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di Emanuele Bonini

La Stampa, 15 giugno 2022

Tornano i signori della guerra, e con loro torna il mercato della droga. I taleban, che hanno ripreso il contro dell’Afghanistan dopo la ritirata anche precipitosa delle forze occidentali, sembrano voler puntare sulle piantagioni di papaveri per trainare l’economia nazionale, con tutto ciò che ne deriva per il mercato mondiale di sostanze stupefacenti e loro consumo, anche in Europa. L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda) lancia l’allarme nel consueto rapporto annuale sulle dinamiche e le tendenze di un commercio mai in crisi e anzi sempre fiorente. Con l’offerta afghana che può giocare un ruolo non indifferente.

La relazione dell’organismo europeo evidenza diversi fattori di preoccupazione. La ripresa della domanda dopo la pandemia e i confinamenti, una domanda forte di cocaina, la comparsa di droghe tutte nuove, al ritmo di “una alla settimana, ponendo così una sfida per la salute pubblica”. Nel 2021 sono state segnalate per la prima volta 52 nuove sostanze psicoattive (Nps), portando a 880 il numero totale di nuovi prodotti monitorati dall’Emcdda. Ma c’è anche un altro campanello d’allarme, che merita un paragrafo a parte.

“Nonostante il divieto imposto dai talebani nel 2022 alla produzione, alla vendita e al traffico di sostanze illecite in Afghanistan, la coltivazione del papavero sembra proseguire”. Dal papavero si producono oppio e derivati, e in chiave comunitaria la situazione non va presa sottogamba, visto che nel 2020, con l’Afghanistan strappata al controllo dei signori della guerra e il mercato della droga fermo, è stato stimato un milione di consumatori ad alto rischio di oppiacei nell’Ue. Sempre nel 2020 l’Osservatorio stima che gli oppiacei siano stati tra le cause dei 5.800 decessi nell’Ue per overdose di sostanze illecite.

Considerata la debole economia afghana, l’Emcdda ritiene che “gli attuali problemi finanziari del Paese potrebbero rendere le entrate derivanti dalle droghe una fonte di reddito più importante, che potrebbe portare a un aumento del traffico di eroina verso l’Europa”.

L’Afghanistan dei taleban dunque potrebbe fare delle piantagioni di papaveri la principale forma di sostegno al Pil nazionale. A detta degli esperti dell’Osservatorio anche più di una mera ipotesi, dato che in Afghanistan “recentemente è stata registrata anche una produzione su larga scala di metamfetamina basata sull’efedra”, altra pianta utilizzata per la produzione di sostanze stupefacenti per via dell’efedrina contenuta al proprio interno. Il rapporto 2022 quindi non può fare a meno di chiedere se “l’Europa diventerà un mercato di consumo per la metamfetamina prodotta in Afghanistan”, invitando Stati membri e istituzioni Ue ad agire sin da subito. Data l’Afghanistan del nuovo corso, “sarà necessario un monitoraggio mirato della situazione per orientare le politiche e le risposte”.