di Gerlando Cardinale
agrigentonotizie.it, 19 settembre 2024
Il detenuto era stato accusato di violenza a pubblico ufficiale per essersi barricato dentro la cella. Detenuto si barrica in cella, rifiutandosi di uscire nonostante il richiamo dei poliziotti penitenziari, li insulta, ingerisce del detersivo e si picchia in testa per costringere gli agenti a fargli avere un colloquio con i familiari. L’uomo finisce a processo per violenza a pubblico ufficiale ma viene assolto “perché il fatto non sussiste”.
La sentenza è stata emessa dal giudice Sabrina Bazzano nei confronti del 51enne Angelo Sirone, scagionato pure dall’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale. La vicenda che lo ha fatto finire a processo risale al 5 agosto del 2019. Due poliziotti aprono la porta della sua cella dopo che si era barricato per protesta e Sirone avrebbe insultato uno dei due etichettandolo come “pezzo di m...”. Poi avrebbe rivolto lo stesso insulto all’altro poliziotto penitenziario aggiungendo che lo avrebbe ammazzato e, per costringerli a fargli avere un colloquio con i familiari, avrebbe ingerito una miscela di acqua e detersivo e poi si sarebbe dato un colpo in testa con lo sgabello minacciando altri gesti autolesionistici. Il pm, per la sola accusa di violenza a pubblico ufficiale, aveva chiesto l’assoluzione. Il difensore l’avvocato Angelo Benvenuto, al contrario, ha sostenuto che la protesta non avesse integrato gli estremi di nessun reato. Tesi che è stata recepita dal giudice.









