di Carmen Giuffrida*
Il Dubbio, 29 agosto 2026
In questa tornata elettorale per il rinnovo del Csm si registra il boom di candidature “indipendenti”. Ma basta leggere alcuni dei loro curricula per chiedersi “indipendenti” da cosa o da chi? Senza contare che quasi tutti loro, non solo hanno votato No, in tal modo ratificando lo strapotere correntizio, ma ci tengono pure a rivendicarlo pubblicamente. È quanto emerge dalla mailing list di Anm dove, alla domanda provocatoria su chi avesse votato il Sì al referendum, gli unici che hanno risposto prontamente ci hanno tenuto a dire di non votarli perché avevano sostenuto convintamente il No. Come non cogliere in questo affannarsi a rispondere, pur non richiesti, una richiesta di perdono alla dirigenza della Anm con un messaggio forte e chiaro: ho votato No, mi ammanto di indipendenza solo perché oggi fa più più chic e dà più chance.
Desta curiosità che nessuno abbia risposto pubblicamente “io ho votato Sì”. Ce n’è forse qualcuno? E, in caso affermativo, perché non lo rivendica con altrettanto orgoglio? Per carità, nessun obbligo di dichiararlo pubblicamente, ma qualche dubbio sorge spontaneo. Quanto ai candidati sorteggiati da “Altra Proposta”, alcuni vantano un pensiero più allineato del più convinto correntocrate. Se lo strumento del sorteggio fosse utilizzato per la selezione di tutti i consiglieri, allora sì, avrebbe un senso per sconfiggere il correntismo. Ma, a bocce ferme e dopo il referendum, utilizzare il sorteggio a scopo esemplare ha purtroppo ormai poca valenza.
Incuriosisce poi l’accanimento contro Cosimo Ferri il quale, alla fin fine, rispetto ad altri ha la sola colpa di essere stato beccato “a bere champagne” mentre i compagni di merenda se ne sono “ubriacati”, hanno fatto carriera, pontificato per il No e dimostrato doti canore al comando “Bella ciao”. Che lui abbia qualche chance è ben possibile visto che - corrente o non corrente - rimane uomo potente, che conta pertanto sul voto di coloro che vogliono contare su di lui. Non gli manca poi la simpatia e molta faccia tosta.
E che dire dell’esclusione da parte di MI di propri iscritti che si presentano da indipendenti? Scandalosa? Certamente! Ma a scandalizzarsi dovrebbero essere solo coloro che hanno lottato per sconfiggere il Sistema. Cosa contestano gli altri a chi si comporta coerentemente con il Sistema difeso a spada tratta dalla Sacra Unione delle Correnti? In fondo, la corrente di destra è sempre stata più coerente nel manifestare apertamente di voler dettare legge.
A differenza di quelle di sinistra, che vogliono fare lo stesso ma, siccome sono dure e pure, pretendono per giunta che gli si riconosca la democraticità dei mezzi e dei fini. Proprio una fedele riproduzione di ciò che accade a livello politico. Insomma, alla fine si torna sempre al problema centrale della “doppia morale”, quando la morale non riguarda più i principi ma le categorie di appartenenza, non più i comportamenti ma le persone.
*Giudice del Tribunale per i minorenni di Catania









