di Marta Serafini
Corriere della Sera, 9 aprile 2023
In segno di solidarietà per l’ennesima discriminazione si fermano anche gli uomini. Resteranno a casa in segno di solidarietà. Gli uomini afghani che lavorano per le Nazioni Unite a Kabul si asterranno dal lavoro per mostrare il loro sostegno alle colleghe dopo che i talebani hanno proibito alle donne afghane di lavorare per l’organizzazione.
Il personale internazionale delle Nazioni Unite in Afghanistan rimarrà al proprio posto ovviamente ma l’Onu ha condannato fermamente questo provvedimento che altro non è che un’estensione di un precedente divieto, applicato lo scorso dicembre, che proibisce alle donne afghane di lavorare per organizzazioni non governative nazionali e internazionali. “Nella storia delle Nazioni Unite, nessun altro regime ha mai cercato di vietare alle donne di lavorare per l’Organizzazione solo perché sono donne. Questa decisione rappresenta un attacco contro le donne, i principi fondamentali delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”, ha spiegato Roza Otunbayeva, rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per l’Afghanistan.
Oltre alla palese violazione dei diritti umani, il danno economico è evidente. Dopo che i talebani hanno bandito le operatrici umanitarie a dicembre, almeno una mezza dozzina di importanti gruppi umanitari stranieri hanno temporaneamente sospeso le loro operazioni in Afghanistan, diminuendo le già scarse risorse a disposizione di un Paese che ne ha un disperato bisogno. Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno congelato circa 7 miliardi di dollari delle riserve estere e tagliato i finanziamenti internazionali, paralizzando un’economia fortemente dipendente dagli aiuti esteri. Più di 28 milioni di persone in Afghanistan - circa due terzi della popolazione - hanno bisogno di assistenza umanitaria. Molte famiglie stanno affrontando una “fame catastrofica” e il rischio di carestia, con le scorte di cibo che si esauriscono mesi prima del prossimo raccolto. L’ultima cosa di cui ha bisogno l’Afghanistan dunque è che le donne stiano a casa.










