immediato.net, 19 maggio 2026
L’Ipeoa “Michele Lecce” di San Giovanni Rotondo protagonista di una giornata di inclusione e calcio nell’istituto penitenziario minorile campano. Talienti: “Da un errore può nascere una fiaba”. C’è un pallone che rotola sul campo dell’Istituto penitenziario minorile di Airola e che, per qualche ora, riesce a trasformare il rumore delle sbarre in quello delle voci, delle risate e della speranza. È il cuore della giornata promossa dall’Ipeoa “Michele Lecce” di San Giovanni Rotondo insieme alla direzione dell’IPM e alla cooperativa SCS di Foggia, un’iniziativa che mette insieme scuola, sport e percorsi di recupero sociale per i giovani detenuti.
L’iniziativa nasce all’interno di un più ampio percorso di collaborazione tra le istituzioni coinvolte, costruito attraverso attività didattiche, laboratori e momenti di formazione pensati per offrire nuove opportunità ai ragazzi ospitati nella struttura penitenziaria minorile. A partecipare alla giornata sono stati il dirigente scolastico Luigi Talienti, il vicario Ciro Iannacone, il presidente della cooperativa SCS Antonio Vannella e i vertici dell’istituto di Airola.
Il calcio come ponte verso il riscatto - Il momento sportivo è diventato simbolicamente il punto d’incontro tra due mondi spesso separati: quello della detenzione e quello della comunità educante. Un “patto di comunità”, come viene definito nel testo, che punta a creare percorsi concreti di reinserimento attraverso istruzione, relazioni e lavoro sociale. Al centro del progetto c’è l’idea che il recupero non possa limitarsi alla custodia, ma debba passare attraverso strumenti capaci di restituire dignità e prospettive. In questo contesto la scuola diventa un presidio educativo che supera le mura dell’aula e prova a entrare anche nei luoghi più complessi del disagio giovanile.
Talienti: “La scuola deve riaccendere speranza” - A guidare il percorso è il dirigente scolastico Luigi Talienti, da anni impegnato nel volontariato e nell’educazione in contesti sociali difficili. “Sono orgoglioso perché oggi ho vissuto nella veste di educatore, volontario e dirigente una giornata magnifica all’insegna della socializzazione”, ha dichiarato. Talienti ha sottolineato anche l’importanza didattica dell’iniziativa, spiegando che durante l’incontro è stato consegnato materiale scolastico a un giovane detenuto che sosterrà gli esami di idoneità al terzo anno nel prossimo settembre. Il dirigente ha inoltre ringraziato la dottoressa Magliulo, la dottoressa Vieni e i magistrati di sorveglianza che hanno autorizzato rapidamente l’attività ritenendola utile ai fini riabilitativi.
L’idea di estendere il progetto anche al carcere di Foggia - L’esperienza di Airola potrebbe presto avere un seguito anche in Capitanata. Talienti ha infatti annunciato l’intenzione di avanzare una proposta analoga al carcere di Foggia, nell’ambito delle attività previste dall’articolo 78 dell’ordinamento penitenziario per gli assistenti volontari. “Non si tratta di giustificare un errore che non va mai giustificato - ha spiegato - ma di gestirlo all’insegna di una rinascita, perché da un errore può nascere una fiaba”. L’iniziativa si chiude così con un messaggio chiaro: la legalità non passa soltanto dalla repressione, ma anche dalla possibilità di offrire ai giovani strumenti reali per costruire un futuro diverso.











