di Franco Venturini
Corriere della Sera, 2 aprile 2021
Il presidente ha ereditato l'accordo con i talebani, i quali premono per il ritiro degli ultimi 2.500 soldati Usa entro il primo maggio. Ma il governo locale e gli alleati frenano. Dramma in tre atti, all'interno di una tragica guerra che in Afghanistan dura da vent'anni ed è costata la vita anche a 55 militari italiani.
Atto primo: Trump ancora presidente vuole portare a casa i suoi boys e firma con i talebani un patto che prevede il ritiro delle forze Usa entro il primo maggio 2021. L'alleato governo di Kabul viene consultato soltanto in apparenza.
Atto secondo: Biden sloggia Trump dalla Casa Bianca ma eredita l'accordo con i talebani, i quali avvertono che se l'America non ritirerà i suoi ultimi 2.500 uomini entro il primo maggio sarà guerra totale. Il governo di Kabul si sente spinto a raggiungere un accordo con i talebani che permetterebbe l'uscita delle forze straniere.
Ma i negoziati in Qatar segnano il passo, e Biden dà l'impressione di non saper bene cosa fare: mantenere l'impegno del primo maggio gli sembra difficile, ma i militari Usa, ripete, saranno fuori dall'Afghanistan all'alba del 2022. Atto terzo, quello di questi giorni. Mancano meno di cinque settimane al fatidico primo maggio. A Washington nascono diversi "partiti" pro o contro il ritiro. Un rapporto dell'intelligence fa presente che con un ritiro immediato i talebani vincerebbero e Al Qaeda potrebbe tornare a installarsi in Afghanistan come prima dell'attacco alle Torri Gemelle nel 2001. Ma d'altra parte rimanere potrebbe voler dire combattere, con le poche forze rimaste, una battaglia che è già persa e che somiglia a un nuovo, più piccolo e collettivo Vietnam.
Kabul come Saigon, allora? Il governo "alleato" di Ashraf Ghani la vede proprio così. Non è forse per forzare la mano agli "amici" di Kabul che Antony Blinken ha annunciato un pacificatore incontro tra governo e talebani in Turchia a metà aprile? E poi una conferenza con le due parti, gli Usa, l'Onu, la Russia, la Cina e i Paesi confinanti tra cui l'Iran e il Pakistan per celebrare l'accordo raggiunto e far scattare il ritiro con le spalle diplomaticamente coperte?
Ghani non ci sta, ma è seduto sulle baionette americane. Propone di tenere elezioni, il che a conti fatti vorrebbe dire rinviare tutto di un anno. Difficile per gli Usa dire di no, ma Biden ha anche un altro problema. I contingenti alleati presenti in Afghanistan, tedeschi in testa, hanno fatto presente nell'ultimo consiglio Nato che la decisione americana è urgente, che forse gli Usa potrebbero ritirarsi a tempo di record ma gli altri avrebbero bisogno di più tempo e rischierebbero di trovarsi scoperti, senza copertura aerea. Una conclusione s'impone: la trappola preparata da Donald Trump sta funzionando.











