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di Liana Milella

La Repubblica, 13 luglio 2022

Messaggio della Guardasigilli ai concorrenti, “la magistratura e il Paese intero attendono la competenza, le fresche energie, l’entusiasmo e la passione dei più giovani”. Candidarti divisi in cinque sedi, Roma, Bari, Bologna, Milano e Torino per evitare rischi Covid.

Non accadeva dal 2008 che partisse un “concorsone” per assumere 500 nuove toghe. Di cui c’è estremo bisogno per rimettere in sesto i numeri della giustizia.  Soprattutto in vista del nuovo processo penale, ma anche nel rispetto delle promesse fatte all’Europa in cambio dei fondi del Pnrr. Accadrà oggi, con ben 6.524 concorrenti che affronteranno i tre giorni della prova scritta, diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo. E a loro va il saluto e l’augurio della Guardasigilli Marta Cartabia: “La magistratura e il Paese intero attendono la competenza, le fresche energie, l’entusiasmo e la passione dei più giovani”.

Un concorso classico, ancora carta e penna, forse un elemento di difficoltà per una generazione ormai abituata alla scrittura su pc, tablet e cellulari. Ma tant’è. Anche stavolta, come per il precedente concorso da 310 posti, giunto adesso alle prove orali, i concorrenti dovranno scrivere su carta come una volta. Cinque sedi diverse - Roma, Bari, Bologna, Milano e Torino - per rispettare tuttora le regole anti Covid. La Fiera di Roma vedrà 1.961 partecipanti, mentre ce ne saranno 601 alla Fiera del Levante di Bari, Saranno 1.729 alla Fiera di Bologna, 1.072 alla Fiera di Milano-Rho e 1.161 al Lingotto di Torino.

Ovviamente la speranza è che non finisca come per gli scritti del precedente concorso, con una vistosa falcidie di candidati dopo la correzione dei compiti scritti. Perché alla fine, su 3.797 concorrenti, il 25 maggio si è scoperto che ne erano rimasti in gara solo 220, un numero più basso rispetto ai 310 posti messi in palio. Forse colpa di commissari d’esame tra i quali ha prevalso un’estrema severità di giudizio nella valutazione dei compiti.

Un esito che non ha mancato di sollevare anche polemiche all’interno della stessa magistratura. Perché la severità di giudizio del pm milanese ed ex presidente dell’Anm Luca Poniz, uno dei commissari del concorso, che aveva trovato nei compiti “errori marchiani di concetto, di diritto, di grammatica”, ha spinto poi due colleghe, Loredana Miccichè, togata del Csm della corrente di Magistratura indipendente, e Cinzia Barillà, presidente di Magistratura democratica, a muovergli dei rimproveri.

E adesso, mentre quel concorso affronta gli orali con il presidente dei commissari Giacomo Fumu, parte la nuova gara che sarà diretta da Marcello Matera.

Cartabia, nel suo saluto ai partecipanti, lega il via al “concorsone” alle riforme: “I futuri giovani magistrati, insieme ai colleghi con più esperienza, saranno chiamati a dare un contributo insostituibile alla stagione di rinnovamento che la giustizia italiana sta attraversando”.

Riforme che però, ci tiene a ripetere la stessa Cartabia, non sono “a costo zero”. Come dimostra l’avvio dell’Ufficio del processo, con l’ingresso di 8.100 ausiliari dei giudici, destinati a raddoppiarsi. E, sempre con fondi Pnrr, ecco le 5.410 assunzioni di tecnici informatici, statistici, e data entry.

Assunzioni purtroppo a tempo, ma che Cartabia si augura possano essere stabilizzate. Ma intanto è partita la digitalizzazione di 11 milioni di fascicoli processuali ed è nato il nuovo Dipartimento per la statistica, che sostituirà la precedente direzione generale, e avrà un titolo di peso, il Dipartimento per la transizione digitale, l’analisi statistica e le politiche di coesione.