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di Marcello Feola

Il Piccolo, 8 ottobre 2026

Il consigliere regionale di Forza Italia interviene dopo le critiche della capogruppo Pd, Rossa. “San Michele non rappresenta di per sé un rischio per la città. L’attenzione deve andare alla sicurezza quotidiana e al sovraffollamento del Don Soria”. “Basta allarmismi sul 41-bis. La vera attenzione deve andare alla sicurezza quotidiana dei cittadini”. Davide Buzzi Langhi, consigliere regionale di Forza Italia e consigliere comunale ad Alessandria, replica alle dichiarazioni di Rita Rossa, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, sulla situazione delle carceri cittadine. Al centro del confronto politico c’è la destinazione del carcere di San Michele ai detenuti sottoposti al regime del 41-bis. Sulla quale Rossa aveva sollevato interrogativi riguardanti la sicurezza, le risorse e il coinvolgimento del territorio nelle decisioni.

“Il 41-bis non è un pericolo per la città” - “La sicurezza dei cittadini di Alessandria resta la mia priorità”, afferma Buzzi Langhi, che respinge le preoccupazioni espresse dalla rappresentante del Pd. “La presenza di detenuti sottoposti al regime del 41-bis all’interno del carcere di San Michele non costituisce, di per sé, un rischio per la sicurezza quotidiana della città. Si tratta di un regime detentivo particolarmente rigoroso, caratterizzato da controlli e misure di sicurezza stringenti”. Secondo l’esponente di Forza Italia, dunque, la questione non dovrebbe essere utilizzata per alimentare preoccupazioni tra i cittadini. “Non condivido la scelta di trasformare una questione penitenziaria in uno strumento di polemica politica”.

Il nodo del sovraffollamento al Don Soria - Buzzi Langhi sposta quindi l’attenzione sul carcere Don Soria, indicando nel sovraffollamento una delle principali criticità da affrontare. Richiamando dati che attribuisce al Ministero della Giustizia, il consigliere sostiene che oltre l’80% della popolazione detenuta sia composta da cittadini stranieri. Tra i quali vi sarebbero anche persone prive di un regolare titolo di soggiorno. Una percentuale riportata nelle sue dichiarazioni, che richiede comunque una verifica rispetto ai dati ufficiali aggiornati. Da qui la richiesta di intervenire sulle procedure di rimpatrio, nei casi consentiti dalla legge. E di rafforzare gli accordi di cooperazione giudiziaria per permettere, quando previsto, l’esecuzione delle pene nei Paesi d’origine.

“Servono risposte concrete” - “Chi non ha titolo per rimanere in Italia e ha commesso reati deve essere sottoposto, quando ne ricorrono i presupposti di legge, alle procedure previste per il rimpatrio”, sostiene Buzzi Langhi. Il consigliere critica inoltre l’atteggiamento del centrosinistra, accusandolo di contestare le misure finalizzate a rendere più efficaci rimpatri e cooperazione internazionale. “Non è una questione ideologica: è una questione di sicurezza, legalità e responsabilità”, aggiunge. E conclude: “La sicurezza dei quartieri, il rispetto delle regole e la tutela dei cittadini devono essere il nostro riferimento principale. Alessandria ha bisogno di risposte concrete, non di spostare l’attenzione dai problemi reali”.