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di Adelia Pantano

La Stampa, 26 ottobre 2026

Il penitenziario ristrutturato per i detenuti in regime di carcere duro. Il primo cittadino: “Lasciati soli da Roma nel silenzio delle destre. “Alessandria è stata lasciata sola da Roma, nel silenzio delle destre. Sono stati spazzati via oltre quarant’anni di buon lavoro”. Il sindaco del Pd Giorgio Abonante attacca il Governo per la trasformazione del carcere di San Michele in una struttura destinata ai detenuti sottoposti al 41 bis. Le operazioni di trasferimento, condotte tra sabato e domenica nell’ambito dell’operazione “Klepsydra” dal Gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, hanno portato ad Alessandria un centinaio di detenuti al regime di carcere duro. In tutto saranno poco più di 200. L’istituto è stato ristrutturato per accoglierli, dopo che le prime indiscrezioni sulla trasformazione circolavano già da circa un anno.

Secondo Abonante, la decisione è stata presa senza preparare la comunità locale e senza considerare le conseguenze su un sistema costruito in decenni di lavoro. “È un’operazione insensata”, sostiene, denunciando le ricadute sui progetti educativi, formativi e professionali e sulle associazioni che li portavano avanti. “Alessandria non meritava che questo scempio avvenisse nel silenzio assoluto del Governo e degli esponenti locali dei partiti di Governo”. Poi il confronto con la Sardegna, dove le forze politiche si sono mobilitate contro una scelta analoga: “Qui siamo rimasti soli, nel silenzio o nelle minimizzazioni delle destre”.

Di segno opposto la posizione del sottosegretario alla Giustizia e senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni, che rivendica la riorganizzazione del regime detentivo speciale. “La Polizia penitenziaria lavora da circa un anno al processo di riorganizzazione del 41 bis, un intervento strategico che rende gli istituti ancora più inaccessibili”.

Quello di Alessandria è il terzo passaggio dopo Vigevano e Cagliari. L’obiettivo è “impedire ogni contatto esterno ai boss che dal carcere vorrebbero continuare a comandare le attività criminali dei loro affiliati”. Balboni ringrazia gli agenti impegnati nell’operazione e ribadisce la linea del Governo: “Fratelli d’Italia ha messo in sicurezza l’ergastolo ostativo e non arretra nella lotta alle mafie. Con questi criminali ad alta pericolosità l’unica risposta è il pugno duro. Con il Governo Meloni nelle carceri comanda lo Stato”.

A preoccupare sono anche le ricadute sulle attività di formazione e reinserimento lavorativo sviluppate negli anni al San Michele. Tra le realtà coinvolte c’è la cooperativa “Idee in fuga”, fondata da Carmine Falanga, insignito lo scorso anno del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente Sergio Mattarella. “Parlo da co-fondatore e ideatore di alcune delle eccellenze create in carcere in questi anni. Non a caso il presidente Mattarella ci ha premiati - sottolinea -. Qualcuno da Roma, senza mai interpellarci, ha deciso di affossarci, ma noi resisteremo e non molleremo. Alessandria è con noi ed è sotto gli occhi di tutti”.

Di diverso avviso il segretario generale dell’Osapp Leo Beneduci, secondo cui “nessuna attività verrà spazzata via. Anche i progetti educativi non hanno subìto interruzioni”. Beneduci ricorda il sacrificio degli agenti, impegnati per anni in condizioni di grave carenza di organico al San Michele e alla casa circondariale Cantiello e Gaeta (sempre ad Alessandria), e plaude al personale che ha lavorato all’adeguamento della struttura e all’operazione “Klepsydra”.