di Marco Grasso
Il Fatto Quotidiano, 19 dicembre 2020
La rivelazione choc avviene durante un colloquio che si è tenuto in gran segreto ieri presso il carcere di Imperia: "Sono stato picchiato all'interno della caserma dei carabinieri di Albenga. Mi hanno preso a calci e a pugni sul costato. Un militare, che ricordo bene, perché era alto e muscoloso, mi ha colpito con un bastone avvolto in un giornale rosa. Ho perso un dente".
Paolo Pelusi ha 57 anni e un passato difficile, costellato di tossicodipendenza e problemi con la giustizia. Il 4 dicembre scorso è stato catturato durante la stessa operazione antidroga che ha portato all'arresto di Emanuel Scalabrin. La sua testimonianza, se trovasse riscontri e fosse ritenuta attendibile, potrebbe essere dirompente per l'inchiesta aperta dalla Procura di Savona per omicidio colposo. Scalabrin, 33 anni, è stato trovato morto la mattina del 5 dicembre nella branda della cella di sicurezza all'interno della stazione.
Fra l'ora della morte stimata dal medico legale, intorno alle 8, e il suo ritrovamento, alle 11, c'è un buco nero di tre ore. Un intervallo su cui non possono fare chiarezza le telecamere: il consulente dei pm ha rilevato che il sistema non ha registrato, era senza hard disk. Pelusi, insomma, potrebbe essere l'ultimo testimone non appartenente all'Arma dei carabinieri a poter raccontare qualcosa su quanto avvenuto nella stazione.
Ciò che racconta ai magistrati contraddice di fatto i rapporti di servizio. A cominciare da un episodio riferito come un'anomalia: "A metà pomeriggio sono stato prelevato dalla mia cella e portato in una sala d'attesa. Mi ero convinto che mi volessero rilasciare. A un certo punto ho sentito delle urla provenire dalla cella di Scalabrin. Ho riconosciuto la sua voce, diceva: "Aiuto! Aiuto! Basta! Basta". Davanti a me c'erano due carabinieri, li ho guardati, ma non ho ricevuto alcun cenno di risposta".
Il colloquio, cominciato alle 12 di ieri, è durato due ore abbondanti. Pelusi è stato interrogato dalle due pm Chiara Venturi ed Elisa Milocco, alla presenza del suo avvocato Andrea Cechini, senza polizia giudiziaria. "È stato sentito in qualità di testimone, non possiamo rivelare nulla del contenuto delle sue dichiarazioni", spiega il legale. La famiglia, assistita dall'avvocato Branca e sostenuta dalla Comunità di San Benedetto, chiede di fare chiarezza. Sul caso ha presentato un'interrogazione parlamentare il deputato di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.











