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di Marco Gasperetti


Corriere della Sera, 12 novembre 2019

 

I dati dell'ultimo anno sono allarmanti: 400 i casi di "sballo" registrati a Milano e Roma. Parla la preside di un liceo di Pistoia che bocciò sei ragazzi. Qualcuno, fuori dalla scuola, parlò di bullismo di ritorno da parte del liceo. Un anno dopo, tra le arcate medievali di ciò che un tempo era stato un convento di clausura e oggi è una delle migliori scuole della città, la memoria di quel giorno sembra smarrita. È solo una sensazione, però. Perché quel 28 marzo del 2018 e i giorni che seguirono, rappresentano uno spartiacque tra il prima e il dopo il "grande sballo" al liceo artistico Policarpo Petrocchi di Pistoia.

Ci fu un'assemblea, una delle tante programmate dagli studenti e concesse dal regolamento dalla scuola. Si svolse, come sempre, in un luogo a una quindicina di minuti a piedi dalla sede del liceo in quella che oggi a Pistoia chiamano la Cattedrale, un magazzino ex Breda, la società che costruisce treni. E qui, nel cortile, accadde qualcosa di imprevisto e sconcertante. Una ragazzina di 15 anni, al primo anno di liceo, aveva portato nello zaino bottiglie di birra e alcol e si era ubriacata rischiando il coma etilico.

Mentre stava male, tre bulli l'avevano legata, le avevano disegnato scritte sessiste sul volto, ripresa con il telefonino e derisa. Altri quattro compagni, anche loro della prima classe, erano rimasti lì a guardare, senza chiedere aiuto, sorridendo o mostrando divertita insofferenza. Un episodio, solo uno dei più recenti tra i tanti che affliggono le scuole italiane.

Il video intimo dal Virgilio e la droga al Parini - Al prestigioso liceo Virgilio di Roma due anni fa durante un'assemblea era circolata droga e sui social un video di due ragazzi ripresi in un momento intimo. A Milano, lo scorso anno, gli stupefacenti erano andati in gita insieme agli studenti del liceo Parini, un'altra scuola di eccellenza. E a Cinisello dopo un controllo alcuni studenti avevano gettato la droga dalle finestre delle aule. Casi che si ripetono quotidianamente. Nella sola Milano ogni anno ne sono segnalati 400 e altrettanti sono stati registrati a Roma. A giugno il Viminale ha pubblicato i dati del Progetto Scuole Sicure dell'anno scolastico 2018-2019. Non sono incoraggianti: oltre 14 chili di droga sequestrati, 31 le persone arrestate, 45 quelle denunciate all'autorità giudiziaria e 855 le violazioni e gli illeciti amministrativi. Sono stati quasi seicento gli istituti scolastici coinvolti. E spesso alla droga è stato associato l'alcol per uno sballo completo.

La causa di 4 genitori contro il liceo - La storia della ragazzina ubriaca e bullizzata di Pistoia, non si discosta molto dagli altri episodi anche se il finale ha aperto le porte alla speranza. Sei degli otto ragazzi coinvolti (compresa la ragazza dello sballo) sono stati bocciati per motivi disciplinari e hanno cambiato scuola, un altro ragazzo è stato respinto a settembre ma ha deciso di iscriversi nuovamente al liceo, un ottavo studente è stato promosso. "Ma la ferita più grave è stato l'atteggiamento di alcuni dei genitori dei ragazzi", spiega la preside Elisabetta Pastacaldi. "Il loro comportamento ha minato l'autorevolezza della scuola. Invece di collaborare hanno contestato i nostri provvedimenti disciplinari, i genitori di due ragazzi si sono addirittura rivolti a un avvocato. Siamo stati accusati di aver esagerato nei provvedimenti disciplinari", racconta la preside. "Ci aspettavamo collaborazione", riflette la dirigente dell'istituto, "e che accettassero i provvedimenti disciplinari del Consiglio di istituto, l'organo interno formato da professori, dipendenti non docenti, genitori, studenti e preside. E invece tutto si è trasformato in un'infinita querelle, una bega gigantesca".

