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di Marzio Bartoloni


Il Sole 24 Ore, 14 luglio 2020

 

Il Senato varerà nei prossimi giorni la legge per difendere gli operatori sanitari: oltre a inasprire le sanzioni il provvedimento prevede la procedibilità d'ufficio, salta l'obbligo per As1 e ospedali di costituirsi parte civile.

Era diventata una vera e propria emergenza prima dello scoppio dell'emergenza Covid che per qualche mese ha rallentato il fenomeno. Ora però contro le violenze e le aggressioni contro medici e infermieri negli ospedali è in arrivo a giorni un'arma di difesa in più.

Atteso da oltre un anno da tutto il comparto della sanità entro luglio il Senato dovrebbe definitivamente varare il giro di vite contro le violenze in corsia che con il ritorno degli accessi nei pronto soccorso, tra i luoghi più a rischio per chi indossa un camice, stanno purtroppo lentamente riprendendo dopo la forte attenuazione nei mesi del lockdown.

Il provvedimento che nei giorni scorsi ha incassato il via libera della commissione Igiene e Sanità del Senato dove il Ddl è tornato dopo le modifiche della Camera prevede un inasprimento di pene e sanzioni per chi aggredisce operatori sanitari, ma anche campagne informative, un Osservatorio nazionale e una Giornata di sensibilizzazione ad hoc.

Secondo un sondaggio del sindacato Anaao Assomed, il 65% dei medici afferma di essere stato vittima di aggressioni fisiche o verbali, soprattutto tra chi lavora al Pronto Soccorso. Mentre a essere aggrediti sono anche circa 5mila infermieri l'anno, secondo la Federazioni degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi). Si tratta però di stime. In molti casi, infatti, questi episodi non vengono denunciati.

Per arginare questo fenomeno, divenuto appunto vera e propria emergenza di Sanità pubblica, il disegno di legge prevede la procedibilità d'ufficio, senza la querela della persona offesa, trattando i sanitari quasi come un pubblico ufficiale. In particolare il cuore del provvedimento sta nel fatto che si modifica l'articolo 583-quater del codice penale ai sensi del quale le lesioni gravi o gravissime sono punite con pene aggravate: per le prime reclusione da 4 a 10 anni e per le gravissime da 8 a 16 armi.

La novità consiste nell'applicare le stesse pene aggravate quando le lesioni gravi o gravissime siano procurate in danno del personale "esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell'esercizio delle sue funzioni o a causa delle funzioni o del servizio, nonché a chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso".

Tra le circostanze aggravanti comuni del reato viene inserito l'avere agito nei delitti commessi con violenza e minaccia proprio in danno degli operatori sanitari o socio-sanitari. La legge attesa al varo dell'aula del Senato nei prossimi giorni prevede poi il monitoraggio dei cosiddetti "eventi sentinella", che spesso anticipano le violenze.

Inoltre fa nascere l'Osservatorio nazionale con il compito di monitorare l'attuazione delle misure di prevenzione e protezione a garanzia di medici, infermieri ed operatori socio-sanitari. Dal testo finale è stato invece soppresso l'articolo che prevedeva che Asl e ospedali obbligatoriamente si costituissero parte civile nei processi di aggressione ne confronti dei propri dipendenti.

"Accanto al rafforzamento delle condizioni penali, si aggiungono tanti altri strumenti, ad esempio abbiamo protetto tutti gli operatori sanitari ma anche i sociosanitari e sociali nell'esercizio delle loro funzioni indipendentemente dalle loro condizioni", avverte Paolo Boldrini (Pd) relatrice del Ddl in commissione. "Ritengo innanzitutto - aggiunge la senatrice - sia bene promuovere la sicurezza sul lavoro perché è la base di un'assistenza sanitaria efficace e che le violenze, le intimidazioni, le aggressioni e le minacce possono ostacolare o impedire la prestazione di cura, che invece devono essere protette nel modo più efficace possibile".

"Con questo governo la Sanità - conclude Boldrini - ha assunto una rinnovata centralità anche prima del Covid e ora ancora di più con le risorse stanziate a seguito dell'epidemia con un incremento importante del Fondo sanitario malvisto prima, senza contare l'investimento tra attrezzature, infrastrutture e tecnologie. Anche il rafforzamento delle risorse umane nel Ssn è un aiuto fondamentale per evitare aggressioni dovute molto spesso ai disservizi causati per mancanza di personale".