di Dario Ferrara
Italia Oggi, 19 maggio 2023
Il boss non pentito può uscire dal carcere in permesso premio per andare a messa. Il tutto grazie alla Consulta: la Corte ha dichiarato illegittime sul punto le norme come l’ergastolo ostativo che escludevano i benefici al condannato per omicidio mafioso che non collabora con la giustizia non si può dunque negare il permesso al detenuto solo perché il clan cui apparteneva è ancora operante, se non ci sono ancora collegamenti con la cosca e il rischio che siano ripristinati.
E ciò specialmente se il recluso sta compiendo un percorso risocializzante riconosciuto come esemplare e risulta convinta l’adesione ai principi della religione cattolica. Così la Cassazione nella sentenza 21355/23, pubblicata il 18 maggio dalla prima sezione penale. È accolto il ricorso presentato dal detenuto, un tempo ritenuto elemento di spicco di un clan della criminalità organizzata e condannato per un omicidio aggravato dal metodo mafioso, commesso nel lontano 1998.
Sbaglia il tribunale di sorveglianza a confermare il no al permesso premio chiesto dal detenuto per partecipare a una funzione prevista in una diocesi calabrese. Non ci sono rischi che il condannato entri in contatto con attuali componenti del suo vecchio clan, che è radicato in un’altra regione meridionale. Ma soprattutto l’errore sta nel negare il beneficio sul mero rilievo che il clan sia ancora attivo, pur dopo aver dato un giudizio assolutamente positivo sul tratto personologico del recluso: dalla relazione del carcere emerge che il detenuto partecipa a molte attività e ha “intrapreso un serio percorso di istruzione”.
E le informative di polizia escludono una possibile futura ripresa dei collegamenti criminali: il condannato non risulta raggiunto da alcuna misura custodiale da quando è in carcere. Negare il beneficio, in questo caso, equivale a reintrodurre in via surrettizia - sia pur parzialmente -la presunzione assoluta di pericolosità sociale dichiarata illegittima dalla sentenza costituzionale 253/19: l’unico modo per ottenere il permesso premio sarebbe collaborare con gli inquirenti, visto che fuori dal carcere il clan continua nelle sue imprese criminali. Parola al rinvio.










