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di Francesco Bottazzo

Corriere del Veneto, 10 ottobre 2025

È la terza telefonata durante i 327 giorni di carcere per il cooperante veneziano arrestato il 15 novembre 2024. Ha raccomandato ai genitori di prendersi cura di loro e ha assicurato di essere forte. Giovedì pomeriggio il cooperante veneziano Alberto Trentini in carcere da 327 giorni, e da allora detenuto senza processo in Venezuela, ha chiamato per la terza volta a casa. “Ha voluto ringraziare tutte le persone che gli sono state vicine in questi mesi e ha ribadito il suo affetto per i suoi cari”, sottolinea l’avvocata Alessandra Ballerini che assiste la famiglia. 

La visita dell’ambasciatore - La telefonata segue la visita in carcere dell’ambasciatore italiano in Venezuela e la missione a Roma di una delegazione venezuelana, due eventi che potrebbero preludere a breve a nuovi sviluppi diplomatici. “La chiamata di Alberto ci apre spiragli di speranza - sottolinea la famiglia - E in questi quasi undici mesi la nostra fede non è mai venuta meno. Grazie a chi sta lavorando al nostro fianco per la liberazione di nostro figlio”. Un paio di settimane fa era stata la premier Giorgia Meloni a telefonare alla mamma di Trentini Armanda Colusso assicurando “la grande attenzione con cui il governo segue la vicenda e il suo massimo impegno, attraverso tutte le strade praticabili, per un esito positivo”. 

Il posto di blocco e l’arresto - Il veneto, 46 anni, si trovava in Venezuela per una missione umanitaria con l’ong Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza alle persone con disabilità. Il 15 novembre stava viaggiando nel sud-ovest del Paese, per portare aiuti alle comunità locali, quando è stato fermato a un posto di blocco assieme a un autista dell’organizzazione e tratto in arresto. Nella visita dei giorni scorsi l’ambasciatore italiano in Venezuela Giovanni Umberto De Vito lo ha trovato un po’ dimagrito ma in buone condizioni.