di Mario Ajello
Il Messaggero, 29 luglio 2026
Il ministro: “Nelle carceri mancano iniziative per il lavoro”. Alemanno aveva chiesto l’incontro appena aveva varcato la soglia di uscita da Rebibbia. Un incontro cordiale, e anche costruttivo. Quello a via Arenula, nella sede del ministero della Giustizia, tra Carlo Nordio e Gianni Alemanno. Era previsto che si vedessero, e Alemanno ha ringraziato il Guardasigilli per averlo accolto ed essere stato disponibile a una conversazione informale sul tema delle carceri. Che è gravissimo come sa bene Alemanno, il quale è uscito pochi giorni fa dalla sua detenzione a Rebibbia e come sanno tutti i detenuti e chiunque si occupi dell’universo penitenziario o abbia una sensibilità civile che impedisce di non vedere l’emergenza carceri.
“E’ stato un incontro molto positivo”, dice Alemanno lasciando il ministero. Ci teneva a raccontare ciò che ha visto e vissuto da detenuto. Ad accompagnarlo da Nordio, c’è il suo legale, Edoardo Albertario. Durante l’incontro si è parlato appunto della situazione delle carceri italiane, nell’ottica dell’esperienza dello stesso Alemanno, che ha chiesto tra l’altro la verifica del sistema di calcolo degli spazi nelle celle.
L’incontro, parola di Nordio, è andato molto bene. Alemanno aveva chiesto l’incontro appena aveva varcato la soglia di uscita da Rebibbia, dove ha scontato un anno e mezzo di reclusione per aver violato le prescrizioni sulla misura cautelare a cui era sottoposto. Nel corso della sua detenzione ha denunciato le condizioni in cui versano gli istituti di pena con il suo diario dal carcere, molto compulsato sia a destra sia a sinistra. E appena tornato in libertà, lo scorso 24 giugno, l’ex sindaco aveva rilanciato l’emergenza penitenziaria come tema centrale del suo nuovo impegno a fianco del generale Vannacci. Ma con qualche differenza garantista di vedute, per così dire, rispetto alla linea del leader di Futuro nazionale.
Con il quale Alemanno, in attesa di vedere se sarà candidato oppure no alle prossime politiche con Futuro Nazionale - anche ieri non si sbilanciato: “Io non ho posto condizioni per il mio impegno” - il 19 e 20 settembre sarà protagonista a Orvieto di una iniziativa politica con vista elezioni. Alemanno è comunque concentrato sul tema carceri: “Al ministro Nordio ho espresso la mia gratitudine e apprezzamento per la sensibilità dimostrata contro quell’assurdo ricorso che il Dap ha fatto nei miei confronti”. Il Guardasigilli ha infatti bloccato l’altro giorno, la richiesta del Dap per sei giorni supplementari di detenzione per Alemanno.
Svolta necessaria - Ma non ha voluto l’ex sindaco limitare l’incontro a questo caso personale. S’è fatto interprete della situazione delle carceri. “Ho rappresentato - così spiega - al ministro una serie di circostanze che impongono un’attenta revisione del comportamento del Dap rispetto ai percorsi di riabilitazione dei detenuti”. E incalza Alemanno: “A mio avviso in questo momento il Dap ha un atteggiamento di chiusura rispetto ai percorsi di riabilitazione dei detenuti, mentre dovrebbe essere, secondo le norme costituzionali, proattivo e positivo”. Nordio ha ascoltato con molto interesse. Ovviamente dovrà approfondire e studiare la situazione. “Ma è consapevole che occorre una svolta positiva”, conclude Alemanno.
Anzi non conclude. Conversando con chi vuole sapere di più sulla sua visita da Nordio, non lesina critiche al Dap: “Per ragioni incomprensibili alcuni dirigenti della direzione delle carceri preferiscono tenere tutti i penitenziari del nostro Paese in uno stato di paralisi per le iniziative di lavoro, formazione e cultura. E questo si vede innanzitutto nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso, dove sono stato recluso io, che conta 1600 detenuti nella Capitale con un sovraffollamento prossimo al 160 per cento”.
E ancora: non vengono rispettate le metrature delle celle (piccole e inabitabili, “inumane e degradanti”). Per non dire, e anche su questo Alemanno è molto netto, della carenza di personale dei tribunali di Sorveglianza, in particolare quello di Roma: “Ciò impedisce di affrontare in tempi brevi le diverse istanze presentate dalle persone detenute”. È servita ad aprire uno squarcio su uno sconcio, ecco, la visita di Alemanno a Nordio. Il quale sa bene che non potrà non fare qualcosa.