Fondamentale rendere pubblici episodi gravi - A volte però anche le beghe servono a qualcosa. Soprattutto a diradare quelle nebbie che spesso avvolgono i ragazzi davanti alla finta trasgressione dello sballo. "Abbiamo enormemente bisogno che, soprattutto a scuola, qualsiasi episodio di eccesso, abuso e sopraffazione venga immediatamente reso pubblico", spiega Paolo Fuligni, psicologo e psicoterapeuta autore di progetti con l'associazione Elefante Invisibile anti sballo e bullismo nelle scuole superiori italiane, "e che vi sia una risposta disciplinare adeguata a sua volta pubblicizzata il più possibile. Perché quello che si combatte è l'incoscienza. Sono convinto che oggi, senza prediche, gli studenti del liceo di Pistoia siano più consapevoli e responsabili di loro stessi".

Niente scuse e scena muta davanti alla preside - Anche perché un anno fa solo in parte questa consapevolezza si era manifestata. La ragazzina dello sballo, davanti alla preside, aveva fatto scena muta, quasi disinteressandosi di ciò che era accaduto. Poi, sollecitata dal clamore mediatico, alcuni giorni dopo, aveva fatto sapere che stava attraversando "un momento di difficoltà" e che "le scuse non servono a nulla ora, non possono fare molto". Gli altri ragazzi, "bulli" e "spettatori", erano apparsi increduli dopo le contestazioni della scuola. La zona del parcheggio Pertini, di fronte all'edificio cosiddetto Cattedrale (ex sede della Breda) in cui, nel corso di un'assemblea d'istituto che normalmente si svolge in quei locali, si verificò l'episodio del 2018 (foto Simone Donati) La zona del parcheggio Pertini, di fronte all'edificio cosiddetto Cattedrale (ex sede della Breda) in cui, nel corso di un'assemblea d'istituto che normalmente si svolge in quei locali, si verificò l'episodio del 2018 (foto Simone Donati)

Ragazzi pentiti, ma ignari del pericolo - "Erano tutti molto pentiti e credo fossero sinceri", ricorda la preside, "ma mi ha colpito la loro inconsapevolezza. Mi hanno raccontato che credevano di giocare. Era gioco lo sballo pericolosissimo della loro compagna, era gioco l'ignobile derisione nei suoi confronti, era gioco stare lì a guardare senza avvertire i professori, senza dare l'allarme. Mi dissero che avevano capito. Ma due di loro, dopo che i genitori avevano fatto ricorso con gli avvocati per la sospensione, avevano cambiato atteggiamento. Si sentivano spalleggiati". Qualcuno, fuori dalla scuola, parlò addirittura di bullismo di ritorno da parte del liceo. "L'organo regionale di garanzia annullò il provvedimento di sospensione, pur ritenendolo appropriato, per un vizio di forma ma la sostanza è rimasta", ricorda la dirigente scolastica.

Se mamma e papà delegittimano i docenti - Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi, più del fenomeno dello sballo e della droga che purtroppo esiste soprattutto come fenomeno adolescenziale, è preoccupato dal fattore delegittimazione dell'istituzione scuola. "Tutte le istituzioni nel mondo occidentale attraversano un momento di crisi", spiega, "e la scuola è una di queste. I genitori spesso la confondono con un ente amministrativo contro il quale si può fare qualsiasi ricorso. L'educazione non si può impugnare, semmai può essere partecipata. Alcol e droga si possono combattere unendo le forze tra docenti, studenti e genitori". Forse è proprio questo insegnamento lo spartiacque tra quel 28 marzo del 2018 e oggi. E qualcosa di nuovo e di antico adesso si respira sotto i loggiati dell'ex convento di Pistoia.