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di Anna Maselli

Corriere della Sera, 14 dicembre 2025

Il cooperante veneziano detenuto da oltre un anno a Caracas. Appello dell’attrice Ottavia Piccolo alle istituzioni: “Ricordatevi di lui”. Il tempo al Lido di Venezia trascorre lento, scandito dalla congiunzione “e”. Un anno e un giorno, un anno e dieci giorni, un anno e un mese. Ogni scatto in avanti delle lancette è un istante in più che Alberto Trentini trascorre dietro le sbarre del carcere di El Rodeo, poco distante da Caracas in Venezuela. E venerdì la mamma Armanda Colusso è tornata a lanciare un nuovo appello dai microfoni della trasmissione radio “Tutta la città ne parla”: “Sono ormai tredici mesi che Alberto è in prigione e noi non sappiamo darci pace. Mi chiedo ogni mattina, cosa penserà del suo Paese che sembra averlo abbandonato?”.

“Ogni giorno di detenzione ci è insopportabile” - Qualche piccolo passo in avanti dal 15 novembre 2024 è stato fatto dalla Farnesina - tre telefonate a casa e due visite consolari - ma nulla in confronto alle violazioni subite dall’operatore umanitario: non si conoscono le accuse a suo carico, non ha mai potuto vedere un avvocato né, a quanto si sa, un medico che ne valuti le condizioni di salute. A differenza di altri suoi compagni di detenzione liberati dopo alcuni mesi (l’ultimo in ordine di tempo è stato Camilo Castro, cittadino francese arrestato a giugno mentre si trovava al confine fra Venezuela e Colombia), Alberto Trentini resta in carcere. “Ringrazio tutti coloro che si stanno unendo a noi per chiedere al nostro governo un’azione incisiva per riportare a casa Alberto - ha detto Colusso. Ogni giorno di detenzione in più ci risulta insopportabile”.

L’appello di Ottavia Piccolo - Ai microfoni del giornalista Pietro Del Soldà è intervenuto poi Nicola Pellicani (Fondazione Pellicani), fra i promotori dell’incontro di sabato 13 dicembre al centro Candiani di Mestre: “La città si sta mobilitando, cerchiamo di rompere la cortina di silenzio su questa vicenda”. Presenti l’associazione Articolo 21 con Ottavia Piccolo che ha letto una lettera della mamma e gli amici di Alberto. Si sono collegati da remoto il giornalista Carlo Verdelli e l’avvocata Alessandra Ballerini che segue il caso Trentini. In provincia anche il Comune di Vigonovo ha esposto lo striscione per chiedere libertà per Alberto sulla facciata del municipio.