sappiamo.
Venivano qui per far sentire la potenza degli stereo montati sulle automobili, quando gli stereo andavano di moda, per fare l'amore nei sedili di dietro, per farsi le canne. Adesso che quasi tutti si muovono in metro, o con gli autobus, ci fanno le gare coi monopattini, guardano i video sui telefonini, nel peggiore dei casi "se menano". Preferiremmo che facessero qualcosa di più costruttivo, che leggessero per esempio, ma è abbastanza evidente che questo non accadrà.
Che preferiscono tatuarsi e andare in palestra, piuttosto che praticare uno sport elegante e discutere di filosofia. E forse non è mai accaduto. Nonostante la nostalgia che abbellisce il passato, non è mai esistita una generazione in cui un numero consistente di adolescenti si comportasse come i genitori avrebbero desiderato. Anzi, certi nostri adolescenti sono in possesso di una specializzazione che non ha precedenti. Sanno che dovranno farsi largo tra una concorrenza gigantesca, che probabilmente non potranno rimanere in Italia, che dovranno esprimere le loro competenze in un'altra lingua. Pochi certo, pochissimi, ma quelli bravi sono bravissimi, più di noi. Poi ci sono gli altri. E sono una marea, una quantità impressionante di ragazzini e ragazzine che si sono arresi.
Hanno una grande svantaggio, rispetto a noi: il mondo, o quello che loro immaginano sia il mondo, è continuamente e per intero davanti ai loro occhi. La presunta conoscenza capillare e istantanea messa a disposizione dalla rete ha ucciso le illusioni. Qualunque cosa ti venga in mente, c'è uno da qualche parte che l'ha già pensata e realizzata molto meglio di quanto tu avresti mai potuto fare. Ma non solo. Mentre raccontiamo che hanno tutto, intendendo con tutto un telefono una connessione internet e qualche vestito costoso, in verità gli stiamo togliendo tutto quello che possiamo. Basta fare due passi in una di quelle periferie di cui si è detto, per esempio in quella Piana del Sole, dalle parti di Fiumicino, dove è nato quel 1727wrldstar, il tizio diventato famoso perché si è schiantato in diretta con la macchina commentando "Ho preso il muro, fratelli".
Sono galere, schiere di palazzotti fatiscenti senza una biblioteca, un cinema, un centro di aggregazione di qualche tipo. A volte c'è un fast food, sullo sfondo un centro commerciale. Persino i campetti di calcio stanno sparendo, per far posto a chissà cosa. Lasciamogli almeno la scuola, o la pagheremo cara. La rabbia è pericolosa, ma è ancora più pericolosa la mancanza di rabbia, di senso, di tutto. Quello che è successo sulla terrazza del Pincio non è un'edizione moderna di West Side Story, non sono i bianchi contro i portoricani, ma "tutta Roma contro tutta Roma": pazzia, autolesionismo, disperazione.











