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di Riccardo Bruno

Corriere della Sera, 13 ottobre 2022

Giovedì 13 e venerdì 14 la sfida tra 85 squadre di 46 paesi diversi. Il coach Mirko Trasciatti della Federazione scacchistica italiana: “Gioco che insegna il rispetto delle regole e dell’avversario”.

Tutto è nato per colpa (o per merito) del Covid. Durante la pandemia, lo sceriffo della Contea di Cook, nell’area metropolitana di Chicago, appassionato di scacchi, notò che tra i detenuti del locale penitenziario era aumentata in modo preoccupante l’ansia. Pensò così di portare in carcere una scacchiera, i reclusi passavano ore impegnati a muovere alfieri e proteggere il re, e la sera erano tutti più tranquilli.

Così è nata l’idea di chiedere alla FIDE, la Federazione scacchistica internazionale, presieduta dal russo Arkadij Dvorkovic, di promuovere un campionato mondiale per prigionieri. Dopo la prima edizione sperimentale dell’anno scorso, quella che si terrà giovedì 13 e venerdì 14 ottobre è già un successo: 85 squadre al via in rappresentanza di 46 nazioni. Ci saranno anche un torneo dedicato esclusivamente alle squadre femminili (dodici), e uno per i minorenni (con 14 squadre). L’Italia, che ha ambizioni di fare bella figura, schiera una formazione formata da detenuti del carcere di massima sicurezza di Spoleto.

Al carcere di Spoleto da anni gli scacchi sono diventati un’abitudine grazie all’iniziativa di Mirko Trasciatti, istruttore della FSI (la Federazione scacchistica italiana). L’anno scorso gli italiani arrivarono terzi nel girone di qualificazione, a un passo dalla fase finale. Obiettivo che sperano di conquistare quest’anno, in un girone che li vedrà impegnati giovedì insieme a Bosnia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Inghilterra, Germania, Norvegia e Serbia. Le partite degli azzurri, a partire dalle 11 ora italiana, e si potranno seguire sul canale Twitch https://www.twitch.tv/mograchess, con il commento del Grande Maestro italiano Roberto Mogranzini.

“Tutti gli studi dimostrano che gli scacchi migliorano la qualità della vita dei detenuti - spiega Mirko Trasciatti. Inoltre, insegnando le regole, il valore della legalità e il rispetto dell’avversario, li inducono a ripensare in modo critico alle loro scelte passate. La capacità analitiche che gli scacchi insegnano, le doti di “problem solving” che si acquisiscono, inoltre, possono essere utili anche una volta usciti di cella, e non sono pochi i datori di lavoro che vengono colpiti favorevolmente dal fatto di aver frequentato un corso di scacchi in carcere”.

Il Campionato intercontinentale FIDE è una sfida on line tra squadre di quattro giocatori, composte solo di detenuti, con partite a tempo “rapid” (dieci minuti ciascuno per finire il match, più cinque secondi di recupero a ogni mossa). Le squadre saranno divise in gironi da 7 o da 8, che si svolgeranno il 13 ottobre. Solo le prime due classificate passeranno alla fase finale, prevista il giorno dopo: altri due gironi selezioneranno le finaliste, che poi si scontreranno per determinare la vincitrice. L’anno scorso vinse la Mongolia battendo lo Zimbabwe.